31.10.05

Ipse dixit

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"Penso che ormai Milano (come le altre città italiane) sia matura per lanciare il wifi ovunque e a costo zero. L'accesso a Internet, cioè, come servizio pubblico [...] quei lampioni, illuminano la strada che noi stiamo percorrendo, ma nessuno ci ha chiesto di pagare qualcosa. La città è d'accordo nel ritenere che debba essere fornita a chiunque (e anche a nessuno se nessuno passa di qui) l'illuminazione pubblica. Ecco, l'accesso alla rete va pensato come una nuova forma di illuminazione, che va fornita ai cittadini, a tutti"
Marco Zamperini, capo dei laboratori di ricerca Etnoteam, su Affari & Finanza di oggi.

Prima visione mondiale

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Da lunedì prossimo 3 comincerà a vendere film. Saranno film visibili unicamente sullo schermo dei videofonini, costeranno 9 euro e sarà possibile vederli in streaming quante volte si vuole per un periodo di 7 giorni, interrompendo e ricominciando da dove si era lasciato (o anche da capo) in caso di telefonata o poco campo.
Messa così l'offerta non è troppo allettante, in fondo lo schermo è veramente piccolo e non si può collegare il videofonino al televisore (è proprio una conditio sine qua non posta dai produttori cinematografici), però il vero plus è che i film che si potranno vedere sono quelli che stanno al cinema. Da lunedì si potrà vedere The Interpreter di Sidney Pollack con Nicole Kdiman e Sean Penn, uscito venerdì scorso nei cinema. Una cosa mica da poco. Soprattutto perchè la "finestra" cioè il periodo tra l'uscita al cinema di un film e la sua uscita in DVD (o VHS prima) era considerata una cosa quasi sacra e intoccabile. E per la prima volta viene intaccata.
In futuro, è stato annnciato, sarà anche possibile (per un prezzo diverso, più simile a quello di un DVD) acquistare i film in questione e tenerli su un supporto flash della grandezza di una SIM card.
Fermo restando che chiunque sorprenderò a vedere sullo schermo di un videofonino con l'audio delle cuffiette un film che può andare a vedere al cinema per un prezzo inferiore sarà preso a sveglie in faccia con il suddetto videofonino, devo fare tanto di cappello a 3 perchè in Italia siamo i primi al mondo ad offrire questo tipo di servizio che "potrebbe" portare un altro po' di soldi all'industria (se calcoliamo gli incassi che le major discografiche fanno con le suonerie...).

Più concorrenza per avere cataloghi più ampi

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Samsung, che oltre a produrre telefonini con un certo successo, è l'azienda leader nella produzione di memorie flash, ha dichiarato che di qui a poco farà partire il suo music store stile iTunes di Apple. Choi Ji-Sung, il direttore generale, sostiene che i loro lettori Mp3 sono migliori di quelli Apple (ma dai lo sanno tutti che non basta essere tecnicamente migliori!) e che fino ad ora non hanno avuto molto successo proprio perchè mancava un music store loro.
Di sicuro avere un music store è indispensabile, ma di qui a dire che quello è il merito dell'iPod. Comunque basta vedere che faranno, nel momento in cui riuciranno ad offrire un music store migliore di quello di Apple, sono sicuro avranno un grandissimo successo anche perchè iTunes non è che brilli per ampiezza, è il più grande disponibile, ma non è "grande" nel vero senso, si può decisamente fare di meglio.
E poi Samsung può contare sul vantaggio del secondo arrivato, imparare dagli errori di iTunes e puntare subito sulle novità (il video) e magari sulla compatibilità. La roba che si compra su iTunes si legge solo ed unicamente con l'iPod, fare un servizio un po' più universale sarebbe una bella svolta perchè se ha un buon catalogo, magari anche sul versante musica passata (campo in cui iTunes è proprio carente), prende anche i proprietari di iPod.

I Guardiani Della Notte (Nochnoy dozor, 2004)
di Timur Bekmambetov

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Perchè vedere a tutti i costi un film come I Guardiani Della Notte, blockbuster di matrice russa? Di motivi ce ne sono a bizeffe. Innanzitutto perchè che i russi si mettano a fare film all'americana non è un fenomeno che si può ignorare, secondo perchè c'è la curiosità di vedere se un popolo come i russi propone il blockbuster sotto una veste diversa, filtrandolo attraverso la propria sensibilità, terzo perchè in molti casi accade che da un film brutto si possa imparare molto più che da un film bello.
Poi nella pratica I Guardiani Della Notte fa schifo. Ma fa schifo sotto così tanti punti di vista che il suo successo in patria mi fa pensare anche a delle chiare distanze culturali, perchè è un prodotto brutto anche e soprattutto per il genere cui appartiene. Fatto salvo per la computer grafica e gli effetti speciali, che sono ottimi come in generale tutta la parte tecnica, il film per il resto è complicato, noioso, mal recitato e banalissimo. Magari fosse un susseguirsi di sparatorie, esplosioni e combattimenti, anche insensati, almeno succederebbe qualcosa! Invece cerca una complessità ed un'intricatezza di trama, tra l'effetto sorpresa, il ribaltamento e il lento svelamento che non fa che ammorbare.....
Cosa ancora più fastidiosa, questo film mi costringe ad usare un termine che odio con tutte le mie forze: "estetica da videoclip". I Guardiani Della Notte ne abusa orrendamente, nel senso che, per dire, ogni qual volta accade qualcosa di rapido e violento (esplosioni, oggetti lanciati...) viene utilizzato il ralenti fino alla fine del suddetto evento e poi riprende la velocità normale, al contrario ogni qual volta c'è un piano sequenza "lento" (diciamo un uomo scende dalla macchina e cammina fino alla porta) la scena è velocizzata fino al suo termine e poi riprende la velocità normale. Questi sono solo due esempi di cosa intenda per estetica da videoclip, oltre chiaramente al montaggio serrato (per il quale però stavolta non si può dire nulla perchè il montaggio serrato l'hanno inventato i russi). Ma, mentre Tsukamoto in Tetsuo spingeva avanti la tecnica e la logica di questo tipico di estetica, applicando in pieno e con ragionevolezza quei principi da videoclip (la forma che vince sul contenuto e che costituisce la narrazione stessa), il film di Timur Bekmambetov si pone come un film tradizionale (in cui il contenuto e la trama dominano) che utilizza come forma estetica quella tipica dei videoclip, il che significa che ogni soluzione di regia, ogni idea formale, non solo si sono già viste su Mtv, ma sono assolutamente inutili e gratuite, un puro sfoggio di tecnica e di (poca) inventiva. Se in Tsukamoto quel tipo di narrazione totalmente formale è il senso stesso del film, per Bekmambetov è un'idea furba, un vestito alla moda per il suo film. Il risultato è la banalità più totale.





30.10.05

L'inoppugnabilità dei fatti

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L'influenza aviaria è arrivata a Parigi e ci sono le prove.

via Daveblog

Non ci sono più dubbi

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Arriveranno Rambo IV e poi Rocky VI.

Milano odia: la polizia non può sparare (1974)
di Umberto Lenzi

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Questo poliziottesco di Umberto Lenzi, che decisamente è più poliziesco che noir, non si discosta molto dall'estetica dei film, decisamente più corposi, di Ferdinando Di Leo. La distanza grossa la fa il taglio dei personaggi (che è la cifra fondamentale di ogni film di genere). Perchè se il criminale interpretato, anche bene, da Tomas Milian, si propone come un demonio anarcoide, portatore di un furore omicida insensato, tutti gli altri personaggi sono assolutamente vuoti, compreso lo scialbo Henry Silva (ma c'è un polizziostesco italiano senza di lui?) nel ruolo di un commissario acuto e perspicace, ma dalle mani legate.
Senza dire poi del fatto che il fim mira ad indagare la situazione criminale della Milano dell'epoca, nella quale appunto la polizia avrebbe avuto le mani legate dalla burocrazia e dall'ottusità di certi superiori, proponendo come unica salvezza l'integerrima morale del commisario che, pur di fare giustizia, uccide a sangue freddo Tomas Milian assolto per insufficienza di prove. Ma la morale da Giustiziere Della Notte, cozza decisamente con le tirate giustizialiste che la precedono e Henry Silva non riesce a far intravedere un mutamento interiore tale da implicare chissà quale ripensamento.
Sottigliezze a parte il film ha un buon ritmo e non risulta ridicolo come molti suoi contemporanei, non è girato affatto male, specialmente nelle sequenze d'azione, forse migliori anche di quelle di Di Leo, pecca come già detto unicamente per la serie di coprotagonisti e comprimari un po' ridicoli, come anche la ragazza di Thomas Milian occasione perduta per disegnare una donna sui generis, per bene e moralista ma travolta dalla passione per l'orrido Milian. Mi ha deluso anche il rapporto del criminale Milian con i boss milanesi, sarà che dopo il fantastico Milano Calibro 9 ogni volta che vedo criminali che si dibattono tra polizia e boss non sono soddisfatto...





Mamma mia, mamma mia

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Il 31 ottobre del 1975 veniva prodotto il primo videoclip della storia. Bohemian Rhapsody dei Queen. Il mito.

27.10.05

Ho giocato ad almeno la metà

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Il NES compie 20 anni, su 1UP sito semi-ufficiale di Nintendo fans hanno fatto una classifica dei 15 migliori videgiochi della casa giapponese.

Brokeback Mountain (id., 2005)
di Ang Lee

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Ho avuto la grande fortuna di godere di una proiezione in anteprima del Leone d'Oro dell'ultima Mostra di Venezia, una visione che temevo molto date le ultime prove un po' scialbe e fuori dai suoi registri di Ang Lee.
Invece Brokeback Mountain è un grandissimo film, che segna il ritorno di Lee a quelle atmosfere e quelle sensibilità che gli sono congeniali e che domina perfettamente. Più intenso di Tempesta di Ghiaccio, più serio di Ragione e Sentimento e meno corale di Mangiare, Bere, Uomo, Donna, quest'ultimo Ang Lee è un vero Leone d'Oro, non ho visto Good Night And Good Luck e ancora deve arrivare Sympathy for Lady Vengeance, percui non so se meritasse davvero, di sicuro è un film da Leone, ce la metterò tutta per non usare la parola, forse fuorilouogo, "capolavoro".
Innanzitutto la forma: splendente. Il film è ambientato nel west montano, paesaggi rocciosi e grandi boschi che Lee sceglie di riprendere con inquadrature che rimandano al western classico, i paesaggi, le nuvole e gli scenari che ricordano Ombre Rosse, Il Grande Cielo e Il Fiume Rosso, dimostrando una consapevolezza di sè e del proprio cinema (un cinese che fa un film in America sul west) e di ciò che c'è stato non indifferente.
Poi i personaggi. Tutto è fatto per loro, tutta la trama e tutti gli altri caratteri di contorno hanno l'unica funzione di definire ed arricchire di significato il mondo interiore dei protagonisti. Con le uniche eccezioni della moglie e della figlia di Ennis Del Mar (Heath Ledger) che hanno un senso autonomo, gli altri personaggi sono funzionali allo sviluppo dei protagonisti.
Infine la trama. E' noto che è una storia di cowboy omosessuali, ma questo è chiaramente solo lo spunto iniziale di trama, il film va ben oltre. La nascita e lo sviluppo del sentimento che i due rudi cowboy nutrono l'uno per l'altro è la forma di cui Ang Lee si serve per parlare delle esperienze che cambiano una vita ma non abbastanza da condizionarla. Dopo il loro incontro a Brokeback Mountain la vita dei due protagonisti non potrà più essere la stessa anche se DOVRA' essere la stessa per l'impossibilità di vivere il loro sentimento in libertà. Quel momento della loro vita rimarrà per sempre il loro appiglio da una vita che non li soddisfa.
Ang Lee trascura il tema dell'intolleranza per concentrarsi unicamente sui due modi diversi di vivere questo sentimento devastante e di trovare un necessario compromesso per continuare a vivere. Moltissimi i momenti toccanti, e perfetta è la ricostruzione di un legame così intenso tra due uomini, dove si vuole dimostrare tutto con i fatti e non con le parole, ma alle volte è indispensabile parlarsi e quando capita ogni parola è un parto, misurata e inaspettata.
E' incredibile la delicatezza che Lee è riuscito a mettere in questo film, riesce ad andare molto a fondo, a narrare di un dolore e di una passione continui senza mai calcare la mano, sfiorando solo qualche volta nel patetismo (unico vero difetto del film), ma ugualmente (e forse proprio per questo) andando a fondo.
Personalmente ho adorato la figura della figlia di Ennis Del Mar (Heath Ledger), tratteggiata con due scene sole ma in maniera fortissima e profonda. Incredibile.
Pensavo Heath Ledger fosse un po' un buffone invece si rivela veramente un attore serio. Io ho avuto la fortuna di vedere il film in lingua originale e ho l'ulteriore fortuna di capire l'inglese e di certo la fruizione ne ha guadagnato moltissimo soprattutto per la bellissima parlata da vero rude cowboy di Ledger.





26.10.05

Basta copiare!

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Google è ancora in lotta per il suo Google Print e Microsoft annuncia oggi che aiuterà Yahoo! nella stessa cosa.... Ormai amiconi Microsoft e Yahoo!.....

Basta che la trattino con rispetto

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Gong Li sta lavorando anche lei alla trasposizione filmica di Miami Vice.
E' un momento in cui i film tratti dai telefilm passati tirano, percui si sfrutta il filone. I film vengono male come previsto con qualche eccezione (almeno Starsky e Hutch la giocano sull'umorismo della parodia con una certa originalità a prescindere dal risultato), però in questo progetto ci credo non solo perchè Miami Vice era la più filmica delle serie, ma anche perchè il film lo farà Michael Mann che già curava il telefilm. Mettici che è anche un regista serio, poi c'è Gong Li.... Insomma se non ci credo io...

Secondo me è tutta pretattica

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Google lancia l'ennesimo servizio.
Google Base sarà un mercatino online per cercare servizi, prestazioni professionali e merci in stile eBay. Ancora non è disponibile, ma il solo annuncio ha causato una flessione nelle azioni eBay/Skype, azionista al 25% di craigslist.org che al momento è il leader di questo settore.
Ora è chiaro che mettersi in competizione con un colosso come eBay è un'impresa mostruosa, ma tanto a Google importa poco, intanto si è posizionato. Come anche nel caso dei messenger, della posta e di molti altri servizi Google fa sensazione ma per il momento non fa quota di mercato, volontariamente restringe il suo servizio a pochi utenti, e lo rende volontariamente elitario. Si limita in sostanza a fare annunci e a mettere paura.
Mette paura perchè ha una base utenti teoricamente grossa (quella del motore di ricerca, che poi è tutto da vedere se aderisce alle sue iniziative parallele) e perchè i software o le applicazioni che fornisce sono innovative e molto ben fatte (vedi Google Earth e Google Mail). Fatto sta che comunque ancora in nessun campo, motore di ricerca escluso, Google è sceso nell'arena a combattere con gli altri, ha preferito limitarsi a dare un servizio molto buono a poche persone, solitamente appassionati. Poi usufruire di un servizio Google non è impossibile ma solo macchinoso, bisogna conoscere qualcuno che sia già membro di Gmail, il che non è difficile, e bisogna chiedere un invito. La classica procedura d'elite. In sostanza bisogna proprio volerlo.
Che questa politica alla lunga paghi, permettendogli di perfezionare le sue applicazioni perennemente in Beta con la sperimentazione ed il lento aumentare degli utenti, facendo forza su valori di elite?
Google punta a diventare fico (come direbbe Lapo)?

Gente che si dà da fare

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Nella sua incessante opera di catalogazione di applicazioni pronte o anticipatrici del Web 2.0 Cristiancontini segnala oggi l'ennesima applicazione delle API di Google Mappe.
Con MapChat si può vedere attraverso Google Mappe la località esatta da dove chatta la persona con cui si è collegati.

25.10.05

Le donne sono semplici

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"In questi ultimi 20 anni ci siamo adoperati per aggiungere funzioni su funzioni ai nostri strumenti e il 99% di queste non è necessaria. Nei prossimi anni ci sarà un mercato enorme per la semplicità." Lo ha detto Ian Pearson, che di mestiere è futurista per British Telecommunications.
Secondo me questa è una frase che centra il punto. E' ovvio che è cominciata la fase discendente dell'accumulo tecnologico (non del progresso chiaramente), quella in cui i device progrediscono e contemporaneamente si semplificano, per ampliare il loro mercato alle fasce non saturate.
Storicamente i bersagli tecnologici sono gli uomini tra i 18 e i 40 anni, ma saturato quel mercato ne sono usciti altri e contemporaneamente si è verificata la condizione per la semplificazione perchè gli strumenti tecnologici sono in giro da sufficiente tempo per cominciare a "selezionare" le funzioni necessarie e quelle che non lo sono.
Non a caso la partita tecnologica (ancora tutta da giocare) la stanno vincendo i player che puntano sui mercati alternativi, il primo dei quali, le donne, già si sta saturando.
E' noto che l'iPod ha fatto il botto per due principali motivi: perchè "sembra" più facile da utilizzare dei suoi concorrenti e perchè ha fatto un modello rosa. Stessa cosa vale per gli altri segmenti tecnologici, se si guarda ai dati degli ultimi anni i più grandi successi commerciali sono stati quelli che potevano vantare una grossa fetta del mercato femminile tra i clienti.
Altri mercati che fanno gola sono bambini, anziani e soprattutto terzo mondo. Tutte aree tecnologicamente arretrate per motivi economici e di semplicità. Ora, non voglio dire che le tecnologie attuali non siano semplici, ma non lo sembrano. Non è la difficoltà effettiva il male da combattere ma la percezione della difficoltà, la cosìddetta tecnofobia.
Così la tendenza al personal medium: l'accumulo di tutte le funzioni basilari in un unico strumento che sia portatile, personalizzabile, multimediale ed interattivo, dovrà venire necessariamente a patti con la tendenza alla semplicità che è in crescita costante.
Un prodotto come l'iPod che è lettore Mp3, disco rigido rimovibile, rubrica, orologio (una funzione non trascurabile a quanto leggo in giro) e blocco note (solo in lettura chiaramente) ha dimostrato di poter essere un personal medium semplicissimo, addirittura ha anche dei giochi.

Update 27/10:
Mentre infiamma la polemica nei commenti aggiungo quest'update con un articolo di oggi di Guardian Unlimited, scritto da una donna, giornalista, che si occupa di videogiochi e che parla di donne e videogiochi.

Lo Sperone Nudo (The Naked Spur, 1953)
di Anthony Mann

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Seguire l'evoluzione del genere western è un lavoro senza soddisfazioni, perchè è fatto di continue visioni di film che gran parte delle volte sono triti e banali e anche quando sono innovativi e significativi risultano decontestualizzati, perchè l'evoluzione la seguo a salti, vedo gli western che capitano mica scelgo di vederli in ordine cronologico, capita allora che veda uno di quelli rivoluzionari della new hollywood, poi uno classico, poi uno un po' innovativo, poi di nuovo un classico. Si perde insomma quella componente di progresso per gradi....
Detto questo ho visto Lo Sperone Nudo perchè è un western di Anthony Mann e perchè è uno di quelli un po' più moderni in cui la figura dell'eroe comincia a sporcarsi con componenti ambigue (anche se non posso dire perchè non ricordo prima di cosa viene e dopo cos'altro). Di sicuro (e lo ricordo perchè lo dice pure Martin Scorsese nel suo Viaggio Nel Cinema Americano) è un film che è rivoluzionario anche nel suo modo di proporre James Stewart che fino a quel momento era una figura di riferimento per i valori più edificanti del cinema, qui invece massacra indiani, si interessa dei soldi e non smette di confermarsi poco leale ed etico.
Al di là delle considerazioni sull'evoluzioni del genere posso dire che un merito del film è senz'altro il ritmo molto elevato che riesce a tenere e la volontà di spingersi più in là con il gioco psicologico che decisamente in questo caso non cede il passo alle sparatorie (che pure ci sono), anzi ne è motore e conclusione. Un po' all'acqua di rose la caratterizzazione dei personaggi, calcolando che un western (come un po' tutti i film di genere su quello si basano). Sicuramente la cosa più bella è l'ambientazione, la componente paesaggistica (fondamentale nel western) è molto curata è la natura, bella ma ostile, delle montagne del west fa da contorno ai mutamenti interiori ed alle ribellioni seguite da repressioni (vedi scena della caverna).
Alla fine dei conti però il film è altamente trascurabile.






Anche BitTorrent e iMesh

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Sancita la prima sentenza che condanna un utilizzatore BitTorrent.
Ad Hong Kong Chan Nai-Ming è stato ritenuto colpevole di violazione delle leggi sulla privacy per aver uploadato tre film di Hollywood: Daredevil, Il Pianeta Rosso e Miss FBI.
Ora rischia al massimo 4 anni di galera ed una multa.
Tutto questo per tre film di merda! Ne sarebbe valsa la pena per 2001:Odissea Nello Spazio, I 400 Colpi e Ladri di Biciclette, lì si che vai in galera soddisfatto...

Cmq anche iMesh si converte e diventa a pagamento.

Proteggiamo i nostri bambini

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Il MOIGE si occupa di tutelare i minori e propone in 8 diverse giornate di istruire 2mila bambini sui pericoli e i benefici del mondo videoludico.
Ancora ancorati ad una logica che vede media buoni e media cattivi, individuando nel videogioco un medium buono (perchè non sarebbe "passivo" come la televisione, "cattiva maestra" per antonomasia) solo a patto di saperne fruire.
Supportato da Xbox (perchè là dove c'è da promuoversi e fare soldi...) il MOIGE farà queste lezioni, ma non nelle classiche e pallose aule, tutto sarà fatto in una maniera moderna e giovane, con un linguaggio adatto ai bambini di oggi e soprattutto molto molto adatto a spiegare e parlare di videogiochi: il teatro dei burattini.
Anzi "un allegro teatro di burattini e un libricino a fumetti, tutto colorato".
"E' importante che i bambini capiscano che i videogiochi non possono mai sostituire gli amici reali" è una delle motivazioni fondamentali che spingono il MOIGE ad organizzare quest'evento. Immagino sia altamente superfluo controbattere che i videogiochi sono un'importantissima agenzia di socializzazione, che il pericolo vero per un bambino è semmai non videogiocare da solo o con amici, cosa che potrebbe emarginarlo tanto quanto non giocare con gli amici in maniera tradizionale. Ma come spiegarlo a chi vede ancora nella televisione, e nella sua presunta passività, un nemico quando questa è l'altra fondamentale agenzia di socializzazione....
Troppo lavoro...

La cosa più bella è quello dietro al computer

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Da vedere fino in fondo....

24.10.05

Space Cowboys (id., 2000)
di Clint Eastwood

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Il caro vecchio Clint ed il cuo caro vecchio cinema classico. Questa volta si misura con un genere, il catastrofico, azione, patriottico molto sputtanato (ma del resto se non fa cose sputtanate non è contento) partendo dal presupposto che la chiave di lettura di tutto sarà la vecchiaia. Ne esce un film che nella forma è splendido come sempre ma è un po' debole nella trama. A differenziarlo dai mille altri film in cui gente particolarmente in gamba viene addestrata dalla NASA perchè ha bisogno di loro nonostante sulla carta non siano adatti e contro ogni probabilità compiono a termine la missione anche se uno di loro non ce la farà (ah mi sono sbagliato, forse questa è la trama di Armageddon...), è lo stile Eastwood fatto di una grande fiducia nello spettatore nei confronti del quale non si sente in dovere di spiegare eccessivamente un bel nulla, quel che c'è basta. E basta in effetti. Il modo schietto e diretto che ha di dire le cose e girare per me è sempre convincente.
Purtroppo più di tanto il film non va, sembra rimanere costantemente ancorato ad una natura blockbuster che in nessun modo gli appartiene, finendo con l'essere un ibrido che non accontenta nessuno.
Da urlo il piano sequenza finale sulla Luna e le sequenze iniziali girate in uno splendente bianco e nero virato sul blu.





Quando uno non ha una mazza da fare dalla mattina alla sera...

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Il Messagero (cartaceo) del 21 ottobre riprende una notizia di Business Week che rivela che il 19% degli appassionati di videogiochi negli Usa ha più di 50 anni e negli ultimi cinque anni il numero delle "nonne giocatrici" è aumentato del 9%.
Stiamo parlando di una generazione che quando nel 1972 uscì Pong, il primo videogioco commerciale della storia, aveva tra i 20 e i 40 anni, quindi non è neanche troppo strano il fatto che abbiano confidenze con le realtà simulate dei videogiochi.
Qui il blog della nonna giocatrice dove recensisce viedogiochi.

"Vanità. Il mio peccato preferito!"

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Il mio post sull'arrivo di Bill Gates allo SMAU è stato linkato da Libero Blog, qui.
Mi sfugge il criterio con cui pescano dal mio blog. Solo i spot meno interessanti.... Mah!
Cmq per il momento sono anche messo bene nell'home page di Libero Blog (secondo link più grosso).
Non vedo l'ora che i notoriamente violenti ed iracondi lettori di Libero Blog comincino ad infestare i commenti del post con insulti e grida di dolore.

UPDATE 15:03:
Ancora risulto sull'home page in buona posizione, rispetto all'altro articolo linkatomi da Libero Blog questa volta il link sta funzionando, Gates tira più di Jobs. Il qui presente blog ha visto schizzare gli accessi, al momento sono quadruplicati, e hanno ancora tutto il giorno per aumentare, fino a che almeno la notizia rimarrà in home page, poi prevedo un calo degli aumenti fino all'obsolescenza.
Come previsto i commenti sono invasi da rabbia, odio e livore.

UPDATE 17:26:
Continuano ad aumentare gli accessi e soprattutto il livore nei commenti su Libero. Per ora il migliore è uno sgrammaticato che non sopporta Microsoft e tesse le lodi di Linus. Evidentemente un amante delle striscie di Schulz...

Questo si che è progresso per tutti!

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Cristiancontini segnala sempre applicazione del web 2.0, ma oggi ha trovato una vera chicca.
Questo PXN8 è un image editor online. Non ha la potenza di Photoshop, ma è meglio di paint e soprattutto funziona online anche con immagini remote. Inutile se hai un programma serio installato basilare se sei in mobilità e devi fare modifiche al volo.

23.10.05

Speriamo non comincino a spedire pezzi d'orecchio

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Col favore delle tenebre degli astuti e preparati criminali sono pentrati nella scuola d'arte drammatica Paolo Grassi di Milano e hanno rapito i pupazzi Uan, Four e Five.
Un fatto gravissimo che scatena in me alcune domande:
- perchè li tenevano tutti insieme? E' noto che personalità di questo calibro viaggiano ed abitano in posti separati proprio per evitare simili inconvenienti
- Chi dovrà pagare l'eventuale riscatto? Sono ancora proprietà mediaset
- Quanto sono interessati quelli di mediaset a riaverli indietro se ormai non ci fanno nulla?
- Perchè stavano in una scuola d'arte drammatica? Si erano ritirati dalla carriera di presentatori per studiare da attori?

E' arrivato, ha parlato

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Bill Gates ha parlato allo SMAU come era previsto. Ha fatto un discorso per una volta tanto un po' diverso, oltre cioè a propugnare un futuro che somiglia al presente venduto dalle sue aziende, ha almeno accennato al fatto che il futuro non sono i computer ma l'integrazione tra media digitali.
Certo sarebbe stato meglio se avesse ammesso che il computer diventa sempre di più solo uno dei possibili modi di fruire di un medesimo contenuto (internet) e che più andiamo avanti più diventa uno strumento unicamente lavorativo, come era pensato all'inzio. Tutte le sue altre funzioni infatti passano attraverso di lui per finire in altri device fatti apposta, dall'ascolto di musica digitale, alla fruizione di film in DVD, alle telefonata in VoIP e tutte le altre ipotesi future che si fanno.

Angeli Perduti (Duo luo tian shi, 1995)
di Wong Kar Wai

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Non sono un amante di Wong Kar Wai e lo dico subito, ho mal sopportato sia Hong Kong Express che 2046 che Happy Together. Eppure spinto da pressioni esterne continuo a vedermelo (dopo questo attaccherò anche In The Mood For Love dopo tanto rimandare).
Nonostante tutti i pregiudizi e le paure finalmente trovo qualcosa che mi convinca. Niente male questo Angeli Perduti, storia di tre solitudini separate, tutto girato unicamente di notte sfruttando luci al neon e colorate, telecamera a mano (in una maniera che non centra nulla con la scuola danese), obiettivi deformanti e inquadrature storte. Ce ne sarebbe abbastanza per infastidire ed invece convince. Come spesso accade in Wong Kar Wai non c'è trama e c'è la voce narrante che pontifica, ma non dà fastidio, in questo caso il film scorre e queste solitudini di anime adorabibli seppur perdute avvincono come raramente accade. Le trovate estetiche che spesso si vedono nei film di Wong Kar Wai (ralenti, accelerazioni, virate dal bianco e nero al colore e viceversa...) qui non sono ancora maniera, ma stile, il film si può dire si basa in gran parte su quello, sulla sue resa visiva impressionante. La bellezza è tale da sostenerlo (stavo ancora lì che mi chiedevo come fosse stato possibile quando nei titoli di coda leggo il nome di Christopher Doyle, avevo dimenticato che lui se li fa utti i film di Kar Wai....... Che uomo!).
Tutto è velato da un'ironia inedita per Kar Wai e addirittura, oltre al solito romanticismo un po' noir (qu ici sono anche il killer e la dark lady), c'è un spazio tenerissimo alla fine di affetto padre/figlio che decisamente vince bene.
Si, ecco un film di Wong Kar Wai che mi piace proprio e guarda caso c'è lo zampino di Christopher Doyle....
Immensamente bella la trovate della sequenza in bianco e nero con l'acqua che scorre davanti all'obiettivo, le persone nello sfondo a velocità doppia che entrano ed escono da locale, e i due in primo piano a tutt'altra velocità, lei immobile e lui che ciondola lentamente. Tutto senza effetti speciali (non che odi l'effetto speciale, figuriamoci, ma apprezzo la riuscita estetica non indifferente).
Attenzione potrei anche dare una seconda possibilità ad Hong Kong Express...






Oliver Twist (id., 2005)
di Roman Polanski

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Incredibile ma vero sono andato a vedere un film il primo giorno che è al cinema, credo non mi capitasse dalla prima di Jurassic Park al vecchio cinema Adriano, quando era ancora ad una sala sola e si faceva la fila che per la lunghezza usciva fuori. Questa volta invece alle 17 mi sono collegato al sito dell'Adriano (sempre lui ma multisala tecnologicamente fornito) ho preso i posti che più aggradavano a sono entrato con calma e senza spingere. E poi dicono che la tecnologia non migliora la vita...
Fatto questo preambolo tecno-crono-cinematografico, dico subito che mi aspettavo di piangere, mi aspettavo una prova di forza di Polanski che non c'è stata.
Splendido tutto: i paesaggi di campagna illuminati da una luce irreale che quasi sembrano quelli illuminati dalla luce asettica di Kubrick in Barry Lyndon, bella la città tutta inquadrata stretta sui protagonisti, bello Oliver un bambino con la faccia pulita e drammatica quanto basta, belle le luci e le nebbie notturne e bello soprattutto il lavoro che Polanski fa sui colori utilizzando tutte tonalità coerenti anche quando si tratta di paesaggi. Decisamente meno bello (o forse è meglio dire avvincente) il resto.
Polanski è un grandissimo regista, è uno di quelli che un film non lo sa girare se non bene, non gli è proprio possibile farlo male, per questo Oliver Twist non è brutto. E' però insipido, medio, poco significativo. Domani già non lo ricorderò. Eppure è un peccato perchè è una grande produzione europea, fatta con soldi e cognizione di causa, che tratta con molto rispetto il testo di Dickens pur non essendone schiavo, rispettando le complesse sfaccettature dei personaggi (su tutti l'ambiguo Fagin). Se proprio devo dargli una nazionalità (non a livello ufficiale di produzione, ma a livello di stile) sembra una grossa produzione all'inglese, raffinata, precisa e rigorosa. Però è freddo.
Un ultimo appunto il vero Oliver Twist è Polanski, che da piccolo scappa dal campo di concentramento dove il padre muore, vaga per giorni nella campagna polacca finchè non lo ritrovano, si mette sotto diventa regista, va in America, gli ammazzano senza pietà moglie e figlio che aveva in grembo, dopodichè viene accusato di aver abusato di una minorenne e deve scappare dagli Stati Uniti, ma non si ferma e continua a girare film intensi, seri ed innovativi. Oliver Twist a confronto ha condotto un'infanzia agiata.





21.10.05

La Tigre E La Neve (2005)
di Roberto Benigni

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Se insolitamente arrivo in tempo a commentare un film è perchè l'ho visto gratis.
Personalmente ero ansioso di vedere cosa avesse fatto Benigni dopo lo scivolone di Pinocchio. Come tutti ormai sanno è tornato alla modalità espressiva di La Vita E' Bella. Anzi io direi che questo La Tigre E La Neve sta a La Vita E' Bella come Il Mostro sta a Johnny Stecchino. Così, per dare un'idea...
Il film non è diviso nettamente in due come La Vita E' Bella ma in tre (a Roma prima del viaggio in Iraq, in Iraq e a Roma dopo il viaggio in Iraq), la prima e l'ultima parte sono decisamente brutte, cattivi attori che recitano, in scenari improbabili, battute difficili da rendere credibili anche per De Niro, non fa ridere nè commuove, anzi all'inizio si capisce anche poco nonostante i soliti intrecci da Vincenzo Cerami.
Di tutt'altra pasta è la parte inIraq, benchè non ai suoi livelli più alti Benigni si dà molto fare, è dinamico, divertente, satirico e mentre si dibatte con tutte le forze sullo schermo per salvare Nicoletta Braschi contemporaneamente sul set si dibatte con tutte le sue forze per salvare il film. Non fosse per quella parte centrale il film sarebbe francamente da buttare, invece così si salva quantomeno.
Alcune cose carine ci sono, alcune cose sono proprio molto divertenti e se non siete troppo prevenuti magari un pochettino c'è pure da commuoversi. Di sicuro l'ottimismo di Benigni (che secondo me non sconfina ASSOLUTAMENTE nel buonismo dato il cupissimo scenario) è decisamente contagioso.
Anche qui però le dinamiche di mascheramento di una realtà tragica sono le stesse de La Vita Bella. Tuttavia tutto ciò a me non ha infastidito, e non lo ha fatto nemmeno la tanto critica visione che viene data dei soldati americani.
Io ritengo che Benigni stia tentando di tramutarsi in maschera, di diventare un personaggio fisso da inserire in vari contesti, una sorta di Charlot: una medesima sensibilità che affronta con il medesimo piglio tragicomico ogni ambito della vita (Benigni e la mafia, Benigni e l'olocausto, Benigni e la guerra...). Voler così affrontare in modo coerente la sua visione della vita, attraverso l'applicazione di questa ad ogni contesto. Sembra voglia cantare le lodi della vita, dell'amore, della poesia e dell'ottimismo attraverso ogni sua opera, per mostrare come possano risolvere, adattarsi e alleviare anche le situazioni peggiori. E così con il piglio comico Benigni si propone di andare più a fondo nei temi che tratta di qualsiasi film drammatico.
Se questo riusca o meno poi è un altro paio di maniche, personalmente trovo questo film carino, nulla di più e lascio cadere qualsiasi accusa sulla presunta visione conciliatoria delle truppe americane che servirebbe a Benigni per non rovinarsi il mercato americano. Le trovo polemiche poco cinematografiche, la bellezza del film è indipendente da tutto questo. Qualora si fosse trattato di un capolavoro nessuno avrebbe detto nulla, ma dato che non lo è se ne parla.





Ma perchè? Stanno messi male?

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Andranno all'asta la bombetta ed il bastone di Chaplin.
Evidentemente i parenti (che sono tantissimi) si sono mangiati tutto. Altrimenti non so spiegarmi come mai di privino di simili cimeli...
A meno che non si tratti di uno dei bastoni e uno dei cappelli usati da Chaplin. Ignoro se fossero unici o ne avesse vari.

E il candidato italiano per gli Oscar è....

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La Bestia Nel Cuore di Cristina Comencini.

20.10.05

Una nuova guerra all'orizzonte

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Siccome Sony e Toshiba non si sono messi daccordo non avremo uno standard unico per i DVD di prossima generazione ma due. I Blu Ray e gli HD DVD, rigorosamente non compatibili.
La tecnologia alla base però sarà la stessa cioè quella del laser blu (ora il laser che si usa per i normali DVD è rosso) molto più sottile e capace di leggere quindi informazioni incise più piccole, così in un disco della medesima grandezza entrano più informazioni.
I due formati si daranno con tutta probabilità battaglia per anni fino a che uno dei due non crollerà e getterà la spugna, a quel punto tutti coloro i quali si erano comprati un lettore di quel tipo dovranno comprarne uno dell'altro tipo e dovranno cambiare anche tutti i film comprati nel formato sconfitto.
Accadde la stessa cosa negli anni '80 con la famosa guerra VHS-Betamax, in quel caso lo standard Sony (il Betamax) notoriamente migliore (a livello tecnico) fu sconfitto dallo standard Jvc (VHS) perchè era sostanzialmente più utile. Era una killer application.
Questa volta i produttori (Sony in primis) sono consci di tutto questo e si stanno muovendo di conseguenza.

Sony spinge il suo standard Blu Ray e ha dalla sua:
Sun Microsystems (che fornisce Java)
I PRODUTTORI DI HARDWARE:
Sharp
Panasonic
Matsushita
Samsung
Jvc
Pioneer
Thomson
LG
Philips
Mitsubishi
I COSTRUTTORI DI COMPUTER:
DELL
Hewlett Packard
Apple
LE CASE CINEMATOGRAFICHE:
Twentieth Century Fox
Buena Vista (Disney)
Metro Goldwin Meyer
Columbia
Paramount

Toshiba spinge il suo HD DVD (formato riconosciuto ufficialmente da DVD Forum come il successore del DVD) e ha dalla sua:
NEC
Microsoft (e certo dall'altra parte ci sono Apple e Sony)
Intel
Samsung
LE CASE CINEMATOGRAFICHE:
Universal
Paramount
Warner Brothers
New Line Cinema

Ad ogni mossa c'è una risposta coerente: Sony dice che la Play3 supporterà solo Blu Ray e Microsoft dice che la Xbox360 supporterà solo HD DVD. Sony lancia i suoi dischi BD-ROM in primavera e Toshiba lancia i suoi HDDVD-R a Natale. Sony si prende il maggior numero di case cinematografiche e Toshiba quelle più di peso.
E' difficilissimo fare una previsione, soprattutto perchè non conta nulla che lo standard Sony sia tecnicamente il migliore (porta fino a 50 Gb contro i 30 di HDDVD).
Una cosa è sicura: HD DVD per ora è l'unico a permettere la copia personale (Sony non l'ha voluto per fare un formato più sicuro e questo piace agli studios), cioè con gli HD DVD ti puoi fare una copia del DVD e usarlo per tuoi fini personali e a quanto dice Hewlett Packard, questo è fondamentale, bisogna che i consumatori siano in grado di spostare i video in giro per la casa.
Samsung vuole tenere il piede in due staffe e dichiara di fare un lettore doppio, che prenda sia dischi Blu Ray che HD DVD, sembrerebbe l'uovo di Colombo, ma pare sia una cosa difficilissima da fare.
Qui un articolo che da Blu Ray vincitore.
Qui un articolo che da HD DVD vincitore.
Di sicuro tutti ci perderemo soldi, noi e i produttori, e poi ci metteranno un mare di tempo a diffondersi perchè nessuno si fiderà. Sarà un casino.

La carica di eBay

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Meg Whitman amministratore delegato di eBay ha ieri dichiarato: "Nel giro di pochi anni gli utenti potranno fare telefonate gratuitamente, senza tariffe a tempo, dato che i gestori offriranno questo come parte di un pacchetto di servizi attraverso il quale potranno guadagnare"

Con tutta probabilità eBay sta accumulando servizi da spingere forse anche tutti insieme alla sua immensa base utenti. Forse il connubio mercato elettronico, sistemi di pagamento (PayPal) e telefonia gratuita (Skype) si rivelerà davvero vincente.

E bravo Manuel

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E' Manuel Presti, italiano, il vincitore del premio che la Bbc dà ogni anno alla foto naturalistica più bella.
Qui la galleria con i vincitori di tutte le sezioni del premio (la mia preferita è quella dei cigni nel lago termale, seguita da quella degli elefanti con il Kilimangiaro dietro).
Qui Manuel Presti in azione.

Texas (2005)
di Fausto Paravidino

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Sarò il più onesto possibile.
Texas ha un buona fotografia, dei dialoghi scritti bene (come spesso accade nei film italiani recenti), degli attori azzeccati ed in parte (bellissimi i caratteristi!) a me poi è piaciuto particolarmente Paravidino stesso che ha proprio la faccia del dramma, ha dei momenti carini come quello nell'autogrill un po' creativo, un po' teatrale e un po' significativo e l'idea di narrare tutto attraverso tre serate significative nel corso di tre mesi. E basta. Questi i pregi del film.
Per il resto ci troviamo di fronte ad un film che non aggiunge niente di nuovo sotto nessun punto di vista. Lo spunto della trama, che è anche interessante (la vita di provincia succube di modelli di vita che non ci appartengono che si snoda in un luogo dimenticato da Dio dove si consumano le tragedie individuali), è sviluppato con tutti i clichè e i luoghi comuni del nostro cinema e non solo. Ci sono le caraterizzazioni familiari e di provincia de I Vitelloni, le riprese concitate di Muccino, le ironie della commedia all'italiana, la voce fuori campo da Pieraccioni, i passaggi da un personaggio all'altro di Paul Thomas Anderson e le presentazioni dei personaggi da Amélie e tanto altro ancora.
Texas non mette e non toglie assolutamente nulla nel panorama cinematografico. Mi aspettavo moooolto di più da uno come Paravidino che viene osannato come un grande tragediografo moderno, invece mi sono trovato di fronte un'opera media.
E come al solito sono qui a denigrare il cinema italiano, ma sarebbe troppo ipocrita parlare bene di questo film solo perchè in effetti qualche bella trovata ce l'ha. Non basta! Si, questo è meglio di molto altro cinema italiano, almeno questo un po' di qualità ce l'ha, ma è l'originalità che manca e questo non è perdonabile.
Mi dispiace citare sempre e solo Mereghetti, perchè sembra che non legga altro (ma che ci posso fare se le cose più interessanti le scrive lui??), ma servirebbe proprio che i nostri registi "dimenticassero" il lato autoriale delle loro opere per concentrarsi solo ed unicamente sulle storie: trame appassionanti e personaggi affascinanti.

Siccome ho detto che sarei stato onesto lo ammetto: la sequenza finale con i due amici, distrutti dopo gli eventi dell'ultima serata che marciano verso la cascina dove si sono riunite e risolte tutte le storie, nel campo totalmente innevato in un'alba nebbiosa, con quel bianco fortissimo dominante e Paravidino con quella copertaccia sulle spalle che cammina a stento nella neve, la camera che sale ed il titolo rosso su sfondo bianco è veramente bellissima. Mi ha quasi ricordato Fargo.






19.10.05

Per sentirsi il Grande Fratello

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Qui una selezione random di webcam in tutto il mondo attive.
Un collage che prende spunto da 1308 webcam catalogate e puntate sulle città, luoghi, piazze e uffici di tutto il mondo....
Suggerisco di scegliere uno stato e selezionare in fondo alle foto "Animation of Last Snapshots".
La vera droga.

via cristiancontini

Io ve lo dico...

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La Apple ha brevettato il termnie "Vingle", per cosa ancora non è dato sapere. Ma intanto sta lì brevettato.

via cristiancontini

18.10.05

MA ALLORA E' VERO!!

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E' attiva la rete WiMAX più grande del mondo e non è a New York, San Francisco, Mosca, Londra o chissà dove.
Hanno fatto veramente quello che dicevano e stanno attivando le linee WiMAX dove serve. Questa infatti è attiva nella Morrow Country nell'Oregon. Una zona semidesertica che si può connettere alla banda larga solo in questo modo...
Ma allora davvero useremo il WiMAX per combattere il digital divide... Incredibile, pensavo fossero panzane da promozione e che poi l'avremmo utilizzata solo noi (non noi italiani (che chissà se e quando la vedremo) ma noi che già abbiamo internet a banda larga).
Ora una domanda:
E' più giusto usare una grande tecnologia di questo tipo per ridurre il divario tecnologico con chi non gode di connessioni a banda larga, anche se probabilmente non la userà a pieno ritmo e anzi forse non gliene frega nemmeno niente o è meglio usarla per far connettere sempre meglio e con più funzionalità (come è stato con il passaggio da tecnologia Dial-Up a ADSL) quelli che già sono connessi e sono più attivi nello sviluppo economico-tecnologico dei paesi?

Il declino....?

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Pare che sia molto molto costoso sviluppare giochi per la nuova PS3 e questo potrebbe, dopo dieci anni di dominio incontrastato, mettere in crisi la console di mamma Sony.
Chi ne godrebbe? I soliti noti, infatti pare che ci sia una grande migrazione di sviluppatori che si stanno dirigendo sulle felici coste della XBOX 360.

Il modello Starbucks per i bambini

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McDonald's apre le porte al Wi.Fi. sull'impronta delle iniziative di Nolan Bushnell di avevo parlato poche settimane fa (per forza è su quell'impronta perchè lui le faceva negli anni '70).
Cioè apre una serie di particolari hot spot nei suoi locali in associazione con Nintendo che consentiranno di collegarsi senza fili con la nuova console portatile Nintendo DS e giocare in rete gratuitamente.
La rete Wi.Fi. Nintendo partirà ufficialmente a metà Novembre.

Possiamo andare avanti così per quanto?

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Ad Agosto avevo riferito di un sistema di controllo delle stampanti percui da un foglio stampato si può risalire alla stampante che l'ha partorito e chiaramente al suo proprietario. Ne avevo parlato come un indizio di una tendenza più grossa (quella al controllo delle persone attraverso la tecnologia) alla quale credo molto poco ma che vedo piano piano arrivare.
Ora leggo che è stato crackato questo sistema.
Ma quanto si può andare avanti così? Che lo stato o i produttori fanno qualcosa (giusto o sbagliato che sia) per regolamentare la rete o le tecnologie e gli utenti trovano il sistema di aggirarlo?

Ridicolaggini

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IMDb è il più grande e potente motore di ricerca e di notizie del cinema mondiale. Su questo non ci sono dubbi, è anche la mia fonte preferenziale, c'è tutto su tutti e non ci sono mai notizie sbagliate, tanto che preferiscono arrivare ultimi sulla lavorazione di un nuovo film piuttosto che sbagliare.
Ma sull'affidabilità dei giudizi che danno sui film la dice lunga la l'elenco dei migliori film usciti dal 1990 ad oggi che hanno pubblicato in occasione dei festeggiamenti per i 15 anni di vita.

E intanto è partita anche la filiale italiana

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Ha aperto Google Print italiano. E' il nuovo motore di ricerca Google per cercare nei libri, si immette la stringa di testo interessata ed escono i libri in cui è contenuta. Di più, se si clicca sul link del libro escono le immagini scannerizzate delle pagine del libro in questione relative alla stringa cercata. Da provare.
Come già si sapeva e già tutti avevano detto, il materiale a disposizione è esiguo, cioè i libri in cui è compiuta la ricerca sono pochi e non i più grossi, sono infatti solo quelli che hanno acconsentito a che fosse possibile ciò, cioè non si sono avvalsi del diritto d'autore. Ma Google assicura che la scannerizzazione continua.

Tempo di alleanze

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C'è molta suspense in giro per la messa in vendita di una quota di AOL (America On Line) il portale americano numero 1, già fuso con Time Warner. La quota in questione riguarda il portale internet della società, ma si mormora ci sia di più in palio.
Aggiudicarsi AOL vorrebbe dire per un'impresa che fa i suoi affari su internet mettere seriamente un piede nei media tradizionali (Television Over IP) e per un'impresa tradizionale mettere seriamente un piede su internet (Television Over IP). E' chiaro dove tutti vogliono andare, bisogna vedere chi ci arriva per primo. Per non saper nè leggere nè scrivere Yahoo! e Google hanno già fatto partire i loro esperimenti.
La cifra necessaria per l'acquisto della quota di AOL è talmente alta (10 miliardi di dollari da pagare con soldi "veri" non con stock options) che nessuno se la può permettere e anche per questo si sono formate delle cordate. Da una parte la neonata alleanza Microsoft/Yahoo!, dall'altra Google/Verizon.

17.10.05

Eppure 'sta trama io già l'ho sentita....

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Jodie Foster oggi a Roma risponde alle domande dei giornalisti sul suo nuovo film Flightplan, prendo la trama dall'articolo di Repubblica.it: "Protagonista una donna che, durante una traversata intercontinentale, vede sparire la figlia. Con tutta la gente intorno a lei, a partire dall'equipaggio, a sostenere che la ragazzina su quell'aereo non è mai salita." poche righe dopo Jodie Foster, in riferimento a Panic Room, ci tiene a precisare che: "Ci sono delle somiglianze, tra le due vicende. Ma sono thriller di genere differente. Qui il punto di vista è interamente quello della protagonista, e questo ne fa un film che definirei hitchicockiano" e te credo!!! La trama è la stessa di La Signora Scompare, il film di Hitchcock del 1938!

Brutti, Sporchi e Cattivi (1976)
di Ettore Scola

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Forse è più bella l'idea che la realizzazione, che non va al di là di qualche battuta molto riuscita e di una commistione interessante, verso la fine, tra cinema della commedia all'italiana in exremis (è pur sempre il 1976) e cinema felliniano, con la scena del pranzo di battesimo brutto, sporco e cattivo consumato su una squallida terrazza che culmina nell'avvelenamento e l'agonia con tanto di vento che soffia e vomito in riva ad un mare brutto, sporco e cattivo. Una scena che dev'essere tanto piaciuta a Emir Kusturica...
Anche l'ambientazione sembra irrisolta, il sottoproletariato pasoliniano (perchè quello è visto anche la presenza di uno dei suoi "ragazzi di vita") sembra più borghese dei borghesi veri e i singoli elementi (vedi il figlio travestito) non sono approfonditi. L'unico aspetto che viene indagato a fondo è la sessualità esuberante e spregiudicata che si accompagna alla violenza.
Si, sicuramente è più stimolante lo spunto di una commedia piena di personaggi che siano veramente politicamente scorretti, dove nessuno si salvi (tranne l'eterna ragazza innocente a simboleggiare la purezza (altro fellinismo)), dove anche il protagonista voglia male a tutti e le cose sembrino (però solo in apparenza) funzionare come ne L'Odio. Sembra anche qui infatti che i personaggi capaci solo di odiare siano gli unici artefici della loro condizione, ma il ragionamento non va così a fondo e quest'impressione è probabilmente più frutto della visione e dei condizionamenti del film dei Kassovitz che altro.
Di certo impagabile Manfredi, finalmente convincente.





Ma tanto sarà stato il padre a corrompere tutti

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Riporto testualmente da un'agenzia ITALPRESS:
"Otto minuti di applausi dei circa quattrocento spettatori presenti al Loews Theatre di Georgetown hanno salutato sabato sera la proiezione speciale del film Private di Saverio Costanzo evento speciale della giornata conclusiva di Washington, Italia > The Italian Film Fest. Un successo al di sopra di ogni aspettativa per la "piccola grande" pellicola co-prodotta dall'Istituto Luce"

Uomini seri, progetti seri

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Clint Eastwood si appresta a girare due film sulla battaglia di Iwo Jima, che durante la seconda guerra mondiale vide opporsi americani e giapponesi.
I film saranno girati contemporaneamente ma probabilmente non programmati nei cinema contemporaneamente. Uno sarà la guerra vista da parte degli americani ed uno vista da parte dei giapponesi.
Che serietà!

16.10.05

Ancora su Rocky VI

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Ci sarà Mr.T, lui stesso ha dichiarato: "Ho già iniziato ad allenarmi. Le riprese cominceranno l'anno prossimo, sarò pronto per Sly".
Non può non venire un capolavoro.

Funny Games (id., 1997)
di Michael Haneke

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Arrivo preparato ad uno dei film più famosi di Haneke. La visione di La Pianista e di Il Tempo Dei Lupi mi ha preparato, per quanto Funny Games sia girato in tutt'altro periodo, e sia venuto molto prima.
E' un film infatti di quando ancora faceva film in Austria e non in Francia come ora, ma le tendenza stilistiche sono chiare già dal 1997. Il maltrattamento dei protagonsti c'è sempre, un po' meno le scelte estetiche azzardate.
In compenso Funny Games ha una trama più articolata che, nel suo non spiegare volutamente i suoi presupposti e le sue motivazioni, un po' ricorda ciò che accadrà con Il Tempo Dei Lupi.
E' la storia di un'aggressione domestica in stile Arancia Meccanica. Due ragazzi penetrano con l'inganno in casa di una famiglia borghese e cominciano a torturarli per il proprio divertimento, fino ad ucciderli, facendo bene attenzione a farlo nella maniera più efferata possibile.
Ma il vero torturato sembra essere lo spettatore, il quale è costretto ad assistere impotente al massacro insensato dei protagonisti con i quali inevitabilmente parteggia (come non manca di sottolineare uno dei due assalitori che spesso, guardando in macchina, si rivolge agli spettatori ammiccando stile Belmondo in Fino All'Ultimo Respiro). Un massacro che non ha alcuna possibile via d'uscita, non c'è possibile salvezza per la povera famiglia, perchè non si tratta di una storia lineare ma di una dimostrazione di violenza domestica. E' infatti significativo il momento in cui la donna si ribella, acchiappa il fucile lasciato incustodito e spara da distanza ravvicinata ad uno dei due aggressori uccidendolo, l'altro in preda al panico cerca il telecomando del videoregistratore e premendo su Rewind riavvolge il film stesso tornando a pochi istanti prima del furto del fucile per impedirlo. Una concessione metafilmica che spezza la trasparenza tipica di Haneke (senza intaccare incredibilmente la verosimiglianza) e sancisce definitivamente lo stato di soggezione dello spettatore, vero torturato.
Come al solito non un film facile, anche se dalla trama e dallo scorrimento più agevole degli altri (eccezion fatta per le due lunghe sequenze di silenzio che seguono la morte del bambino), e come al solito mi sembra manchi l'obiettivo primario. E si che Haneke fa un gran dichiarare (e fa bene!) che non vuole dare risposte ma scatenare domande (e fa bene lo ripeto!), eppure mi sembra che a tutta questa grande tecnica cinematografica e narrativa non faccia eco poi una domanda chiara (parliamo di violenza? della società che è violenta in sè? delle insidie latenti nello stile di vita borghese? dell'esplodere dell'irrazionale nelle razionali vita borghesi? del panismo inseriti in contesti che sembrano non prevederlo?).
Come al solito mi sembra Haneke giri intorno a qualcosa (e ci gira intorno benissimo!) che non si sa che sia.





15.10.05

Henry, Pioggia di Sangue (Henry: Portrait Of A Serial Killer, 1986)
di John McNaughton

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Henry Pioggia di Sangue, è il film che in Caro Diario di Nanni Moretti scatena le ire del regista che, andato al cinema a vederlo e schifato dalla visione, si reca a casa del critico che ne aveva parlato bene chiedendosi: "Ma questa gente non ha dei rimorsi? Magari la notte" e impietosamente gli legge la sua critica positiva mentre il critico disperato piange e implora "Basta! Basta!".
La critica davvero ne parla bene mi sono documentato, ed in effetti il film non è un snuff movie tutto sangue e violenza come vorrebbe far credere Moretti (o come lui ritiene), ma c'è di più, c'è la volontà di indagare la mente malata che compie atti di violenza gratuiti.
Henry uccide senza un motivo, senza una ragione, uccide quasi per vivere (come Van Gogh dipingeva), gira per l'America uccidendo chi capita (anche per sfuggire alla polizia), cambiando ogni volta stile ed arma per non farsi prendere. Questa violenza casuale ed efferata è anche contagiosa, chi ci prova ne rimane vittima.
E anche quando alla fine Henry, davanti all'unica donna che gli voglia dare attenzioni, sembra avere un ripensamento in realtà la casualità della violenza ha il sopravvento.
Stilisticamente il film è molto minimalista, camera per lo più statica ed inquadrature funzionali, McNaughton si concede solo qualche zoom lento ad effetto.
Però alla fine il film è più un esperimento sociologico che una parabola emotiva...





14.10.05

Segnalazioni tempestive

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Oggi a Repubbica Radio interverrà Saverio Costanzo per parlare di Private e soprattutto dell'improvvisa esclusione nella corsa agli Oscar. Saverio non parla non nessun altro giornalista, non rilascia dichiarazioni ma siccome aveva preso impegno precedentemente alla notizia dell'esclusione dagli Oscar parlerà a Repubbblica Radio.
Il blocco Costanzo andrà in onda alle 11.15, e sarà poi riascoltabile in differita o in podcasting FOREVER!

13.10.05

Primo!

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Yahoo! supera i rivali ed apre il primo motore di ricerca per file in Podcast.

Del resto quando sei un festival di pivelli lo confermi in ogni atto

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L'Academy ha rifiutato la candidatura alla nomination per il premio Oscar come miglior film straniero di Private di Saverio Costanzo.
Il film (e cito l'ADNKronos) è stato ritenuto non italiano: "pur essendo di produzione italiana e di autori e regista italiani, non ha i requisiti per partecipare alla categoria del Miglior Film in Lingua Straniera, per non essere stato girato neanche parzialmente in lingua italiana."
Però può partecipare per tutte le altre categorie................................................................... Ma con quali soldi organizzano le feste, i party e le promozioni???
Vabbè...
Con tutta probabilità ora verrà candidato Manuale D'Amore in quanto Private l'aveva spuntata contro di lui al ballottaggio inoltre ha da poco vinto il Miami Italia Film Festival.
Dalle stelle alle stalle.

UPDATE:
Luciano Sovena amministratore delegato dell'Istituto Luce ha dichiarato:
"Riteniamo che Private avesse tutti i requisiti necessari per concorrere alle nomination degli Oscar, essendo da sempre il giudizio relativo alla scelta della lingua soggettivo e discrezionale da parte dei membri dell'Academy, così come anche confermato dai legali italiani e americani che ci avevano seguito in questa avventura"
E' un criterio discrezionale dunque che in passato ha impedito a film come I Diari della Motocicletta (girato in lingua inglese) di candidarsi come film messicano.
Spunta però anche la traccia antipalestinese. E' noto infatti che gli americani non riconoscono la Palestina come stato e da tempo non accettano le candidature dei loro film.

L'exlpoitation

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A giudicare dal trailer di Oliver Twist di Roman Polanski pare che l'ultima tendenza del grande regista polacco sia lo splendore formale, stile Il Pianista, e non più le mirabolanti invenzioni visive che hanno reso memorabili Rosemary's Baby, Repulsion e Cul-De-Sac.

Tutto secondo programma

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Come preannunciato, da oggi il messenger di Microsoft (MSN) e quello di Yahoo! sono compatibili. Storico accordo.
Ora tocca Google e Skype/eBay muovere.

La corsa al Low Cost

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E' noto che Nicholas Negroponte ha pronti i prototipi del suo laptop da 100 dollari da venedere ai paesi in via di sviluppo per tentare di azzerare il digital divide che li separa dai paesi più evoluti , i quali grazie alle connessioni a banda larga hanno possibilità di business precluse totalmente a quest'ultimi.
Si tratta come già detto di computer che per essere low cost sono necessariamente essenziali, hanno uno schermo a cristalli liquidi economico elaborato all'MIT, 500 Mhz di potenza, un hardisk di 1 Gb (si basano sulle memorie flash) e si basano su Linux e programmi OpenSource. In più possono anche essere alimentati con una manovella.
Di oggi la notizia che Intel sta preparando un computer da 180 dollari (quasi il doppio) da vendere all'India, di fatti Negroponte già aveva stretto contatti Brasile, Cina ed Egitto per la ditribuzione del suo low cost. In questi casi si dice solitamente che più scelta c'è meglio è ecc. ecc.
Ma andando più a fondo e superando l'ovvia constatazione che se pure un colosso come Intel entra in gioco il business è ufficialmente grosso (quantomeno esiste), occorre dare una precisa dimensione a questo commercio.
Su Il Riformista era uscito pochi giorni fa un articolo secondo il quale questi computer economici non avrebbero ridotto il digital divide tra nazioni perchè sarebbero finiti nelle solite nazioni, in quanto 100$ sono una spesa comunque troppo onerosa per una famiglia indigente del terzo mondo. Tanto più lo sarebbero 180$. Ma a me viene da pensare un'altra cosa piuttosto, e cioè che i computer non sono destinati certo alle famiglie o agli indigenti, non sono per i bambini che vivono in condizioni disperate (i quali solitamente non hanno nemmeno le basi di istruzioni minime per poter usare un computer), ma al mercato proletariale, quello che arriva alla soglia minima di reddito che consente di investire 100$ nel futuro e soprattutto al mercato statale e delle scuole, in grado di acquistarne a pacchi (anzi Negroponte ha detto che glieli regala!) e distribuirli gratis. Altrimenti poco chiara sarebbe la posizione di Intel che addirittura raddoppia il prezzo! E fa l'intelligente scelta di puntare su un paese solo, il più tecnologicamente avanzato (tra quelli indigenti) e quello che sforna i matematici più preparati. dandogli un computer adatto alle sue ampie zone rurali (ha un alimentatore speciale a 80volt che si può ricaricare con la batteria della macchina) e costruito per resistere "alla polvere ed agli insetti".
Una particolarità: entrambi i modelli, sia quello di Negroponte che quello di Intel sono predisposti per connessioni Wi.Fi., ma chi si occupa di coprire questi continenti con il segnale Wi.Fi.?

Immortal Ad Vitam (Immortel (ad vitam), 2004)
di Enki Bilal

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Per chi non lo sa Enki Bilal è prima di tutto un grande fumettista europeo, nato nella ex-yugoslavia, che con i suoi fumetti cyberpunk ha influenzato nientepopodimenoche Ridley Scott per le estetiche di Blade Runner. E' insomma qualcuno Enki Bilal, ed i suoi fumetti (su tutti la Trilogia di Nikopolis) sono stati da poco ristampati per la Serie Oro di Repubblica.
Detto questo Immortal Ad Vitam viene dall'unione di alcune delle sue storie (ma più di tutte si distingue la trilogia di Nikopolis), ed era lecito aspettarsi la solita trasposizione senza senso alcuno da fumetto a film. Invece Bilal fa quasi tutto da solo e adatta benissimo le storie, mantenendo la base (personaggi ed ambientazione) ma cambiandone ruoli, identità ed anche in alcuni tratti carattere. La storia ruota sempre intorno al dio Horus ed alla ricerca dell'immortalità, ma con una trama completamente diversa, adatta ad un film da un'ora e 40 minuti.
Ma in un film di Enki Bilal non è certo al contenuto che si guarda per primo. La forma è eccezionale anche se la tecnica non è impeccabile, molti effetti digitali sono poveri (il film è una coproduzione italiana, francese ed inglese), ma sicuramente ci sono un mare di idee. Bilal non si fa mancare nulla, attinge alle idee grafiche che aveva usato nei fumetti e ne aggiunge di nuove, soprattutto sperimenta un film ibrido con 4 attori in carne ed ossa e tutti gli altri personaggi digitali, anche quando si tratta di esseri umani (no come Guerre Stellari dove gli umani fanno gli umani e gli alieni sono digitali), alcuni personaggi poi sospetto fossero reali solo dal collo in giù.
La cosa più sorprendente di tutte rimane la capacità di coinvolgere anche con questo prodotto ibrido. Non mi è sembrato un capolavoro Immortal Ad Vitam, ma (sarà perchè ho letto il fumetto e già ne ero innamorato) coinvolge ed emoziona, stupisce ed appassiona. E' un prodotto serio di fantascienza all'europea, che non divide le cose in due ma le affronta non pretendendo di risolverle.
Peccato per alcune scelte di narrazione abbastanza infelici, come personaggi che appena entrati in scena con squallidi stratagemmi raccontano tutta la propria storia, o porzioni di trama che non potevano essere rappresentate che vengono raccontate senza che ce ne sia una precisa motivazione logica.
Bello che gli attori siano stati scelti con cura per somigliare ai disegni (nell'estitca di Bilal la forma dei visi ed il tipo di corpi è fondamentale) e una caratterizzazione del futuro che può semprare balderunneriana, ma come già detto è Blade Runner ad essere bilaliano.





Quel falso di Steve Jobs

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"No, l'iPod rimarrà un dispositivo per ascoltare musica, gli apparecchi pieni di funzioni non interessano a nessuno".
Che falso!
Cmq, con qualche trucco e qualche inganno anche questa volta Steve Jobs ci ha tenuto sulle spine ed ha sovvertito gli ultimi pronostici (che non credevano più nell'iPod Video).
Com'è l'iPod Video?
Grande quanto l'iPod da 20 Gb, schermo con risoluzione 320x240, dimensioni da 30 o 60 Gb e soprattutto possibilità di connettersi al televisore. L'iPod Video, che sostituisce i precedenti modelli iPod, si pone subito come una piattaforma di storage e non di visione video (non come la PSP). Il materiale video non si vede sull'iPod si tiene lì e si vede sul primo televisore che capita. Resta da vedere la qualità con la quale si trasferisce video, cioè se ci metto un DVD (per la mia copia privata legittima) quando poi lo vedo sul televisore la qualità è intatta? Non si sa, ma spero di sì, se no.... Prezzo di quello da 60 Gb, 449$.
E siccome Apple fa le cose per bene, ha tirato fuori anche iTunes 6 e ha fatto un accordo con ABC per avere 6 sui show in esclusiva, cioè il giorno dopo che vanno in onda in televisione (roba come Lost o Desperate Housewives) si possono scaricare a pagamento sull'iPod. Prezzo ignoto.
Pare che cmq sarà tutto protetto da un sistema di tutela dei diritti digitali.
Inoltre si possono scaricare a pagamento video musicale (1.99$) e cortometraggi Pixar (casa di proprietà sempre di Jobs).
A latere sono stati presentati anche un iMac di nuova concezione per l'uso didattico e un telecomando universale per aggeggi Apple in grado di comandare tutti i device Apple (e questo dovrebbe far riflettere sui progetti di Jobs per il futuro).
Alcuni analisti già rompono i coglioni (incredibile in tempo reale!) e dicono che l'iPod Video non vende come previsto, cioè gli incassi dei primi 5 minuti sugli scaffali non sono buoni......
Io ci credo in questo iPod Video, la connettività al televisore può essere una svolta pazzesca se la qualità rimane quella del file che si è inserito.

12.10.05

E per l'ennesima volta

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Ancora una volta indiscrezioni sull'ormai mitico Rocky VI, capolavoro annunciato del trash all'americana, che pare sempre più vicino. Siccome l'avrò data 600 volte questa notizia, questa volta cito testualmente l'agenzia, a voi:
Los Angeles, 12 ott. - (Adnkronos/Cinematografo.it) - Sylvester Stallone ritornerà a indossare i guantoni di Rocky nel sesto film della saga da lui stesso diretto. Secondo quanto riportato da Production Weekly, "Rocky 6" presenterà un solitario Balboa da tempo ritiratosi dall'attività agonistica che decide di riprendere a boxare in alcuni incontri locali di basso profilo. Ma quando gli viene offerta la possibilità di incrociare i guantoni con il detentore della cintura dei pesi massimi Mason "The Line" Dixon, il modesto rientro di Rocky scatena l'interesse dei media. Il ciak di "Rocky 6" è previsto a inizio dicembre a Los Angeles.

Chi rimane fuori?

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Si era parlato della guerra dell'istant messaging tra i colossi Msn, Yahoo!, AOL e il nuovo arrivo spavaldo e centrato sul VoIP di Google Talk.
Oggi la notizia che a quanto pare Microsoft (MSN), Yahoo e AOL sono molto vicino ad un patto per l'intercomunicabilità tra i loro messenger.

Perchè hanno una visione così corta?

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Uno dei più importanti dirigenti Microsoft, Chris Capossella, parlando dell'alleanza Sun-Google, che si è detto potrebbe metere in crisi la posizione dominante del colosso di Gates con la forza dell'OpenSource, minimizza e dichiara: "Niente di cui preoccuparsi. Si è trattato solo di un annuncio riguardante una toolbar ed il futuro di Java Runtime" e poi dice di ritenere l'accordo tra le due case ben poco idilliaco perchè "Sun continua a costruire hardware proprietario particolarmente costoso, mentre Google fa software per le masse".
Così Capossella è tranquillo perchè sa cosa fanno Sun e Google e questo non gli mette paura, ma secondo me quello che dovrebbe temere è quello che farannno e che ancora non può sapere.

A Cesare quel che è di Cesare

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Se è vero quel che sento dire in giro, la soluzione che Yahoo! vuole approntare nella sezione di ricerca sui blog che sta per aprire mi sembra ottimale nella disputa sul citizen journalism.
Si fa un gran dire che i confini tra blog e giornali stanno sfumando e molti (i soliti apocalittici) si lamentano che non ci sarà più differenza tra l'informazione seria e professionale e quella amatoriale dei blog che non fanno capo a nessuna testata registrata.
Yahoo! mostrerà le 10 notizie più importanti con le fonti dai giornali, più accanto i riferimenti ai blog. Marcando visualmente (carratteri più piccoli e posizione di secondo piano) la differenza.

United We Stand

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Microsoft ha perso l'ennesima causa, questa volta contro RealNetworks, e pagherà 761 milioni di dollari. La causa riguardava la posizione dominante dello zio Bill che nei suoi sistemi operativi include il suo Media Player che è il player predefinito per ogni formato di file audio e di fatto questo impedisce a qualsiasi compagnia che fa software audio (nel caso specifico la RealNetworks con il suo RealPlayer) di potergli fare concorrenza.
Se si sommano le controversie che negli ultimi anni hanno visto Microsoft contrapporsi a Time Warner, Sun Microsystems, Novell e Ibm si raggiunge quota 5 miliardi di dollari.
Ma Microsoft è ben contenta di pagare, si è fatta alleata di Real (metterà la sua pubblicità su Msn) perchè il nemico vero, lo sanno entrambi, è Apple che nell'ultimo anno ha visto i suoi profitti aumentare del 60% dopo che erano triplicati l'anno prima, trainata dall'iPod e da iTunes.

11.10.05

La Fabbrica di Cioccolato (Charlie And the Chocolate Factory, 2005)
di Tim Burton

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Parte benissimo La Fabbrica di Cioccolato, recuprenado in un pugno di immagini tutto quello che Burton aveva costruito negli anni in termini di esperienza visiva. E' subito ravvisabile il suo stile al suo meglio, i colori di Batman, gli interni di Edward Mani di Forbice e l'espressionismo spinto di Beetlejuice. Tutto accompagnato da uno score di Danny Elfman (il fedele collaboratore di sempre) che molto ricorda quello di Batman.
Commovente quasi la prima parte, con il piccolo Charlie dickensianamente povero ed umile che vive in una stamberga ai limiti del reale, fotografata con un espressionismo che va ben oltre Il Gabinetto del Dottor Caligari, dove paradossalmente la sua stanza è priva di finestre e sotto un tetto bucato da cui filtra la neve. Commovente ed appassionante si diceva tutta la lunga sequenza che dall'inizio passa attraverso la narrazione della ascesa e chiusura della fabbrica di cioccolato di Willy Wonka e culmina con l'assegnazione dei biglietti dorati.
Decisamente più calligrafica la seconda parte, quella della gita nella fabbrica, dove tutto gira come un orologio. Le immagini sono burtoniane più che mai, colorate e sfarzose, dove ogni elemento nasconde l'inquietudine. Impagabile Johnny Depp, che nel ruolo di Willy Wonka si prodiga in una mimica inedita e lontana anche dal già inedito pirata dei caraibi interpretato in La Maledizione Della Prima Luna. Citazioni sfrenate nelle canzoni degli Oompa Loompa, dai Bee Gees ai Genesis, affiancate da balletti che cercano la distanza da quelli del precedente film e che forse (ma solo forse) un po' peccano di eccessivo modernismo.
Scontato il finale buonista (la favola quella è), al quale però Burton riesce ad aggiungere un po' di poesia e di magia con quella bellissima ultima immagine della neve sparsa come fosse sale (o zucchero) sulla casa di Charlie.
Ma allora perchè non è un capolavoro? Perchè è freddo, terribilmente freddo. Passata l'emozione per la (prevista) scoperta del biglietto d'oro nell'ultima tavoletta comprata da Charlie, il resto del film è tutto in discesa. Le uniche emozioni sono di carattere tecnico (su tutte le ironiche citazioni di 2001:Odissea Nello Spazio).






Baciami, Stupido (Kiss Me, Stupid, 1964)
di Billy Wilder

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Dalla premiata ditta di sceneggiatori Billy Wilder (anche regista) e I.A.L. Diamond l'ennesima perla di comicità ed originalità.
Questa volta si parte da un soggetto italiano, una novella di Anna Bonacci, per esplorare i meandri della vita di coppia e sovvertire il modo tradizionale di vedere ed intendere i tradimenti.
In Baciami Stupido, i due protagonisti, sposati e innamorati l'uno dell'altro, si tradiscono entrambi per il bene del partner e tutto questo non fa che portare la trama al lieto fine.
Tutto costruito negli interni della casa dell'insegnante di pianoforte protagonista, il film mostra un dinamismo non inedito nella fortunatissima serie di commedie che Wilder e Diamond hanno inanellato negli anni tra il 1959 (A Qualcuno Piace Caldo) ed il 1966 (Non Per Soldi... Ma Per Denaro). Una serie di capolavori di scrittura cinematografica che Wilder ha sempre avuto la cura di riprendere con un bianco e nero molto contrastato (tranne che in Irma La Dolce) ed un formato 16:9 (in questo caso Panavision) meraviglioso.
Questo Baciami, Stupido vanta anche la partecipazione di Dean Martin nel ruolo di se stesso, spiritoso e molto autoironico nell'accettare di mettersi in scena come un malato del sesso, egoista e vanesio.