31.5.06

La storia pubblica di Samuele Piccolo /3

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Continua l'appassionante ricostruzione della vita pubblica di Samuele Piccolo, i capitoli precedenti qui e ancor prima qui.
Nei commenti allo scorso post federico aggiunge un importante tassello:
"Mi chiamo Federico e sono un militante di Azione Giovani (AN giovanile) della sezione Balduina.
Posso darti delle informazioni interessanti su questo dubbio elemento...
Samuele Piccolo non la racconta giusta a nessuno, a noi in primis, che siamo sempre molto diffidenti sui nuovi arrivi. Fatto sta che scopriamo che alle spalle usufruisce delle spinte di Comunione Liberazione oltre che da un buon conto in banca tipico di un figlio di papà. Non ha mai appartenuto a nessuna corrente interna di AN neanche in passato da adolescente. Inoltre il manifesto con Alemanno è solo un fotomontaggio...
In attesa di saperne delle altre ti comunico che ha sforato le 8mila prefernze alle amministrative...
Buonagiornata"
Questo aggiunge un ulteriore elemento di furbizia alla già acuta campagna di Piccolo, il quale pare essersi presentato di punto in bianco (senza passato politico) e con un partito al quale non è particolarmente legato ma che è aderente ai "valori" che propugna nelle sue pubblicazioni e soprattutto è molto più importante e forte di qualsiasi partito cattolico, destinazione più consona per i suoi appoggi ciellini.
La domanda che mi pongo in questo momento allora è: ma Samuele Piccolo ha voluto raggiungere l'amministrazione comunale per propria comodità (per gestire meglio i suoi affari (perchè anche lui in qualche modo deve fare soldi no?)), oppure è il primo passo per una carriera politica? Nel secondo caso credo che raramente un 25enne sia partito così in alto.

Non manca più nessuno

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Dopo un'iniziale velleità di autonomia anche la Disney è capitolata e con Flightplan comincerà a vendere i suoi film in rete tramite CinemaNow, la piattaforma che ormai (per il mercato statunitense) vende i film appartenenti alla maggior parte degli studios.

Fuori Vena (2002)
di Tekla Taidelli

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Fuori Vena mi è stato presentato come selezionato al 58° Festival di Locarno e vincitore del 23° Sulmona Film Festival. Addirittura sul pressbook trovo una scritta di Aldo Fittante tratta da FilmTV che dice: "Straordinario film sul mondo a parte di un gruppo di giovani che rifiutano l'omologazione". Straordinario??
Di fuori dall'ordinario c'è solo la noia in quelle poco meno di due ore durante le quali Tekla Taidelli filma con uno stile banalmente frenetico la vita di due sbandati (tratta esplicitamente dalla sua di vita). C'è lei, mediamente drogata senza nessuna dipendenza forte, appassionata del cinema, incasinata di natura e amante di rave, ubriacature e vita ai margini. Ah, e nonostante lei non ci stia a sentirlo, almeno nel film, è una punkabbestia (perchè se è vero che l'etichettamento è una pratica di dominio è anche vero che diamo un nome alle cose per conoscerle e distnguerle).
E c'è un ragazzo che conosce e che è un tossico eroinomane, uno che si buca e che tutto il giorno si preocupa di cercare un'altra dose. Lei se ne innamora e cerca di tirarlo fuori dalla dipendenza.
Fuori Vena intriga perchè parla di un mondo che è la normalità per Tekla ma fuori dall'ordinario per chiunque altro, un mondo che per i precedenti cinematografici (su tutti l'ovvio Trainspotting saccheggiato in più d'una scena) già è carico di romanticismo, e poi c'è la vita ai margini, la disperazione... Insomma ce n'erano di motivi per aspettarsi un bel film, anche perchè il discorso di Tekla è sulla differenza tra droghe. Non solo la canna non è la cocaina, ma soprattutto la cocaina non è l'eroina e cmq ci sono tanti livelli di dipendenza non la dipendenza e basta.
Ma tutto è fatto senza cognizione di causa, senza una cultura cinematografica profonda, senza una padronanza tecnica, senza attori veri e non sapendo dirigere i non-attori, senza un'abilità nello scrivere una trama o dei dialoghi, con un'abbondare di metafore e smilitudini da liceo e infine senza un'idea precisa di cinema. Ci sono bestemmie primi piani di aghi in vena, ma sinceramente impressionano poco. E alla fine la morale sul fatto che ci sono droghe accettate (i medicinali e il caffè) e droghe non accettate e che ci sono cocainomani d'alto bordo e di basso borgo che sono ritenuti degli sbandati è veramente penoso. Anche perchè chi non è ritenuto uno sbandato è perchè non lo sembra.

La risposta all'accordo Yahoo-eBay

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"At the most people currently have access to only around 500 television channels. They should have access to everything - that is where we are heading", più chiaro di così era difficile che potesse esprimersi Eric Schmidt, amministratore delegato di Google, e cmq se non fosse bastato ha poi precisato che una guida tv altro non è che un motore di ricerca per programmi televisivi.
Se dunque la televisione in rete (IPTV) moltiplicherà i canali creandone tanti quanti sono i siti web, Google li indicizzerà in una categoria a parte e fornirà i mezzi per fruire di questi canali. Niente produzione di contenuti per il colosso di Mountain View, come era prevedibile, ma la classica organizzazione dell'esistente.
A questo punto inoltre prende molto più senso il nuovo brevetto per la videopubblicità contestuale di cui si era parlato e di cui molti avevano riso. Pensando che sarebbe stata applicata ai viral video di Google Video et similia, faceva ridere l'idea di una pubblicità contestuale. Anche perchè lo spazio sarebbe esiguo: AdWords piazza tre annunci per pagina su milioni di pagine, la video pubblicità potrebbe piazzare una pubblicità per filmato, che non sono paragonabili in numeri alle pagine HTML.
Dunque venendo a mancare la massa critica sembrava sarebbe mancato anche il guadagno (a meno di non elevare i prezzi per le inserzioni, ma quella è una mossa a doppio taglio).
In questo modo invece l'idea ha decisamente più senso e la videopubblicità contestuale si pone come naturale evoluzione internettiana della tradizionale pubblicità.
Inoltre da alcune indagini fatte sui domini acquistati da Google è imminente il rilascio di Google Checkout, un nuovo servizio che supporterà la vendita e che potrebbe essere abbinato a Google Base o Google Analytics.

AllOfMp3 di nuovo in tribunale

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AllOfMp3 è finito di nuovo in causa.
I precedenti episodi l'avevano visto difendersi dalle accuse di pirateria sventolando la bandiera della particolare legislazione russa. I server infatti risiedono nella grande madre Russia e il loro ordinamento non è ben chiaro in materia di diritto d'autore in rete. Sfruttando quest'incertezza legale dunque AllOfMp3 è sempre uscito vincitore dalle battaglie legali che volevano impedirgli di vendere in tutto il mondo tracce audio, prive di DRM a 9 centesimi l'una.
Ora però la IFPI (International Federation Of Phonographic Industry), organismo che riunisce tutte le principali etichette, ha portato Mediaservice (società proprietaria del music stroe in questione) in tribunale sostenendo che la società a cui loro si rifanno per le concessioni e per il pagamento dei diritti d'autore, la ROMS (Russian Multimedia And Internet Society) in realtà non ha alcun accordo con gli artisti e quindi non ha nessun diritto di dare la licenza per la vendita della loro musica.
Questa volta l'attacco è alle fondamenta del sistema e voglio proprio vedere se ne escono indenni anche stavolta.

30.5.06

Ecco un'idea!

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Si sta creando un movimento attorno ad un'idea partorita dal prof. André Lucas e veicolata da Volker Grassmuck, cioè che un pagamento a testa di 5 euro al mese potrebbe consentire una libera fruizione del Peer To Peer e contemporaneamente una giusta remunerazione a chi di dovere.
I soldi mensilmente andrebbero alle società che gestiscono il diritto d'autore le quali (e qui è una supposizione mia) credo ridistribuirebbero i compensi a seconda del successo nelle transazioni.

Il problema di una simile tassa sul filesharing è chiaramente che elimina ogni forma di mediazione commerciale (anche se sarebbero ancora necessarie la promozione e la gestione dell'immagine) portando gli artisti ad una distribuzione fai da te, e questo è visto decisamente con cattivo occhio dalle majors.

Olimpiadi dei videogiochi 2006: l'Italia vince il concorso

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Le Olimpiadi dei videogiochi edizione 2006, cioè il World Cyber Games, si terranno a Monza, città che ha battuto nella corsa ad ospitare i giochi altre metropoli come Sidney, Cancun e Shanghai.
E' la prima volta che quest'evento si svolge in Europa e si tratta della manifestazione mondiale più importante in materia videoludica.
I motivi della vittoria di Monza sono la qualità della sede e il sostegno delle autorità governative locali. Per i dati cito l'agenzia: "I partecipanti all'evento saranno quasi un milione, provenienti da 70 nazioni in rappresentanza di tutti i continenti del globo e si sfideranno in otto videogiochi che vanno dallo sport (calcio, automobilismo) alla lotta uno contro uno, dai giochi di ruolo e strategia agli sparatutto.".

L'Estate Del Mio Primo Bacio (2005)
di Carlo Virzì

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Già si dirà che ormai vanno di moda i film di stampo giovanilistico (o teen movie) sugli anni '80, eppure L'Estate Del Mio Primo Bacio è stato ovviamente girato prima di sapere del successo di Notte Prima Degli Esami (anche perchè è anche ambientato d'estate, quindi necessariamente si parla dell'estate scorsa).
Purtroppo non ho visto Notte Prima Degli Esami e non posso fare nessun raffronto, però posso dire che quest'opera prima di Carlo Virzì (fratello di) non si allontana molto dal cinema di Paolo Virzì, tanto da far pensare ad una collaborazione forte in fase di sceneggiatura.
Tratto dal libro Adelmo, Torna Da Me, il film spinge sui temi classici virziani: ragazzi che si muovono in un mondo che non comprendono tramite delle proprie semplici ed elementari leggi morali che poi si scontrano con la realtà grottesca dei fatti, il tutto caratterizzato da un'ambientazione di contorno fortemente legata al sociale (in questo caso c'è ben poco però).
Gli unici pregi veri del film (che per il resto è già pronto per il sabato pomeriggio di Italia Uno) sono una scrittura semplice, veloce, acuta e divertente e un casting fatto veramente molto bene dallo stesso Carlo Virzì che già aveva fatto questo per Caterina Va In Città.
Si parla molto bene delle musiche anni '80, e di quelle scritte e eseguite dagli Snaporaz il gruppo dove suona e compone sempre Carlo Virzì, ma a me sinceramente è sembrato il calssico uso cinematografico di appropriate canzoni d'epoca.

La storia pubblica di Samuele Piccolo /2

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Samuele Piccolo, di cui avevo parlato poco tempo fa, presentatosi alle elezioni comunali di Roma con una campagna promozionale fatta di cartellonistica feroce e soprattutto partita in maniera non ufficiale almeno a Natale con iniziative parallele a sfondo benefico e sociale (in particolar modo dedicate ai nonni, per i quali ha anche scritto un libro) è stato eletto, mi ha riferito Giorgia nei commenti, con 4.976 voti nel partito di Alleanza Nazionale. Venuto dal nulla (ha 25 anni) è stato quello che ha raccimolato il maggior numero di preferenze in tutta Roma. Un risultato impressionante che conferma la furbizia di una campagna elettorale iniziata per tempo e fatta con (relativamente) pochi soldi.
Samuele Piccolo ha tempestato le strade con cartelloni con la sua faccia e il suo solo indirizzo internet dal giorno dopo le elezioni politiche (giorno in cui si abbattono i prezzi delle affissioni) ha pubblicato un libro (che è stato comprato) che ha fatto indirettamente da veicolo elettorale e ha organizzato serate benefiche. E all'avvicinarsi delle elezioni ha mandato in giro qualche manifesto di lui con Alemanno (il candidato sindaco), per far vedere che si presentava. Ha insomma speso molto ma anche incamerato e forse nel totale ha speso meno di chi ha solo affisso manifesti con la propria faccia e nome gli ultimi giorni prima delle elezioni. Soprattutto ha fatto sembrare che il suo presentarsi alle elezioni fosse quasi un elemento accessorio alla sua più usuale attività di filantropo.
L'inchiesta è andata avanti nel capitolo 3.

29.5.06

I motori dell'innovazione /2

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Se nel 2000 gli inglesi a frequentare i siti porno erano 2 milioni, oggi sono 9 milioni.
Certo sono anche aumentati gli utenti in generale, ma l'aumento maggiore si è registrato (specialmente in Inghilterra) riguardo il pubblico femminile.
Oggi dunque il 40 percento degli uomini inglesi gira su siti porno.
Ma le donne non vengono trascurate. Il pubblico femminile sui siti porno è aumentato da un milione a in milione e mezzo negli ultimi 12 mesi.
La ricerca viene dall'ente indipendente Nielsen NetRatings.

A questo punto quali contenuti comincereste a mettere sui cellulari per diffondere l'uso di internet? E quale dominio .mobi sottoscrivereste?

Se qualcuno nutrisse ancora dei dubbi sulle potenzialità dei controller del Nintendo Wii

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"Non serve una lustrina per essere un uomo d'onore"

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L'unica cosa che mi dispiace davvero è che Pedro se la prende a male, già lo so.... Ma i suoi non sono film da Cannes....... Non vincerà mai lì.
Certo ora lo voglio proprio vedere The Wind That Shakes The Barley. Voglio proprio vedere. L'altra volta fu Rosetta e ci posso stare, ma ora Loach suona quasi come un insulto....

28.5.06

E io che ci speravo tanto...

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Depone male il fatto che la critica francese abbia per la stragrande maggioranza ampiamente bocciato L'Amico di Famiglia di Sorrentino.

Sarebbe ora

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Pedro vincitore? Magari..... Anche se poi Volver non è tra i suoi migliori exploit e un'opera poco in linea con le solite palme d'oro.
Intanto mi gioco la miglior regia a Kaurismaki.....

La Marchetta Settimanale

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Le segnalazione dei film più interessanti trasmessi in televisione nella prossima settimana su Pellicole Rovinate.

Sweet Sweetback's Baad Asssss Song (id.,1971)
di Melvin Van Peebles

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Finalmente recupero questo vero cult della blaxploitation, il film da cui tutto è partito e la visione si è rivelata più illuminante del previsto.
Va' però fatto innazittutto un discorso: se la blaxploitation è lo sfruttamento da parte dell'industria (i bianchi) degli stereotipi della cultura nera per trarre un profitto in un momento di crisi del cinema individuando un nuovo target insoddisfatto da quello che i film proponevano in quel momento e poniamo come simbolo Shaft, Sweet Sweetback's Baad Asssss Song è diverso.
In questo senso non è il primo film della blaxploitation ma ciò che l'ha scatenata rimanendone esterno.
All'epoca un film come questo non poteva essere prodotto da nessuno, così Melvin Van Peebles l'ha scritto, prodotto, diretto, musicato e montato da solo in condizioni di fortuna (e a tratti si vede), ha fatto un film praticamente da solo perchè era stufo del cinema dei bianchi e contemporaneamente mobilitare i propri fratelli neri contro l'egemonia culturale bianca. Nessun bianco ha quindi sfruttato questo film, ma il successo è stato tale da far capire ai bianchi che avrebbero potuto produrre film simili e fare soldi a palate perchè tutti i neri li avrebbero voluti vedere, i neri volevano anche loro i loro eroi, i loro Steve McQueen, i loro James Bond ecc. ecc.
Nel cast il primo nome che viene fatto è The Black Community, ed è sacrosanto perchè Sweetback, sorta di campione della sessualità nera (risolve quasi tutti i suoi problemi scopando) e simbolo dell'opposizione al potere bianco interpretato dallo stesso regista, scappa per tutto il film dalla polizia che lo cerca (all'inizio perchè serve un capro espiatorio e quindi vogliono un nero a caso da portare in centrale e poi perchè per scappare uccide, danneggia e si macchia di vari reati), la sua fuga simbolica avviene attraverso i quartieri della comunità incontrando vari fratelli, varie tipologie di neri che lo aiutano come possono. Addirittura il film non termina nemmeno con l'arresto o la definitiva consacrazione a uomo libero, il film non termina e basta. Ad un certo punto finisce, ma non si risolve nulla, Sweetback è in fuga come lo era mezz'ora prima e chissà quanto ancora dovrà fuggire e nascondersi.
Dicevo che il film è propaganda, e lo è esplicitamente perchè inizia con una dedica a tutti i fratelli e le sorelle che si sono stufati dell'uomo bianco e perchè è colmo di simboli di riscossa (auto della polizia in fiamme, mobilitazione della comunità ecc. ecc.). Sorprendentemente questo film, pur non essendo tecnicamente scarso e avendo una trama non eccellente (per non parlare delle mille soluzioni psichedeliche di cui è tempestato...), riesce a colpire fortissimo e a sollevare tutt'oggi un senso di rivalsa e rivincita che se ha colpito me figuriamoci all'epoca chi di dovere.

L'ANEDDOTO: questo l'ho sentito raccontato dallo stesso Van Peebles in uno speciale televisivo sulla blaxploitation ed è paradigmatico di come all'epoca potesse essere visto il conflitto razziale nelle forme di produzione culturale. Van Peebles era andato a vedere una delle prime proiezioni del film in sala, tanto nessuno lo conosceva, era seduto accanto ad una signora anche un po' anziana e molto compita, con il cappelino e tutto quanto. Inutile dire che in tutti i film fino a quel momento, se c'erano dei neri erano vessati e se erano criminali erano sempre e comunque uccisi o arrestati, insomma non erano mai eroi. Così quando verso la fine sembra che Sweetback stia per essere catturato (ed essendo vicini alla fine del film all'epoca era ragionevole pensare che sarebbe finita così) questa signora si alzo e cominciò a gridare: "No Sweetback non farti prendere, non farti ammazzare, ucciditi!".

27.5.06

Ed è subito tendenza....

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Kimota linka alcuni filmati presi da Google Video che mostrano diverse versioni della sigla di Super Mario Bros per Nintendo 8bit. Io non posso che aggiungere quella eseguita con basso ad 11 corde che segnalai poco tempo fa.

26.5.06

Sarà stata l'aria di Cannes...

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Il prossimo film di Wong Kar Wai, The Blueberry Nights, sarà una produzione europea con Jude Law, Natalie Portman e Rachel Weisz. A scenggiare ci dovrebbe essere la cantante Norah Jones.
Le riprese inizieranno non appena finisce il festival...

Chi di causa ferisce....

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A sorpresa TorrentSpy, sito che veicola i piccoli file che servono per prendere parte alla condivisione in P2P con BitTorrent (o programmi simili), ha fatto causa alla MPAA (Motion Picture Association Of America), nota per essere il principale organismo nella lotta alla pirateria e quindi a società e siti come TorrentSpy (che per l'appunto è stato recentemente decnunciato).
Il sito accusa l'associazione di essere pentrato nei suoi server con l'intenzione di manometterli e ottenere prove sulol scambio di file coperti da diritto d'autore. Quelli di TorrentSpy sostengono di avere le prove che la MPAA abbia assoldato er 15.000 un cracker per fare il lavoro sporco...

Il doppio della qualità alla metà del peso

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L'estensione con tutta probabilità sarà .wmp (se tanto mi dà tanto dopo. wmv e .wma...) e si tratta del nuovo formato per le immagini che Microsoft lancerà nel sistema operativo Vista.
Chiaramente da subito sarà disponibile anche per Windows XP, ma le regole del marketing vogliono che il nuovo formato sia associato al nuovo sistema operativo. E se è vero quello che dicono fanno bene.
Secondo la casa di Redmond infatti le immagini in formato Windows Media Picture saranno in grado di occupare la metà di quelle in formato JPG con il doppio della qualità. Certo non viene spiegato che tipo di immagine jpeg sia presa come riferimento (è noto infatti che l'immagine jpeg ha vari livelli di compressione) ma la notizia è cmq degna di nota.
L'obiettivo di Microsoft è quello di creare un nuovo standard per la fotografia digitale che al momento campa o sul formato RAW o sul jpeg (quest'ultimo più per la distribuzione) ma nessuno è soddisfatto (e ne hanno ben donde).

Acque Del Sud (To Have And To Have Not, 1944)
di Howard Hawks

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Nato come un clone di Casablanca utile a sfruttare la figura carismatica di Humphrey Bogart e il collaudato personaggio del duro che non si immischia negli affari degli altri ma cura solo i propri fino a che una donna non si mette in mezzo, Acque Del Sud nelle mani di Howard Hawks diventa un gioiellino di autonomia, zeppo com'è della personalità del regista.
Certo il personaggio di Bogey è molto simile a Rick e l'ambientazione esotica con la diatriba francesi alleati dei nazisti e francesi degaullisti è più o meno la stessa, c'è addirittura il pianista del locale amico del personaggio di Bogart! Ma questo film tratto da un romanzo di Ernst Hemingway dà più d'una motivazione per essere giudicato autonomamente.
Innanzitutto Hawks, mantendo fermo, anzi fermissimo, il punto noir, instaura dei meccanismi tra Lauren Bacall (come diceva la pubblicità del film "L'unica donna in grado di tenere testa ad un simile uomo") e Humphrey Bogart molto da commedia dei sessi, li rende più umani e passionali (e quindi gelosi). Inoltre la trama è arricchita con una storia che nasce e non con i fantasmi di un'altra vita che torna a far visita come in Casablanca. Peccato per il finale consolatorio che risolve in maniera un po' sbrigativa i problemi fornendo l'happy ending che in Casablanca era assolutamente negato.

25.5.06

Questa me l'ero persa

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Lunedì è stato dato il via ufficiale alla vendita dei domini .mobi, i primi espressamente dedicati a supporti mobili.
Questo vuol dire che i siti .mobi saranno non solo dedicati ma anche graficamente e tecnicamente ottimizzati per la visione su supporti wireless (ad ora principalmente i cellulari ma dopo chi sa...).
I primi domini ad essere presi sono stati batman.mobi, flinstones.mobi, scoob-doo.mobi ecc. ecc. Il che la dice lunga su quali siano le stime sugli utilizzatori di internet in mobilità...

La Carta Europea Del Cinema Online

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E' stata approvata e presentata ieri a Cannes la Carta Europea Del Film Online, cioè il documento ufficiale dell'Unione Europea che regolerà il commercio e la distribuzione del materiale cinematografico in rete, ma anche l'accesso dei cittadini dell'unione a materiale proveniente dagli altri paesi del mondo in rete.
E' uno dei primissimi atti uffciali fatti in questa direzione e vede tra i firmatari: BBC, Belgacom, CNC, Constantin Film AG, Emi, Fastweb, France Telecom, Gaumont, On Demand Group, Sacd. Tele2 Ab, Telecom Italia Media, Thomson, Time Warner, Tiscali, Uk Film Council, Vivendi Universal e Zentropa Productions (quella di Lars von Trier).
Si tratta di un insieme di condizioni da soddisfare per i commerci online cinematografici, nient'altro che una base per futuri sviluppi e soprattutto per una più ampia politica europea sui contenuti online. E' però anche un significativo atto nei riguardi del commercio elettronico del cinema.

Essenzialmente i punti che la carta individua come fondamentali per lo sviluppo di un commercio legale in rete di materiale cinematografico, e che quindi pone come condizioni, sono 4: un'ampia offerta di film, la facilità d'uso dei servizi online, un'adeguata tutel a dei diritti d'autore (leggi DRM) e una stretta collaborazione nella lotta alla pirateria.
Nulla di particolarmente nuovo (anche l'avallo e la promozione dei DRM non sono cosa nuova) o innovativo e anche poco intorno al quale parlare poichè si tratta di norme generali che bisogna vedere come verranno interpretate dai singoli operatori.

Una curiosità: al momento della presentazione della carta oltre a Viviane Reeding, commissario UE incaricato e a Gilles Jacob, presidente del festival, c'erano i ministri della cultura di tutti i principali ministeri della cultura europea più alcuni rappresentanti di paesi fuori dall'unione come Svizzera, Bosnia, Argentina e Brasile. Quest'ultimo paese era rappresentato dal mitico Gilberto Gil (tra poco in concerto a Roma) che è appunto il ministro della cultura brasiliano.

Anacronismi

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Modesta accoglienza del pubblico alla proiezione a Cannes di Marie-Antoinette di Sofia Coppola. Molto meglio sulla stampa.
Eppure a me questo fatto di aver girato un film su Maria Antonietta fatto con costumi volutamente non fedeli all'epoca ma esageratamente barocchi e con musiche e stile anacronistico mi intriga un sacco....

United 93 (United 93, 2006)
di Paul Greengrass

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Davvero una bella sorpresa questo United 93 di Paul Greengrass, la storia di uno degli aerei dirottati l'11 settembre del 2001, quello che non ha raggiunto il campidoglio e si è schiantato a terra in Pennsylvania per la ribellione dei passeggeri. Personalmente temevo 120 minuti di retorica pura e bandiere americane, invece ho assistito a 90 minuti di ricostruzione dei fatti (in certi punti anche romanzata ma con cura) in una messa in scena piena di suspense (nonostante si sappia da principio l'esito, o forse proprio in virtù di questo).
Tutto avviene sostanzialmente in 3 ambienti: l'aereo in questione, la sala di controllo totale globale di tutti gli aerei di linea americani e il centro di controllo dell'aeronautica militare.
Greengrass poi fa la scelta di narrare l'evento e non le storie particolari degli uomini che ne hanno preso parte, la narrazione è incentrata sui fatti di quel giorno e basta e questo è davvero apprezzabile. Così si va incontro ad una prima parte un po' noiosa, con tutte le procedure di partenza dell'aereo e l'illustrazione dei ruoli dei comandanti e dei centri di controllo, ma non appena viene colpita la prima delle due torri e tutto il centro di controllo va in allarme ricevendo segnalazioni di dirottamenti veri o presunti la tensione cresce moltissimo, per toccare l'apice quando alla fine anche sull'aereo in questione avviene il dirottamento e la ribellione dei passeggeri. Davvero lodevole.
Purtroppo temo che invece, World Trade Center, il film di Oliver Stone con Nicholas Cage sarà di tutt'altra pasta... Tutto bandiere, retorica e storie personali....

24.5.06

The Breed - La Razza Del Male (The Breed, 2006)
di Nicholas Mastandrea

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5 ragazzi (3 ragazzi e due ragazze) che fanno una vacanza dallo studio, un luogo angusto e sperduto dove nessuno potrà venire loro in soccorso nè sentirli urlare, una misteriosa razza di cani intelligenti e assassini e il nero che muore per primo.
Niente di più classico.
The Breed si merita la sufficienza ma non va decisamente più in là di quello. Perchè è sì un horror-movie tipico (roba da venrdì sera in seconda serata su Italia 1), fatto sequendo pedissequamente tutti i dettami del genere e utilizzando tutte le figure più tipiche del caso, ma non tenta in nessun modo di alzarsi sopra gli altri. Non ci prova con una messa in scena raffinata, on ci prova con una storia originale, non ci prova con un finale diverso dal solito, non ci prova con una colonna sonora particolare e non ci prova nemmeno con dell'autoironia.
The Breed è un horror-movie come se ne facevano una volta. Ma non è più "una volta", e sinceramente oggi come oggi, nonostante il rispetto per il genere, vedere il nero che dice: "Oh! E' saltata la luce... Vado nello scantinato a rimettere a posto i contatori. TORNO SUBITO!" senza autoironia, viene da ridere lo stesso. E pure a vedere che i problemi di contestualizzazione vengano risolti alla bell'è meglio nei primi 30 secondi nella più diretta e scontata delle maniere (quando nessuno ha detto che andavano risolti per forza) mi infastidisce un po': "Ah! Che bello aver deciso di prenderci questa vacanza dallo studio, noi 5 amici nella nostra casa sull'isola dove ormai non abita più nessuno da anni.". Ci sono stati gli horror asiatici e non si può più tornare indietro. Non dico che li si debba imitare, ma almeno uno sforzo in più va fatto.
Non più della sufficienza.

23.5.06

Una Magica Notte D'Estate (El Sueno De Una Noche De San Juan, 2005)
di Angel De La Cruz e Manolo Gomez

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Il d'animazione che ha realizzato i maggiori incassi nella storia del cinema spagnolo. Ignoro quanti siano stati lungometraggi d'animazione della storia del cinema spagnolo ma indubbiamente devono essere stati pochi.
Come spesso capita in Europa ci facciamo prendere dalla voglia di un cinema che non ci appartiene e escono produzioni come questa Una Magica Notte Di Mezza Estate, che in tutto e per tutto cercano di imitare i corrispettivi hollywoodiani non agguingendo nulla (o quasi) di personale.
Purtroppo poi i mezzi sono quelli che sono e il risultato è scadente per forza. In questo caso un'animazione 3D inferiore a Toy Story cerca di animare personaggi dalle fisionomie spagnole (solo i brutti però, i belli sono uguali in tutto l'occidente) ma senza il minimo coinvolgimento. Perchè fare un cartone 3D per forza? In fondo un buon 2D non sarebbe dispiaciuto a nessuno! Perchè utilizzare soluzioni di regia care alla Disney, inserire numeri musicali e mettere riferimenti cinematografici come nelleproduzioni Pixar o Dreamworks? E dov'è finita la sensibilità europea?
Per non parlare della trama... Piena di buchi omissioni e atti di fede dello spettatore. Incredibilmente l'unica cosa buona del film è un buon doppiaggio.

22.5.06

Sangue - La Morte Non Esiste (2005)
di Libero Di Rienzo

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E dire che ci credevo in Libero Di Rienzo. Giuro. Mi ero fatto davvero convincere dal battage pubblicitario alternativo, dalle polemiche contro il cinema mainstream.... Mi ero fatto quantomeno incuriosire e non me lo volevo davvero perdere Sangue. Ahi! quanto mi sbagliavo...
Sangue è un pasticcio post adolescenziale, girato seguendo pedissequamente tutti gli stereotipi del cinema che non vuole essere banale (soggetti mal inquadrati, pochissima profondità di campo, particolari a fuoco a dispetto della parte principale dell'immagine...). Ancora peggio Sangue si batte contro tutti gli ordini precostituiti, in un furore anarchico da occupazione liceale che fa' di tutta l'erba un fascio (polizia, carabinieri e preti tutti fascisti).
Fortunatamente Sangue è talmente banale nel suo voler essere originale da risultare assolutamente innocuo. Le 4 sale in tutta Italia in cui è distribuito sono assolutamente adeguate.
Detto ciò che andava detto và precisato ad onore di Libero Di Rienzo che i dialoghi sono veramente ben scritti (è la trama e i personaggi che fanno ridere), sono divertenti e originali nella loro forma (decisamente meno nei contenuti), molto simili a quelli scritti da Marco Ponti per Santa Maradona. Se solo ognuno si concentrasse unicamente su quello in cui riesce bene...

Storia pubblica di Samuele Piccolo: un uomo che si muove per tempo

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Il giorno dopo le elezioni, quello in cui i prezzi per l'affissione di un manifesto in città si abbattono drasticamente, Roma era tappezzata (per tappezzata intendo che c'erano mura intere piene di manifesti tutti uguali in sequenza) da Samuele Piccolo (foto a sinistra). Sul manifesto c'era in grosso il suo nome e una sua foto che saluta, ben vestito a quella che sembra una serata di gala.
Io vivo a Roma da quando sono nato e mi tengo mediamente informato ma di questo Samuele Piccolo non avevo mai sentito parlare e dal nulla vedevo che tutta Roma era piena di manifesti con il suo nome e il suo omonimo sito senza altre precisazioni, come se tutti lo conoscessero.
Era abbastanza chiaro che il tutto fosse fatto per incuriosire e spingere a visitare il sito. E così h fatto, anche per capire chi è questo che si può permettere di tappezzare Roma con manifesti autoincensanti e soprattutto perchè lo abbia fatto.
Sul sito si apisce che Samuele Piccolo (più o meno 25 anni) principalmente "è impegnato nella ricerca di soluzioni per i problemi che riguardano i soci lavoratori delle società cooperative ed è Presidente della Società Editrice Terzo Millennio Srl, che promuove la diffusione della cultura anche nelle fasce meno abbienti della popolazione, stampando e distribuendo riviste e periodici in centinaia di migliaia di copie sul territorio del Comune di Roma" ed ha scritto un libro intitolato e dicato a "I Nonni".
Insomma Samuele lavora nel sociale e decide di autopromuovere il suo filantropismo disnteressato.
L'altro ieri, giro per Roma e vedo i manifesti per le elezioni comunali e trovo Samuele Piccolo abbracciato al candidato sindaco di Roma di AN Gianni Alemanno.

L'inchiesta su Samuele Piccolo ha avuto dei seguiti nei capitoli due e tre.

21.5.06

La Doppia Vita di Veronica (La Double Vie De Véronique, 1991)
di Krzysztof Kieslowski

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Considerato un minore dalla critica è uno dei film più amati del genio polacco che assieme allo sceneggiatore Krzysztof Piesiewicz ha impresso una svolta contenutistico al cinema estetico degli anni '80.
La Doppia Vita di Veronica esaurisce tutta la sua trama nella prima parte del film, quando muore la prima Veronica (anzi Weronica) e la seconda Veronica (anzi Veronique) decide di cambiare vita inconseguenza del dolore e dello smarrimento che ha avvertito. Il resto del film è una lenta e incessante dimostrazione di un modo spirituale (ma non religioso) di vivere e di una realtà permeata dal metafisico (grandissimo tòpos del cinema kieslowskiano).
Solo nei migliori exploit di Kieslowski, e questo lo è, ricerca contenutistica ed estetica riescono a convivere così magicamente. E' difficile spiegare a chi non sia un amante del cinema dal passo lento come alcune immagini, splendidamente fotografate da Slawomir Idziak (già direttore della fotografia di Il Decalogo 5) con una forte dominante gialla, si imprimano indelebilmente nella memoria come l'anziana signora che a fatica trascina i pacchi della spesa per strada o il bambino che gioca a riflettere la luce con lo specchio dalla finestra o ancora la splendido inizio con Weronica che canta sotto la pioggia.
A poco serve cercare una spiegazione di tutti i rimandi e i simbolismi dell'opera, più conveniente è lasciarsi prendere e colpire dal loro valore emozionale, così che quando alla fine del film Veronique si accosta con la macchina ad un albero e appoggia la mano sulla corteccia mentre il padre in casa sembra percepire qualcosa si è penetrati a pieno dall'emotività del film.

20.5.06

Mysterious Skin (id., 2004)
di Gregg Araki

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Non l'ho amato Mysterious Skin, non l'ho amato nonostante fosse ben diretto, non l'ho amato nonostante avesse il coraggio di affrontare un tema difficile, non l'ho amato nonostante proponga un modo di fare cinema all'americana che non segue i dettammi hollywoodiani ma nemmeno gli stereotipi del cinema indipendente, non l'ho amato nonostante la capacità di narrare le cose più atroci in maniera accettabile, nonostante avesse due storie parallele che procedono lisce fino al loro incontro e relativa risoluzione e nonostante anche i personaggi di contorno fossero interessanti e non banali.
Non l'ho amato perchè alla fine di tutto questo bel lavoro fatto non viene tirato nessun filo, alla fine non mi rimane nulla, nemmeno riguardo il tema trattato. La messa in scena delle conseguenze di abusi infantili su due personalità diverse (e quindi due modi diversi di convivere con quanto accaduto) se sulla carta è molto interessante, nel risultato non mi ha convinto per niente. Anche il finale che non conclude (cosa che solitamente amo) non mi è piaciuto. Tutto questo bel lavoro per non dire niente...

Il montaggio è tutto

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Quella dei trailer rimontati è ufficialmente un trend in grande ascesa, da quello storico (e fin'ora imbattibile) di Shining in poi. Personalmente non posso mancare di postare i più belli, e questo de I Dieci Comandamenti mi è proprio piaciuto.

La cosa è talmente un trend che la produzione di A Scanner Darkly ha ufficialmente indetto un concorso per il miglior rimontaggio del loro trailer.

E' il momento di mobilitarsi per rivendicare ciò che ci spetta

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Ora anche Google Reader ha una versione ottimizzata per cellulari.
Oggi come ieri rinnovo il mio impegno per Google Calendar per cellulari subito!

19.5.06

La Marchetta Settimanale

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Le segnalazione dei film più interessanti trasmessi in televisione nella prossima settimana su Pellicole Rovinate.

La vera televisione della rete

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Trovo che Kevin Sites al momento sia il numero 1 nell'ambito della televisione in rete.
Il suo Hot Zone, che in pratica è un videoblog un po' più complesso, messo in piedi grazie a Yahoo! si occupa di fare reportage in giro per il mondo da tutti i luoghi in cui c'è un conflitto bellico.
Kevin Sites si occupa prevalentemente delle guerre non coperte dai media tradizionali, in paesi come Nepal e Kashmir.
Sites al momento è il numero 1 perchè usa tutte le tecnologie più avanzate che può avere a disposizione per il suo scopo, non si pone limiti, sperimenta e produce contenuti autonomi. La televisione (o videoblog allargato) di Sites è molto complessa e fortemente targettizzata, più di un canale tematico ha un suo pubblico (nel quale io per esempio non rientro strettamente) e più di un canale tematico lo soddisfa, con servizi di qualità indiscutibile e altrettanto interesse.

Come potrebbe la televisione tradizionale, ma anche quella digitale, reggere il confronto con una simile modalità di produzione di contenuti simil-televisivi da distribuire tramite la rete?
Un sistema che estremizza il discorso della tv digitale (canali tematici e moltiplicazione dei canali) e al tempo stesso lo migliora aumentando le possibilità per ogni singolo di dare visibilità alla propria idea.

Questa è la filosofia Nintendo

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Il gioco di punta (almeno per l'inizio) per quanto riguarda le possibilità di netplaying di Nintendo Wii sarà Hide And Seek, ovvero nascondino. E leggendo le modalità di gioco non faccio fatica ad immaginarmelo.

Volver (id., 2005)
di Pedro Almodòvar

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Una richiesta gentile della Warner chiedeva di non parlare del film prima delle 12 di oggi. Così ho atteso quanto era giusto per adempiere ad una semplice richiesta per dire che Volver è bellissimo. Ormai in molti lo hanno già detto, ma lo ripeto volentieri.

Curato, intrigante, complesso, fatto di mille livelli, passionale come pochi e tecnico da morire, è il cinema di serie A ancora una volta. Ad oggi pochi narrano con la fluida naturalezza di Almodòvar, con la sua abilità, la maestria e l'incredibile complessità di intenti e di livelli. Quello che in pochi hanno sottolineato invece è che non ci si trova di fronte al ritorno alla commedia di Almodòvar (anche se è stato lui stesso a dirlo). Benchè si rida un po' più del solito il film è condotto generalmente più sullo stile di Il Fiore Del Mio Segreto.
Forse anche per questo il film dà il meglio di sè negli ambiti tipici del regista: nella messa in scena molto colorata, nell'indagine sull'universo femminile, negli eventi che tendono a ripetersi, nelle situazioni simili, nei personaggi che si somigliano o negli intrecci al limite dell'improbabile. E' il cinema di pura finzione che mantiene un legame forte con la realtà, quello che parte da fatti di cronaca, li mischia alla vita personale dell'autore e aggiunge invenzioni funzionali alle diverse intenzioni.

Nonostante ciò e forse proprio per la vicinanza a tanti suoi film del passato è ancora più evidente come Volver sia un film nella media del cinema di Almodovar e non una sua punta. E' improbabile che possa puntare alla palma d'oro (certo poi tocca vedere come sono gli altri in gara) o meglio, negli anni passati hanno vinto film migliori, sebbene, pur con una trama complessa, avvincente e intricata (sporcata anche un po' di un noir grottesco), riesca a far rimanere nella testa dello spettatore unicamente i personaggi.
Nondimeno rimane imperdibile.

18.5.06

Arroganze

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Nonostante il suo motto sia "Don't Be Evil" ogni tanto Google pecca d'arroganza come capita a tutti i grandi colossi che intravedono la possibilità di trarre ancora più guadagno da ciò che fanno.
In queto caso il crimine è molto piccolo ma cmq fastidioso.
Per chi usa Google Reader non è più possibile accedere direttamente alle destinazioni linkate nei post ma bisogna passare attraverso google, se per i siti difficilmente cambia qualcosa diventa più fastidioso scaricare qualcosa direttamente a GReader....

Gli Amanti Del Pont Neuf (Les Amants Du Pont-Neuf, 1991)
Leos Carax

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Gli Amanti del Pont Neuf subisce una strana trasformazione a mano a mano che procede. Partito come una parabola molto realista della vita di strada a Parigi, gradualmente diventa una storia d'amore struggente, romantica e melodrammaticamente irreale. Nulla di male in questo sia ben inteso, peccato però che il desiderio di idealizzare sempre di più l'amore tra una ricca pittrice autoesiliatasi in strada (per far fronte al dolore della perdita del suo precedente amore e l'incalazante perdita della vista) e di un'artista di strada barbone, porti il film non solo alla noia, ma anche verso certi triti stereotipi.
Carax non è il primo venuto e si vede ci sono molte cose molto belle (dalla celebre sequenza dei fuochi d'artificio all'ubriacatura "rimpiccioita" a tutti i tentativi di dar fuoco ai manifesti che cercano la protagonista), ma purtroppo non basta e alla fine il film è schiacciato dal peso di un romanticismo da 4 soldi che non riesce a diventare semplice parabola universale. Se si aggiunge che il finale arriva insperato dopo parecchio tempo dal momento in cui la storia sarebbe pure potuta finire, si capisce il fastidio dello spettatore medio.
Rimangono apprezzate le citazioni da Pickpocket di Bresson e da l'Atalante.

17.5.06

Flickr gamma

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Flickr non è più in beta testing ed è passato al gamma.
In informatica si chiama alpha test quella forma di distribuzione per la quale un programma viene testato prima di essere distribuito al pubblico, poi c'è il beta testing cioè il software è dato in prova ad un numero limitato di persone scelte tra i primi sottoscrittori o a discrezione dei distributori.
Con il web 2.0 sono molto cambiate queste regole di alpha e beta testing e ora si tratta più che altro di fasi di vita di un servizio online.
Infine c'è la fase di gamma test che non è una vera e propria fase di test, ma più una denominazione ironica e cinica che presuppone che tutti i software, anche una volta che hanno superato la fase di beta testing, contengano più o meno bug e quindi non sarebbero pronti per la distribuzione ma questo accade lo stesso. Così si dice che la distribuzione vera e propria è come un ulteriore fase di test, detta gamma.

La lenta maturazione del mercato della musica online

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Il mercato della musica venduta online si sta muovendo molto negli ultimi giorni, da tutti i punti di vista e si sono delineati i player principali del mercato.

Microsoft ha finlamente portato in porto l'alleanza con MTV ed è ora online URGE il music store ufficiale di Bill Gates. Questa è la novità più grossa dell'ultimo anno senza dubbio. URGE vende tracce allo stesso prezzo di iTunes, in formato wma (leggibile da tutti i lettori MP3 tranne l'iPod) coperto dai soliti DRM (quindi non si può copiare, masterizzare all'infinito nè convertire in altri formati) ed ha un catalogo ampio più o meno come iTunes. URGE è accessibile da Windows Media Player versione 11 (appena uscito) che sarà già presente in tutte le versioni di Windows Vista, in più data l'alleanza con MTV che ci venderà materiale esclusivo prodotto da loro sarà pubblicizzato alla grande sul più grosso network musicale del mondo.

AllOfMp3 il sito russo che vende tracce in formato Mp3, prive di DRM (da quel punto di vista sono come gli mp3 scaricati illegalmente) ad un prezzo ridicolo (9centesimi la traccia e 1 euro l'album) grazie ad un cavillo legale ed un vuoto normativo nella legislazione russa, è stato chiuso e riapre i battenti oggi più in forma che mai. Il catalogo non è quello dei rivali ma ci sono tutte le cose più importanti. Si dice tuttavia che questa temporanea chiusura è il preludio della fine e che, come è stato in passato per Mp3search.ru, anche questo sito sarà utilizzato da Putin come merce di scambio con il WTO...

iTunes, il grande leader del mercato dall'alto della sua fetta pari al 70%, sta in un momento critico, i rivali si stanno affacciando, deve aprire le sezioni locali di molti paesi del video store, la questione dei DRM francesi non è totalmente risolta e gli crea parecchi grattacapi e in più la Creative ha fatto causa alla Apple perchè loro hanno depositato per primi il brevetto di un lettore Mp3 (lo Zen se non sbaglio) che abbia la possibilità di selezionare canzoni secondo più categorie e che ha pochi pulsanti le cui funzioni cambiano a seconda della schermata.

Fino All'Ultimo Respiro (A Bout De Souffle, 1959)
di Jean-Luc Godard

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E' strano come uno dei film più importanti della storia del cinema sia così difficilmente reperibile in DVD. Con questo non dico che non esiste, dico semplicemente che non si trova in edicola, non si trova sugli scaffali di Ricordi Media Store ecc. ecc. E soprattutto non viene praticamente mai trasmesso in televisione. Accade quindi che la maniera più semplice e frequente per vederlo è in 35mm in qualche cineclub.
Così per la seconda volta in poco più di un anno l'ho visto all'interno di una rassegna.
E' difficilissimo parlare di un film simile, specialmente in un post. Si dovrebbe dire dell'incredibile rivoluzione che fu, dell'incontro unico (per un lungometraggio) di Truffaut e Godard, della sconvolgente modernità di inquadrature, montaggio e narrazione, e soprattutto si dovrebbe parlare di un modo di fare cinema che continua a essere definito "moderno" anche se allo stato attuale la stragrande maggioranza dei film prodotti sono di stampo classico. E soprattutto è bello. E' proprio bello!
Fino All'Ultimo Respiro sembra aver fatto scuola unicamente per un certo tipo di cinema, solitamente nordico, che si occupa di sociale. I suoi stilemi, i suoi elementi di modernità non vengono mai applicati ad altre tipologie di cinema che non siano "veristiche" di fatto bloccando quell'innovatività al 1959.
Godard e Truffaut (e con risultati meno eclatanti anche gli altri critici dei Cahiers du Cinema passati dietro la macchina da presa) avevano preso ispirazione dal realismo francese, avevano preso molta tecnica dal neorealismo italiano e si erano lasciati ammaliare dal cinema di genere americano spingendo ognuna di queste correnti in avanti e formando qualcosa di nuovo, ma nessuno è riuscito a prendere ispirazione dalla nouvelle vague per arrivare da un'altra parte. Ci aveva timidamente provato Scorsese nei suoi primissimi film ma senza risultati clamorosi e tutt'ora i fratelli Dardenne non aggiungono molto (se non la loro personalità) a quel tipo di cinema.

Pensa che deve essere..........

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Dai primi pareri letti in giro pare che Il Codice Da Vinci sia bruttissimo anche per essere un film di Ron Howard.....

16.5.06

Donne e tecnologia: un classico di questo blog

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Le donne stanno prendendo sempre più piede nel mondo della tecnologia, questo è a dir poco un dato di fatto, e se in Italia il fenomeno si avverte ancora poco, in paesi tecnologicamente più evoluti come l'Inghilterra la sensazione (e soprattutto i dati) è forte.
Un ultimo sondaggio dice che le donne comprano musica online molto più degli uomini soprattutto perchè così non devono entrare nei negozi di musica che descrivono come un territorio maschilista dove si sentono un po' discriminate e un po' osservate.
Sinceramente questa motivazione mi sembra abbastanza idiota. Se entri un negozio generalista (stile Virgin Megastore) c'è gente di tutti i tipi e di tutte le competenze se invece entri in un negozio di nicchia, dove forse un elite maschilista può avere dei pregiudizi nei confronti di una donna, è perchè hai una certa comeptenza....
Cmq ne parla anche il Guardian che oltre a dare la notizia fa anche scrivere un pezzo dalla Guia Soncini locale che prende in giro il maschilismo musicale.

Mentre tutti guardano al web c'è chi si muove sui cellulari

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Tutti i principali player del mercato dei web browser hanno tirato fuori il loro nuovo browser (chi in versione completa, chi in beta e chi in alfa), molte le novità per ognuno, anche se i ruoli non cambiano di molto, sono sempre gli stessi ad innovare e sempre gli stessi a seguire. Ma uno solo è il browser che sta lavorando con un occhio al futuro... continua su Affari & Finanza

I Misteri Del Giardino di Compton House (The Draughtsman's Contract, 1982)
di Peter Greenaway

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A molti Il Mistero Del Giardino Di Compton House non piace per il suo eccessivo formalismo ed il suo programmatico e scontato didascalismo. Eppure il racconto allegorico di un'opera d'arte che nonostante cerchi di essere il più possibile ancorata al realismo suscita passioni, emozioni e sconvolgimenti nelle vite di chi ci entra a contatto e riesce a rivelare ad ognuno particolari diversi della realtà ritratta che vanno oltre ciò che è semplicemente disegnato, a me non può che conquistarmi.
C'è da dire che sono un grandissimo ammiratore del formalismo e quello di Greenaway, che lo si ami o lo si odi, è di prima qualità. Poche volte funzionale alla trama ma quasi sempre in linea con lo spirito generale del film, il diletto del regista per le inquadrature, i colori e l'impatto visivo della sua opera non può che avere la mia ammirazione. Sequenze come quella della veduta del giardino e della casa mentre una nuvola si sposta e gradualmente fa arrivare il sole non sono comuni.

15.5.06

Qui non è la BBC

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Durante il programma News24 della BBC era prevista un'intervista a Guy Kewney caporedattore di newswireless.net e esperto di musica online, ma per un errore alla reception è stato portato in studio un tassista che era lì in attesa.
Il tassista non ha capito di cosa si trattasse e ha creduto fosse richiesto un suo parere in trasmissione, così è andato in onda in diretta e le sue risposte imbarazzate e confuse sul futuro della musica online sono belle quasi quanto la faccia consapevole e disperata che fa quando viene presentato con il nome di un altro e comprende la tragedia che si sta per materializzare.
Il video è qui.

via Attivissimo

Update 16/05:
Il Guardian fa luce sull'accaduto. L'uomo non era un tassista ma un neolaureato che era lì per un colloquio di lavoro ed è stato scambiato per l'intervistato probabilmente perchè hanno lo stesso nome di battesimo.

Per chi non ha tempo da perdere

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La top ten degli eventi dell'ormai concluso E3 di Los Angeles.

E' mai possibile che la produzione televisiva blocchi anche l'innovazione di internet?

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Ormai quasi tutti i principali serial televisivi sono in vendita online, ultimo in ordine di tempo è 24 che sarà venduto su Myspace, e poco manca a che altri programmi televisivi (quelli che meglio si possono adattare) vengano trasferiti su internet. E intanto noi rimaniamo indietro.
Non solo in Italia non esiste un videostore serio (Rosso Alice non lo conto), ma non c'è nemmeno una sezione di iTunes in grado di vendere film, video o corti.
Il problema principale che causa l'assenza di una vendita di video via internet che non sia la fruizione in diretta (cioè in streaming e non in download) delle immagini del Grande Fratello, è che non c'è nessun programma o serial italiano di successo presso il medesimo pubblico che usa internet. Solo il Grande Fratello è in grado di catalizzare il pubblico più giovane davanti alla televisione e non a caso è distribuito in rete, il resto è fruito da una fascia d'età decisamente più alta alla quale non interessa la possibilità del download in rete. Così accade che un medium (la televisione) che per la sua storia e la sua evoluzione è ora caratterizzato da contenuti destinati ad un pubblico anziano frena l'evoluzione di un altro medium (video via internet) che dovrebbe favorire un pubblico più giovanile.
L'unica speranza è che mancando la possibilità del riciclo di contenuti televisivi da noi si sviluppi prima un sistema di produzione autonomo di video per la rete.

Hellzapoppin (id., 1941)
di H.C. Potter

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Hellzapoppin è la vera definizione del film cult, una pellicola assolutamente originale, fuori da ogni schema, non necessariamente esempio di ottimo cinema, ma sicuramente elemento fuori dal suo tempo e distante anni luce dalla produzione contemporanea.
Se è vero che i fratelli Marx già avevano fatto vedere come la comicità non-sense potesse trovare sbocco al cinema e soprattutto avevano portato una fortissima carica anarcoide nella rappresentazione che Hollywood dava della realtà, è anche vero però che il livello di pura idiozia a cui arriva Hellzapoppin non ha paragoni. E questo è sia un bene che un male, perchè il cinema dei fratelli Marx rimane un punto artistico ben più alto, ma l'arroganza e il coraggio del film di H.C. Potter non possono non meravigliare ad ogni visione.
Per certi versi le gag senza senso, metacinematografiche, slapstick e irreali di Hellzapoppin sono anche più avanti dei recenti exploit di film come Una Pallottola Spuntata o Hot Shots (decisamente figli di questo tipo di cinema piuttosto che dei fratelli Marx).
La bravura di H.C. Potter e degli sceneggiatori Nat Perrin e Warren Wilson è soprattutto quella di riuscire a trasformare il copione del musical di successo di Broadway in una scenggiatura fortemente cinematografica basata su trucchi, caratteri e ironie specifiche del cinema.