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11.6.06

In Nome Della Legge (1949)
di Pietro Germi

Appartenente al primo periodo di Germi, quello dei noir all'americana, questo In Nome Della Legge, si differenzia dagli altri film di quegli anni come La Città Si Difende o Gioventù Perduta (anche questo scritto con la collaborazione di Fellini e Monicelli) per come riesce a fondere figure tipiche del cinema noir con l'ambientazione (e quindi le altre figure tipiche) della sicilia. Una concezione di vita e un personaggio noir (il poliziotto dall'alta morale che non teme la morte) messi a combattere contro la mafia.
L'intuizione è di per sè geniale poichè la provincia sicula già da sè è un luogo dove è facile morire e difficile amare, dunque un ambientazione insospettabilmente perfetta per un noir, inoltre le dinamiche oppositive bianco/nero, buono/cattivo, giustiza/ingiustizia, luce/ombra trovano ulteriori terreni d'esplorazione.
Fotografata come si trattasse di un film western (esemplari le scene a cavallo, l'ultima in particolare) la Sicilia di In Nome Della Legge anticipa quella successiva di Divorzio All'Italiana e Sedotta e Abbandonata, è una terra di tradizioni oppressive alle quali solo inpochi tentano di ribellarsi e per questo subiscono il giudizio del popolo, una terra dalla morale ambigua e dall'ingiustizia senza speranza. Anzi una speranza il giovane Germi la dà (mentre il più anziano la negherà assolutamente), con un finale conciliatorio e ottimista che suona comunque molto stonato.

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