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23.10.06

Intanto in America si decide del futuro delle sale...

Sempre più in America le case di produzione si dedicano a film di carattere cristiano. Più in là di un mero trend questa dei film cristiani è una vera e propria exploitation di cui qui già si era parlato quasi 6 mesi fa.
Per exploitation intendo lo sfruttamento selvaggio di un filone cinematografico che fa riferimento ad un pubblico preciso che fino a quel momento era poco sfruttato (cioè che vedeva pochi film).
Il cinema cristiano in più riduce anche di molto i costi di promozione. Basti penare che One Night With The King, tratto da un racconto biblico, senza avere attori di primo piano (solo Omar Sharif e Peter O'Toole ma in ruoli molto marginali) ha raggiunto il 9 posto nella top ten del box office settimanale. E tra poco esce in DVD. Questo senza spendere soldi in promozione ma semplicemente facendo vedere il film a preti, pastori e predicatori per avere la loro approvazione.
Ci pensano questi poi a diffondere il verbo.

Ma questo fenomeno non si ferma solamente a film marginali che fanno l'exploit della vita, anche prodotti dichiaratamente cristiani come La Passione di Cristo e meno come Le Cronache di Narnia hanno fatto risultati stupefacenti al box office in virtù del sottotesto cristiano e dell'approvazione delle chiese locali.
Questa tendenza è chiaramente un effetto collaterale della guerra di religione che l'America sta combattendo e che in pochi anni ha visto il radicalizzarsi delle posizioni di chi si sente minacciato.

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