13.9.08

Estate Violenta (1959)
di Valerio Zurlini

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Un melodramma che dovrebbe essere umido e storico ma in realtà è solo annacquato dalla volontà forse troppo pressante di realizzare un'opera che sia contemporaneamente un disegno della gioventù italiana alto borghese durante la guerra, un ritratto storico di un periodo difficile, il racconto di un amore proibito e il racconto della nascita di una coscienza sociale dunque in sostanza il racconto di una formazione.

A fare il ragazzo imberbe e inconsapevole della vita che scopre lentamente c'è ovviamente Jean Louis Trintignan (3 anni prima di Il Sorpasso dove gli verrà affidato più o meno il medesimo personaggio) che fa il suo. E' semmai la struttura del racconto di Zurlini a lasciare a desiderare.
I molti silenzi poco espressivi e il ritratto esagerato della gioventù ma non a sufficienza per diventare grottesco rendono il film più che un ritratto delle cose il ritratto di quello che ci piace pensare fossero le cose.

Anche la storia dell'amore proibito è raccontata con una volontà di mostrare una trasgressione da tinello che è quasi un insulto. E non si tratta di una differenza di costumi tra ciò che è accettabile oggi e ciò che era accettabile allora ma proprio di come Zurlini insista più che a mostra un amore che nasce una trasgressione che si realizza. E come lo faccia anche con puerilità.
Nessun commento per la sequenza finale che sebbene sia la più interessante del film si risolve con un espediente che lungi dall'essere l'acme del climax è il fondo del barile.

2 commenti:

alp ha detto...

Troppo severo.E' uno dei film di Zurlini che rivedo sempre volentieri nonostante di difetti.E la sequenza del " ballo" resta da antologia se non altro per atmosfera....

gparker ha detto...

A me è proprio l'atmosfera a non avermi convinto...