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23.11.06

Il Labirinto Del Fauno (El Laberinto Del Fauno, 2006)
di Guillermo Del Toro


Sono proprio bellini i film di Del Toro, perchè li racconta per me, con tanta passione e amore per le trame ed il fantastico.
Come in La Spina Del Diavolo (le similitudini sono talmente tante che mi fanno pensare ai primi due capitoli di una trilogia) la storia si svolge durante il fascismo spagnola e più precisamente durante la guerra civile.
La guerra è lo sfondo, i fascisti il male, un/una bambino/a i protagonisti di una trama privata che va avanti contaminandosi fortemente di fantastico inconsapevolmente di quello che sta accadendo nel mondo degli adulti.
In particolare nel Labirinto Del Fauno realtà e fantasia si toccano molto poco, sono due piani fortemente distinti che tuttavia procedono in parallelo con protagonisti diversi. Da questo punto di vista un po' avevo preferito La Spina Del Diavolo, dove il racconto è più amalgamato, dall'altra parte però Il Labirinto Del Fauno è un film decisamente riuscito meglio che ha il coraggio di andare a fondo in quello che La Spina Del Diavolo accennava.

Innanzitutto la carta vincente del film è l'immaginario di Del Toro, che esteticamente sta al fantasy tradizionale (da Il Signore Degli Anelli a Le Cronache Di Narnia) come lo spaghetti western sta al western tradizionale. Il fantasy di Del Toro è molto più carnale e fangoso, sporco e naturalistico. Il Fauno non è pulito e depurato come il satiro di Narnia, ma pieno di rami foglie e legno, con una faccia mostruosa e una morale apparentemente ambigua. Le fatine sono ben più sudice e sadiche di quelle di Peter Pan. Per non dire delle creature mostruose....
Il Labirinto Del Fauno è una curiosa commistione tra modi di fare europei (non comprendendo l'Inghilterra) e americani. E' sudicio e sporco, è sanguinolento quanto è necessario ma utilizza il manichesimo come modalità espressiva. La cattiveria dei fascisti è oltre ogni dire, eppure intrigante perchè trasforma le figure reali quasi in elementi fantastici, al pari del Fauno e dei mostri.
La conferma che si può proporre qualsiasi tipo di contenuto se si sa narrare. O detto in altre parole, quando il film funziona si è disposti ad accettare qualsiasi cosa.

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