18.5.10

The Myth Of American Sleepover (id., 2010)
di David Robert Mitchell

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FESTIVAL DI CANNES 2010
SEMAINE DE LA CRITIQUE

Il teen-movie e' un genere a se' e negli anni ci ha abituato ai suoi luoghi comuni, i suoi caratteri, i suoi percorsi evolutivi e i sui passaggi obbligati. Dalla prima scopata al primo bacio, dalla carta igienica lanciata sugli alberi al ballo della scuola, l'annuario e via dicendo. Tutto sempre all'insegna dell'umorismo demenziale.
Quello che fa The Myth Of American Sleepover invece e' prendere questa stessa materia e questi stessi luoghi comuni e caratteri fissi per raccontarli in maniera autoriale, cioe' puntando sull'introspezione dei personaggi piu' che sull'azione.

Il risultato e' un film che si svolge in una notte (l'ultima notte d'estate) seguendo le storie di molti personaggi diversi, tutti intenzionati a rimorchiare, baciare o scopare (a seconda dell'eta') e tutti destinati in un modo o nell'altro ad avere esperienze sentimentali e intime decisamente piu' importanti.
Sara' l'effetto novita' ma lo stile piu' austero del solito dona al film un'autenticita' che ci eravamo dimenticati potesse esistere in questo tipo di storie. Tutte le consuetudini dei riti di passaggi della cultura americana sono finalmente viste nella loro vera essenza e quindi diventano comprensibili nella loro natura (da dove vengano, a che servano e che funzione sociale abbiano).

In una parola The Myth of american sleepover pur non essendo un capolavoro restituisce dignita' ad un genere e ad un popolo. E anche il personaggio che a tutti i costi vuole fare sesso con due gemelle suona autentico nella sua confusa ricerca sentimentale prima che sessuale.

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