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7.10.10

Innocenti Bugie (Knight And Day, 2010)
di James Mangold

I film d'azione hollywoodiani, anche quelli che puntano molto sul non prendersi sul serio e sui toni da commedia, hanno quasi sempre un problema: suonano datati e un po' stupidi nel modo in cui dispongono i rapporti di forza tra maschile e femminile. Nel mettere in scena la classica dinamica uomo forte/donna da salvare è difficile che si trovi la chiave più giusta per non sconfinare nel maschilismo, cioè quella che consente alla "donna da salvare" di essere tale solo nominalmente e contribuire al proprio salvataggio senza scadere nel ridicolo.

Innocenti Bugie questo problema lo supera a piedi pare con un doppio salto mortale interessantissimo, reso possibile da una sceneggiatura magistrale che mette le pezze anche su un direzione scadente come poche (ma perchè?? Mangold era uno capace!) e due protagonisti totalmente fuori parte e svogliati, i quali solo alla fine riescono ad essere plausibili, cioè dopo che il piacere della narrazione ha preso il sopravvento sulla totale inadeguatezza.
Si racconta dell'incontro tra un uomo e una donna, lei subito rimane affascinata dal savoir faire di lui, dal suo essere uomo forte, ma tempo 5 minuti e si trova coinvolta in iperbolici inseguimenti e sparatorie perchè in realtà lui è un agente segreto accusato di tradimento e ricercato dall'FBI.

Ciò che però differenzia Innocenti bugie dai molti altri insipidi film sul tema che abbiamo visto è un punto di vista davvero femminista sulla questione (tuttavia lo script è opera di un uomo). Non quel femminismo d'accatto che fa fare la parte dell'uomo alla donna, ma quello che mantenendo fisso e classico il ruolo della donna, ne aumenta l'importanza portandola a livelli realistici e plasmando un mondo visto attraverso i suoi occhi.
Innocenti bugie dunque è tutto visto dal punto di vista della donna (la tipica persona comune in circostanze straordinarie) mentre l'eroe del caso (il knight del titolo originale) è solo inizialmente desiderabile, in virtù del suo charme, ma in seguito, approfondendo la conoscenza, si rivela sempre più cretino, infantile e vanaglorioso sebbene superumano. Insomma accumula tutti quei difetti che le donne spesso percepiscono quando l'uomo ha esagerati atteggiamenti machisti.
Senza rinunciare ai suoi desideri più basici (per l'appunto l'idea di un uomo forte) la protagonista, vittima di eventi più grandi (lei non è certo un agente segreto), non si fa salvare ma lotta a modo suo, anche goffo magari, per il proprio destino.

Fin dal titolo (originale) dunque Innocenti bugie è una revisione, al limite dello spoof, del mito del principe azzurro o cavaliere dall'armatura scintillante, che vede uno 007 reaganiano per lo scemo che è, senza però negarne il fascino primordiale (il montaggio rapido del viaggio fatto mentre lei è incosciente è esilarante, come anche il pezzo in cui pretende di essere baciata nel mezzo della sparatoria).
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