4.4.11

Lo stravagante mondo di Greenberg (Greenberg, 2011)
di Noah Baumbach

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POSTATO SU
Sarebbe bello stare in sala nei primi giorni di proiezione di questo film promosso come un'altra grande ed esilarante commedia con Ben Stiller mentre è un dramma intimista che non vuole divertire ma semmai toccare.
E proprio qui sta il limite di un film che in più di un momento riesce davvero a toccare come desidererebbe ma che poi aspira a tracciare una parabola umana di sommessa sofferenza e lotta contro se stesso per un domani migliore, che è ben oltre alle proprie possibilità.

Greenberg è il cognome del protagonista e di suo fratello che, partito per le vacanze, gli affida casa e cane. Sebbene residente a New York, Greenberg si sposta ad Hollywood per badare alla villa del fratello, lì incontra vecchi amici e conosce una ragazza (l'assistente di famiglia). La particolarità del protagonista è il suo essere molto problematico, introverso e reduce da cure psichiatriche.
Non è mai chiaro quanto queste cure siano state realmente necessarie o il tipico modo di esternalizzare la risoluzione di problemi personali da parte di chi ha talmente tanti soldi da crearsi problemi simili.

Denso di dialoghi, molto personale, asciugato nella regia e decisamente mumble (c'è uno dei Duplass a fare da garante) Greenberg è un film che sembra davvero poco riuscito, non tanto per i suoi momenti più deboli quanto per quelli migliori. E' proprio quando gli occhi indifesi di Ben Stiller, che si portano dietro la storia dell'attore fatta di personaggi sempre insicuri ma determinati, incrociano la personalità disturbata e in cerca d'affetto del personaggio che si intuisce cosa Greenberg poteva e voleva essere ed irrimediabilmente non è.

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