6.9.11

Terraferma (2011)
di Emanuele Crialese

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CONCORSO
MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2011

Tra i registi italiani di oggi nessuno ha quella capacità di generare immagini che Emanuele Crialese padroneggia. Nonostante non sia ancora riuscito a realizzare un film che possa mettere a frutto nella maniera migliore le sue doti più evidenti (solo Respiro fa davvero intuire cosa potrebbe essere un capolavoro firmato Crialese), lo stesso il regista che a Venezia porta Terraferma è costantemente in cima ai desideri cinefili.

Purtroppo anche questo nuovo film conferma i difetti rilevati in precedenza. Una tendenza eccessiva a cavalcare temi, momenti e situazioni abusate pretendendo (inutilmente) di estrarne novità, che impediscono al film di volare altissimo dove lo porterebbero le sue trovate.
Una barca colma di turisti (come si vede nelle locandine), migranti che nuotano nella notte come Lo Squalo, reti nel mare azzurro e tutta la visione di Stromboli (dall'alto fino ai vicoli) parlano molto di più di quanto non faccia il profluvio di ovvietà spacciate per audaci affermazioni che escono dalle bocche dei personaggi.

Già il tema dei clandestini che non possono essere aiutati per legge (visto anche in Welcome e qui al festival anche in Il villaggio di cartone) pare qualcosa di non eccessivamente originale per il nostro cinema, sempre attento a professare la sua fede con grandi cartelli, in più qua Crialese fa scontrare le nuove norme con il vecchio codice del mare dei pescatori di Stromboli, per il quale un uomo non lo si abbandona mai in mare.
Ma è una dialettica vecchio/nuovo che non aggiunge nulla a Nuovomondo, che a sua volta non aggiungeva nulla a Respiro (che a sua volta aggiungeva poco al cinema italiano in materia ma se non altro aveva il merito di andare a parare altrove).

1 commenti:

Lokki ha detto...

Ho pianto tanto.
Per la civiltà degli "incolti"
Per le leggi dei "civili"
Per la disperazione degli ultimi
Per la violenza dei "buoni"
Per il mare che è amico e nemico e vita e morte insieme
Per la bellezza della natura
e la bruttezza dell'uomo
Per le facce segnate dal sole
Per la musica che chiude il film.

Scene indimenticabili: la contrapposizione nudi/vestiti dei bagnanti vs i carabinieri(addirittura con guanti e mascherine) nella scena in spiaggia, la scena inziale e la scena finale.
sarà che amo il mare, e il mare delle eolie anche un po' di più.

Ps. ammetto che mi manca nuovomondo, mentre respiro ce l'ho.