24.5.10

Zio Boonme che vedeva le sue vite passate (Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives, 2010)
di Apichatpong Weerasethakul

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FESTIVAL DI CANNES 2010
CONCORSO

Il vincitore della Palma d'Oro di quest'anno è senz'altro il film più dilatato, difficile, ermetico e simbolico visto passare nel non già esaltante concorso.
Nel raccontare un universo in cui l'animismo ha la stessa concretezza della realtà materiale e in cui fisico e metafisico non hanno eccessive distinzioni, Apichatpong procede per immagini come si conviene in questi casi e non certo attraverso un filo logico. In un cinema in cui ogni elemento inquadrato ha la medesima importanza e in cui il regista non insegue di certo i personaggi ma sta più attento a comporre le immagini in modo che animali, piante, cibo, uomini ed esseri condividano un medesimo spazio, la storia di un uomo che vede le sue vite passate poteva essere uno spunto veramente interessante.

Quello che accade è però che lo stile compassato, dilatato e molto molto tranquillo della pellicola, si abbatte come una scure sulla sua comprensibilità. Il viaggio di Zio Boonme verso la morte e contemporaneamente verso altre vite non ha i contorni esaltati di un trip metafisico ma quelli concreti di una vita che si spegne e le poche impennate convincenti (la favola del pescegatto, l'abbraccio sul letto, il fantasma che arriva e che poi veglia o il figlio scimmia) si perdono in un mare di dialoghi che girano intorno alle situazioni e rumori d'ambiente.
Le intuizioni, quelle si, paiono straordinarie, le loro attualizzazioni ben meno.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

ma è meritevole?

gparker ha detto...

insomma.... dipende se sei amante del genere metafisico, lento e rarefatto

Christian ha detto...

Visto ieri. Per me è fuffa.

gparker ha detto...

fuffa secondo me è esagerato
non è un diplomando di scuola di cinema che si crede lynch e confeziona un'opera che vuole essere e non è.
A me sembra più che altro un film dalla sensibilità eccessivamente ricercata che pretende troppo dallo spettatore a fronte di quello che è disposto a dare. Ma non fuffa, perchè è realizzato con grande abilità.

Infine non aderisco alla corrente di pensiero riassumibile con "questi ci prendono per il culo".

Christian ha detto...

Non so, io ci ho trovato ben poco di interessante, e non ho visto nemmeno questa grande abilità tecnica (non mi dire che regia o fotografia erano interessanti). E la contaminazione di stili e toni (dal realistico-concreto all'onirico-irreale) mi è da sempre indigesta, anche da parte di autori ben più quotati.
Che mi significano i fermo immagine con i soldati e l'uomo in costume da wookie nero? O l'interminabile sequenza finale con il monaco che fa la doccia e poi si "sdoppia"?
Sono disposto ad accettare un'atmosfera sospesa e "magica" se in cambio ricevo la sensazione che un significato, per quanto elusivo, ci sia. Ma non è questo il caso.

gparker ha detto...

Fermo restando che nemmeno a me il film è piaciuto e che quindi molte delle tue perplessità sul non ricevere quel tanto che giustifica l'atmosfera sospesa e le assurdità, io dico però che il film è dotato di una sua coerenza interna, che ha dei momenti interessanti, che il racconto (per flebile che sia) è organizzato in maniera interessante e via dicendo. Tutte quelle cose che a me fanno dire "il film non mi è piaciuto ma lui non è un cretino, anzi".