27.3.11

Frozen (id., 2010)
di Adam Green

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Fare un film dell'orrore, o di tensione, in stile sundance, cioè in stile indipendente, con quell'attenzione al dialogo e all'intimismo che solitamente caratterizza quel tipo di pellicole. Scelta audace, quasi da anni '70, che però non paga, almeno non per Adam Green.
Succede che tre ragazzi rimangono bloccati su una seggiovia per il più classico dei disguidi alla chiusura degli impianti. Pensano che non ci sia più nessuno e levano la corrente, loro invece sono là e ci rimarranno per 8 giorni se non fanno qualcosa. Anche perchè 8 giorni e 8 notti a quelle temperature non le passano.

Ecco quindi l'espediente perfetto per un film di dialoghi, 3 personaggi bloccati in una situazione di tensione che fa emergere le loro reciproche spigolosità, i sentimenti e le reazioni estreme. In più la tensione di un film che non teme di mostrare sangue, orrore e tensione come il suo genere impone.
Oltre ai molti dialoghi anche alcune impennate violente. C'è chi prova a buttarsi giù, chi tenta di scalare i cavi e poi il freddo che attacca la pelle all'acciaio e via dicendo. Tentare di sopravvivere non sarà facile.

Eppure in mezzo a tanto dialogo si perdono i corpi. Il film non riesce ad essere uno di quei film in cui la negazione dell'orrore lo suggerisce, l'assenza della paura ne conferma la presenza annunciandola. Nè riesce ad essere (ma del resto non lo voleva) un film di corpo e, sangue, ossa e devastazione, lo è solo occasionalmente nelle suddette impennate. Che di certo non bastano.
Quindi nè carne nè pesce, esperimento fallito e tutti a casa.

8 commenti:

Fabio ha detto...

La zia di Piera Detassis è rimasta bloccata una notte intera in funivia.

gparker ha detto...

e so' notizie.
ma che l'ha detto lei recensendo il film? e soprattutto la zia ha tentato di fuggire arrampicandosi sui cavi?

Fabio ha detto...

Era una prova per te. L'ha detto a Cinematografo: le primizie che riserva questo programma...

Comunque questo è il principale motivo per cui il film le è piaciuto. Perché lei conosce quella paura (!).

gparker ha detto...

geniale

Compatto ha detto...

che stronzata micidiale, veramente insulso e ti dico una cosa, già sapevo chi e come rimaneva in vita, almeno stupiscimi un pò.

gparker ha detto...

lo sapevo che era roba tua. L'ho visto fin dalla locandina che sembrava Vertical Limit-style....

Massimo ha detto...

ATTENZIONE SPOILER (se mai fregasse a qualcuno).

caro Gabriele, mi chiedo come tu possa non aver STRONCATO in maniera molto più netta questa pellicola.
Non mi aspettavo nulla di eccezionale, ma un film non può reggersi sulla stupidità dei protagonisti.
Questi 3 soggetti sembrano la stupida, il belloccio e il nerd usciti da un film di Venerdì 13 e rimasti bloccati su una seggiovia.
Se hanno delle opzioni, per quante possano essere, scelgono sempre quella più lontana dalla logica.
I dialoghi si muovono dal patetico, che non desta alcun interesse, al trash più spinto, fatto di doppi sensi ridicoli che cozzano fortemente con la tensione della scena (nel momento in cui il primo si butta dalla seggiovia e rimane lì steso con le gambe a "dieci e dieci").
Insomma l'implausibilità è totale e mi sembra che si cerchi di generare paura di una situazione reale con personaggi irreali, tipici degli slasher movies.

Ma l'unica paura che genera questo film, è quella del dolore fisico. La scena, assolutamente demenziale, del ragazzo con le gambe spaccate che cerca di raggiungere il fazzoletto, piegandosi sulle sue gambe che in quel momento ricordano il miglior Joan Mirò, provoca un misto di ilarità e disgusto (anche grazie al comparto audio da videogame splatter) con rari precedenti.
L'implausibilità è totale, un uomo con le gambe sfracellate che dovrebbe soffrire le pene dell'inferno, agisce come se fosse semplicemente paralizzato, mentre dall'alto i compagni fanno commenti da teen movie.

Per chiudere, forse è solo una questione di gusti personali, ma per quanto mi riguarda un film horror ha senso se i protagonisti si ingegnano costantemente in un testa a testa con gli eventi negativi, con una difficoltà via via crescente nel fronteggiarli. Nel momento in cui sono gli stessi protagonisti ad essere causa del proprio male, non so proprio di cosa dovrei spaventarmi (se non dell'intelligenza umana).

Scusa per la lunghezza.

gparker ha detto...

"Questi 3 soggetti sembrano la stupida, il belloccio e il nerd usciti da un film di Venerdì 13 e rimasti bloccati su una seggiovia". E' esattamente quello che sono e in questo il film è un horror che ha un suo senso. Poi a me non è piaciuto, ma non direi mai che non ha senso perchè non c'è quella che tu definisci "un testa a testa con gli eventi negativi, con una difficoltà via via crescente nel fronteggiarli".
Una grandissima fetta dell'horror (survival-horror, slasher e via dicendo) sono così, sono film in cui i protagonisti vengono squartati e sono idioti, se la vanno a cercare e sono puniti per molte cose diverse, dall'arroganza alla superficialità fino all'edonismo. Per questo Jason o Freddy Kruger sono più famosi e amati delle vittime dei loro film, mentre Jamie Lee Curtis è più amata di Mike Myers.