7.2.11

Gianni e le donne (2011)
di Gianni Di Gregorio

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POSTATO SU
Grande e assolutamente inaspettato era stato il successo di Pranzo di Ferragosto, talmente grande da indurre immediatamente a pensare allo sfruttamento del "format Di Gregorio": un uomo solo, di buona famiglia ma decaduta, che non lavora e ciondola tutto il giorno, incapace di prendere le redini della propria vita e un po' in balia di una madre anziana, il quale nelle sue disavventure fa da specchio alle persone con cui entra in contatto.
Se però Pranzo di Ferragosto, più che su una scrittura vivace giocava parte del suo fascino su una lavorazione figlia degli anni di collaborazione di Di Gregorio con Matteo Garrone, lo stesso non si può dire di questo seguito.

Entrambi i film recitano "diretto da Gianni di Gregorio", ma così non sembra. Se infatti Pranzo di Ferragosto era molto libero nello stile, attaccato ai personaggi e frutto di ampie sessioni di improvvisazione, Gianni e le donne è un film molto più scritto. Là dove il primo proponeva un mood e un modo d'essere al centro della propria trama, questo presenta una "ricerca" affettivo/sessuale che è già il centro di molta commedia italiana (con l'aggravante in questo caso di proporre il classico anziano a caccia di carne fresca). Infine là dove in Pranzo di Ferragosto era lo sguardo del regista sulle anziane signore a costituire la parte più intrigante (sia o meno la cosa evidente allo spettatore), qui tutto ciò è totalmente assente e anzi la macchina da presa sembra muoversi senza un punto di vista particolare, ciondolando come il protagonista.

A rimanere inalterata è la dinamica attraverso la quale sono gestiti i rapporti di Gianni, ovvero un protagonista (per l'appunto Di Gregorio) privo di qualità e di una personalità forte che passando da una situazione all'altra, di volta in volta fa da specchio per gli altri personaggi, i quali interagendo con lui si definiscono. Gli altri personaggi, lo si capisce dal titolo, sono per lo più le donne della sua vita, dall'immancabile madre (sempre Valeria de Franciscis) all'ex-moglie fino ad ex e possibili spasimanti.
Eppure in chiusura l'unico spiraglio di divertimento e di interesse lo regala un personaggio maschile: il ragazzo della figlia di Gianni. Senza arte nè parte, senza una casa, perennemente a ricasco della famiglia della ragazza e totalmente incapace di prendere le redini della propria vita. Un Gianni in divenire che con lui stringe un legame prettamente virile di mutua (e muta) solidarietà di genere.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Pensavo meglio visto il primo film. Se riesco vado a vederlo...ammesso che lo distribuiscano dalle mie parti.

Ale55andra