3.9.09

Barking Water (id.)
di Sterling Harjo

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GIORNATE DEGLI AUTORI
FESTIVAL DI VENEZIA

Due indiani d'america viaggiano attraverso gli Stati Uniti. Uomo e donna, anziani, lui morente, lei la donna della sua vita con cui ci sono stati amori e litigate folli. Vanno dai figli che lui rinnegò per trovare pace prima della morte. Nel viaggio incontrano varia umanità.
Una noia sconfinata. Mille parole, un profluvio di verbosità e di paesaggi al tramonto per un'idea di cinema da università, chi cerca di essere profondo ed evocativo utilizzando stili e mosse che ha visto fare agli altri.
Barking Water mostra una serie di luoghi comuni per scardinarli, mostra le dinamiche da road movie (spostamenti, incontri e una logica di maturazione per esperienza) cercando di negarle, alle volte anche di sorprendere lo spettatore rifiutando il classico approccio manicheo che riduce un personaggio ad una macchietta. Eppure quello che trova sono silenzi inespressivi, che come accade puntualmente, diventano noiosi.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Posso capire che le poltroncine della "sala perla 2" fossero scomode.
Posso capire che lei sia venuto alla 66 mostra del cinema senz'alcun entusiasmo.
Ma almeno l'ha visto il film o se l'è fatto raccontare da uno che era in coda con lei prima dell'ingresso ad un'altra proiezione???
Trovo originale il fatto che si sia parlato, per una volta tanto, di una storia d'amore tra due persone anziane.
Al cinema solitamente l'amore è un fatto che riguarda in via esclusiva persone giovani (e belle).
Questo film è riuscito ad essere tenero senza indulgere al frivolo o al compassionevole...
Purtroppo non è stato notato

gparker ha detto...

a parte il fatto che non si sa perchè afferma che sono venuto alla mostra senza entusiasmo. Ad ogni modo il film può essere originale quanto vuole ma se è brutto è brutto. Questo in più è anche noioso.