8.9.11

L'ultimo terrestre (2011)
di Gianalfonso Pacinotti

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CONCORSO
MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2011

C'era attesa intorno al primo film di Gipi, apprezzato fumettista italiano, un po' per il suo statuto inconsueto, un po' per l'argomento scelto, un po' per la produzione (Fandango, che sbagliano leggermente meno degli altri) e infine un po' per la campagna di marketing fatta online che aveva fatto presagire quel che poi è stato.
L'ultimo terrestre è un film solo apparentemente anticonvenzionale, in realtà poggia saldamente i piedi nel più tipico cinema italiano, non che questo sia necessariamente un male, ma cercando di scrollarsi di dosso un'identità se la ritrova di nuovo sopra, solo messa male.

La storia di un uomo anonimo, triste e traumatizzato da qualcosa, tanto che subisce passivamente tutto nella sua amara vita, passa attraverso diversi colpi di scena proprio quando gli alieni stanno per sbarcare sulla Terra. 
Gli alieni non sono il centro del film, sono lo scenario, sono come le case popolari con piscina e non assegnate, come i predicatori-santoni vestiti da manager o ancora i colleghi spietati del protagonista, sono un elemento perturbatore che serve a far emergere una cosa che a Gipi preme molto, l'Italia di questi anni. L'argomento è abusato e non è che si veda nulla di nuovo ma qualche idea e qualche contenuto indubbiamente è azzeccato. Si vede che Gipi è conscio dell'esigenza di alcune cose di non essere dette con le parole ma con le immagini, le situazioni o i contesti, questo però non fa di lui un regista e la deficienza emerge nelle fase drammaturgiche più complesse, dove non tutto scorre come dovrebbe e si ha l'impressione che manchino sempre pochi centimetri alla meta emotiva.

Il lato su cui il film cede terreno per davvero però è quello del personaggio principale e del suo viaggio che è verso l'amore da una parte, verso un tradimento dall'altra e verso una scoperta imprevista e liberatoria da un'altra ancora. Qui alla lunga emergono tutti i temi più italici. Il rapporto con la famiglia di provenienza, la lotta dell'outsider in un mondo di conformati, l'intelligenza dell'apparentemente scemo in un mondo di furbi autodefiniti e via dicendo.
Un umorismo azzeccato e forte, unito a qualche momento sinceramente spiazzante (quello del mancato soccorso notturno) sono solo episodi, macchie di leopardo in un film dal finale che arriva in media res senza però configurarsi come un vero finale aperto.
L'ultimo terrestre è godibile, è divertente, è carino e ha qualcosina da dire sull'Italia ma non è un film da festival, abusa della sua carineria, si fa schermo del kitsch (i costumi degli alieni) e manca l'appuntamento con la serietà degli intenti.

9 commenti:

vinz ha detto...

tarando la tua rece sul fatto che e' un opera prima, mi pare di capire che e' un film piu' che buono.

gparker ha detto...

AHAHAHAHAHAH!! Forse si....

vinz ha detto...

gli esordi davvero 'fulminanti' sono rarissimi e leggendari...qui al volo mi vengono in mente "i pugni in tasca" e "i 400 colpi".
pensa invece per esempio, a "terra di mezzo" o "rapina a mano armata". ;-)

Gokachu ha detto...

Ma se uno sa fare bellissimi fumetti, perché deve mettersi a fare film? Perché si diverte, forse, ma io non capisco cosa manchi al fumetto come forma d'arte per essere accantonato. I soldi, forse.

vinz ha detto...

L'ho visto stasera....delusione totale.
Pero' Gokachu, non e' che uno deve restare confinato a fare una cosa per sempre. Per fare un controesempio: ho preferito il film "shadow" di Zampaglione a una qualsiasi delle sue apprezzatissime canzoni.
il problema di Gipi e' che...proprio non ha la stoffa per il cinema. E quella mi sa che manco si apprende.

gparker ha detto...

io credo semplicemente che gliel'abbiano chiesto per molto tempo, a lui sia ronzata l'idea e che ad un certo punto si sia deciso pensando di avere 3-4 idee buone. Poi come moltissimi è probabile che pensi che il cinema italiano fa schifo e che cazzo sicuramente un film come il suo, fatto con passione e voglia di originalità (che sicuramente è quel che lo muove anche a fare fumetti) non sarebbe stato brutto.

Insomma io credo ad un misto di arroganza, influenza esterna e convinzione di avere idee, uniti alla totale ignoranza di quei principi del cinema.

Comunque alla fine non è pessimo. Non è da Venezia (e non mi dite che c'era anche Garrel e la comencini, perchè se abbiamo un idea di festival non dobbiamo subordinarla alle stupidaggini che ci finiscono dentro)

vinz ha detto...

No no, pessimo non e'. Alcune idee, personaggi e momenti interessanti appiccicati con l'attack.
Che poi, i primi 10 minuti ci stavo quasi credendo: l'inizio con Ermanna Montanari (che se si bazzica un po' il teatro, si ama) non e' niente male.

Lui ha detto...

Gab, è spiacevole.
l'ho visto ieri sera e per gran parte ero insofferente perchè non vedevo l'ora che passasse alla scena successiva, solo che poi la scena successiva era peggio della precedente. I personaggi non arrivano per nulla, sono dipinti e lontani e "alieni".
Non sono riuscito a farmelo piacere, mentre la fidanzata m'ha detto che per lei il finale riabilita un po' il tutto.
Io di mio avrei voluto che finisse quando lui s'è messo a correre.
invece no.
purtroppo.

Gabriele Niola ha detto...

un film che abbiamo tutti il coraggio di dimenticare