2014/2015

2013/2014

2012/2013

2011/2012

2010/2011

2009/2010

2008/2009

2007/2008

2006/2007

2005/2006

2004/2005

8.9.11

Killer Joe (id., 2011)
di William Friedkin

CONCORSO
MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

C'è un lavoro che Friedkin sa fare meglio di altri e che in Killer Joe emerge con maggiore forza rispetto al passato, ed è quello sui corpi degli attori. Tutti i suoi capolavori sono costellati di personaggi ai quali gli attori danno una fisicità non comune, che non si ritrova nelle loro interpretazioni successive o precedenti. Linda Blair è il caso più eclatante ma anche William Petersen, per non dire Gene Hackman, hanno subito il medesimio trattamento. Ed è attraverso questo lavoro sul movimento e sulla presenza, oltre che ovviamente sulla recitazione, che Friedkin dà corpo e dinamismo ai suoi film.

In Killer Joe la sfida è massima e il risultato alle altezze della folle impresa. Prendere un testo teatrale e farlo diventare un film che non sembra teatrale (l'aiuta Tracy Letts, autrice originale, che ha riscritto il film per il cinema), applicare il suo modo di procedere e il suo stile ad una scrittura che guarda a Tarantino e stimola uno svolgimento della storia che ricorda le clamorose avventure nel caos insensato del mondo che dipingono i Coen, e infine fare tutto questo a partire da un personaggio spaventoso, cattivo e contemporaneamente grottesco, affidato a Matthew McCounaghey.

Proprio la spiazzante scelta di un attore il cui volto e il cui fisico sono notoriamente associati a tutt'altra tipologia di cinema, di ruoli e di serietà, è la cifra su cui si misura il successo e la spiazzante riuscita di un film che gode anche di altri fantastici interpreti (Emile Hirsch e Thomas Haden Church per dirne solo due) ma che in ultima analisi è su quel fisico palestrato, pulito, ordinato e falsamente rassicurante che poggia il suo senso.
L'avventura tarantiniana di Friedkin diventa subito personale e lascia la matrice d'ispirazione solo in superficie, perchè il regista cerca di utilizzare quello che di fatto è un sottogenere del noir, per trascinare lo spettatore nel medesimo abisso di sorpresa, deragliamento e paura (carnale e viscerale) che provano i protagonisti, sorpresi da Killer Joe tanto quanto noi lo siamo dal suo interprete Matthew McCounaghey.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Altro regista che sorprende quest'anno a Venezia. Sono curiosissima anche di questo film ovviamente, così come di quelli di Cronenberg, To e Polanski.

Ale55andra


ALP ha detto...

allora qui non c'è rischio di teatro filmato...menomale perchè la pièce, vista a roma con Francesco Montanari protagonista, gia di suo non erA GRANCHè


gparker ha detto...

no no, anzi io ho saputo dopo che veniva dal teatro, vedendolo non lo diresti


Creative Commons License
...ma sono vivo e non ho più paura! by Gabriele Niola is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported License.