10.9.09

Soul Kitchen (id, 2009)
di Fatih Akin

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CONCORSO
FESTIVAL DI VENEZIA 2009

Uno dei luoghi comuni più triti della critica è quello che definisce una città "protagonista di un film", nel caso di Soul Kitchen però Amburgo è uno scenario decisamente determinante e sebbene non sia certo la protagonista del film è comunque un elemento fortissimo che supera il valore estetico che solitamente si dà alle città (vedi l'uso insistito di New York nelle commedie americane) per arrivare ad un livello emozionale (vedi l'uso unico che fa di New York Woody Allen).

Akin passa alla commedia e realizza un film che riassume il suo stile e la sua poetica tramutandola in una forma per lui inedita. Così la storia non riguarda i soliti turco-tedeschi ma dei greci ormai tedeschi da qualche generazione che si muovono continuamente attraverso Amburgo frequentando locali, girando per strada e interagendo in posti caratteristici non certo a livello turistico quanto a livello sentimentale.

Soul Kitchen è divertentissimo e con rara intelligenza, colpisce alla testa e poi alla pancia (ma anche viceversa) nel raccontare la storia di due fratelli deficienti come tutti i protagonisti di commedia i quali si battono per i loro amori. Amori verso altre persone, amori per la musica (il film ne è pieno) e per le proprie cose (che è ciò che si trasla anche nell'amore per la città ,benchè nessuno lo sottolinei mai).

Con un ritmo indiavolato e una grandissima comprensione dei meccanismi classici della commedia, come la caratterizzazione di un personaggio principale attraverso una deficienza o un handicap che in questo caso è un'ernia che lo fa deambulare a fatica, Soul Kitchen si diverte con il suo spettatore a raccontare una storia di disperati ma in fondo buoni che vincono sui cattivi. Eppure non c'è manicheismo nè banalità. La raffinatezza di Akin rende tutto leggero e mai insistito, lasciando che l'impellenza della risata non sia mai una forzatura ma sempre una liberazione.

3 commenti:

Dirk Diggler ha detto...

Divertentissima!!!!!

el señor dionigi ha detto...

Era il primo suo film che vedevo e sono rimasto a bocca aperto, un uso straordinario dei posti, delle facce, dei cognomi, dei ponti, della musica! Un film così fico che anche tutti i difetti si fanno perdonare, hanno un loro perchè.

gparker ha detto...

E' i film come dovrebbero essere.
Se vedi La Sposa Turca impazzisci perchè non sembra possibile ma è meglio.