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4.1.10

Che cos'è stato il cinema 2000-2009

L'intento è cercare di capire, per usare un'espressione abusata, cosa resterà di questi anni, quindi non si tratta tanto di trovare il "film migliore" (qualsiasi cosa significhi quest'espressione) quanto di cercare di cominciare a farsi un'idea del posto e del ruolo che potranno avere gli anni '00 e i loro film nel più grande disegno dell'evoluzione del cinema, non è facile e forse impossibile farlo oggi ma ci si comincia a provare. Per questo vi chiedo, se vi va, di integrare, rispondere, commentare, trackbackare e via dicendo con il vostro contributo anche perchè io qui dò una visione parziale relativa alla mia idea di cinema e quello che mi sembra sia successo. Ci sono autori che non calcolo nemmeno (Bekmambetov) perchè assolutamente inutili ai fini della storia del cinema secondo me ma che so che altri calcolerebbero. L'unico criterio che mi sembra ragionevole per tutti rispettare è quello di parlare di personalità emerse in questi anni e in questo rappresentativi del nuovo, alla ricerca dello specifico del decennio. Anche a me piace Eastwood ma non è un uomo degli anni '00, lo stesso vale per Tarantino o i Coen e sebbene abbiano realizzato opere importanti e influenti nello spirito del decennio lascerei il loro lavoro ad un altro tipo di ragionamento. Non stiamo a fare i pignoli sugli anni chiaramente (il 1999 può comunque valere).

Lo dico subito, io non sono riuscito a trovare qualcosa di realmente identificativo di cosa sia stato il decennio cinematografico, non ho cioè trovato un Pulp Fiction, un Blade Runner o un Decalogo di questi anni. Molti buoni film, questo sì, ma nulla di chiaro. Forse non sono stato capace, forse non si può capire ora o forse non c'è stato. Anche perchè la maggior parte delle cose interessanti sono venute da personalità già attive negli anni '90, figlie di quel tipo di ambiente, cultura e via dicendo e dunque non le ho considerate.
Penso di poter dire senza timore di andare contro nessuno che si è trattato di un decennio di non facile decifrazione, privo di tendenze chiare o meglio privo di tendenze grosse, uniformi e chiaramente identificabili, quelli che in sostanza si chiamavano "movimenti" e che oggi, per fortuna, non hanno più ragione di meritare un nome (per citare Muller a proposito del superamento dei vincoli culturali nazionali "perchè i film oggi sembrano essere in relazione tra loro come le onde del mare"). Dunque ho proceduto schematizzando per nazioni unicamente per mia deformazione tassonomica inoltre per comodità di tutti le ho evidenziate in grassetto (IL GRASSETTO IN QUESTO BLOG!!!). A voi.

29 commenti:

frankie666 ha detto...

Bel post, mi piace molto.

In effetti non ho nulla da ribadire, forse ti chiedo se la citta incantata non andrebbe considerata anche come cinema asiatico...

Per i miei gusti, ho visto in questi anni sparire sempre di piu il cinema di azione. In cui le dinamiche degli anni ottanta novanta, prese palesemente dal western, sono andate sempre di piu sparire, a favore di un azione folle e continua figlia probabilmente del cinema asiatico.

Un altro cinema che a mio modo di vedere e sparito e il cinema di fantascienza. Non avendo amato ne I Figli Degli Uomini (non e fantascienza) ne District 9 (non e niente di che), che tu giustamente citi come i migliori esponenti del genere, non ho avuto particolari emozioni. In questi anni anche la fantascienza e diventata vittima degli effetti speciali secondo me (e vedrete Avatar).

Non posso non citare neanche l'horror, di cui da anni non vedo un film come dio comanda (Carpenter giraci un film cazzo!)

Un genere che invece e fiorito e il noir. Ho visto film bellissimi e originalissimi. Su due piedi penso a Non E Un Paese Per Vecchi fra gli americani, La trilogia della vendetta (ma di Thirst si sa nulla???) di Park Chan Wook per gli asiatici. E anche qualcosina di Europeo se mi concentro bene la trovo....


Anonimo ha detto...

Bel post, bella riflessione, indubbiamente difficile. Mi trovo d'accordo con quasi tutto: belli l'imbalsamatore, i figli degli uomini, lasciami entrare, la città incantata (meno con lontano dal paradiso)...certo sembra impossibile non poter trovare di meglio, di più significativo, ma mi fido della tua attenta riflessione sui film/autori/registi emersi negli ultimi 10 anni.

Posso solo suggerire che la mia impressione è che il "nuovo" possa venire dall'oriente: il cinema asiatico è straordinario, brilla per coraggio, tecnica, audacia e ama rischiare, ultimamente ho visto Suicide Club un film del 2002 di Sion Sono: una cosa pazzesca. Lui però non può rientrare nella nostra riflessione in quanto già lavorava durante gli anni 90.

Valerio


Lakehurst ha detto...

Beh, mi viene in mente anche a me l'horror che mi sembra si sia di nuovo modificato; grazie Saw l'engmista è stato estremizzato lo splatter e si è creato quello che ritengo un nuovo genere, quello definito come torture movie o torture porn, che credo abbia la sua importanza oggigiorno visto che ormai ha contagiato definitivamente 'horror esi espande sempre di più al di fuori del genere; e poi ci sarebbe Rob Zombie, che è forse i regista horror migliore e più originale da almeno 20 anni, certo che da solo non fa una corrente.

Per gli altri beh io considererei degli anni zero pure PT anderson anche se ha prodotto di più nei 90, e certamente ci metterei dentro i Wachoski, che a me personalmente non piacciono ma che hanno realizzato matrix (vabbè, 1999) che (oltre all'essere un buon film e ad aver portato in occidente, miscelato e creato tecniche nuove) è uno dei film che più hanno influenzato il cinema a lui successivo ed è uno dei picchi di riferimento pop (assieme a Kill Bill).


Alfonso ha detto...

Post difficilissimo e nonostante questo riuscito, conciso e esauriente.

Però sono un maledetto pignolo con le cose che mi piacciono, quindi preciso che:
-Nolan con l'Australia non c'entra nulla, è Anglo-americano ma per il cinema ha giustamente cittandinanza a Hollywood. Peraltro, la geometria "empatica" dei suoi intrecci, per la consapevolezza e la maestria con cui è architettata, è a mio avviso meritevole del bollino di originalità e ha comunque dato il suo contributo a ridefinire l'etichetta di noir, piazzando anche l'incasso più alto del decennio (e si è portato dietro una serie di imitazioni decisamente inferiori ma che hanno comunque caratterizzato numericamente il decennio)

-Wes Anderson ha fatto forse la sua cosa migliore con Rushmore, vero, ma l'esordio è in realtà del 96 con Un Colpo da dilettanti, che anticipava parecchie delle tematiche e dei caratteri futuri ma era in effetti poco definito dal punto di vista prettamente stilistico.

Agganciandomi in parte a Valerio:
nel cinema d'azione penso che Neveldine&Taylor con Crank abbiano fatto qualcosa di difficilmente ignorabile se si parla delle innovazioni del decennio, per quanto possa decisamente non piacere. Ma perlomeno hanno preso "l'azione folle e continua" che citi tu e le hanno dato una sistematicità sensata e organica, collezionando spunti dal mondo dei videogiochi(cosa che in futuro peserà sempre di più) e dei videoclip in maniera comunque coerente. Insomma, un cinema d'azione che prende in considerazione pancia e parti molli, ma che a differenza di molte altre cose dell'ambito, è comunque stato filtrato dal cervello.


vinz ha detto...

hanneke?!


gparker ha detto...

Lakehurst: su Rob Zombie ci ho pensato molto ma poi ho ritenuto di non metterlo perchè dopo i due ottimi film d'esordio sembra essersi esaurito, quanto allo splatter mi sembra più una moda che altro.
I Wachowski di Matrix invece forse andavano messi....

Alfonso:
Wes Anderson si è una grossa eccezione perchè ha lavorato tanto nei '90 però alla fine davvero al contrario di PT Anderson mi sembra che il suo sia cinema degli anni '00 più che dei '90. Mentre Nolan per quanto davvero bravo con Il cavaliere oscuro ha solo adattato (e benissimo) Mann ad un contesto diverso, proseguendo quel discorso.
Neveldine&Taylor come anche Plaza&Balaguerò sono interessanti ma non ancora una realtà, stanno facendo cose che forse saranno importanti ma forse anche no.

vinz: Haneke è poprio anni '90!


Mariolone ha detto...

Bellissimo l'imbalsamatore.....pensavo di averlo visto solo io


gparker ha detto...

beh matteo garrone già all'epoca si era fatto notare. Il film andò a Cannes.


Christian ha detto...

Complessivamente d'accordo. Anche per me l'animazione (e in questa categoria ci metto, in un certo senso, anche la trilogia del "Signore degli Anelli") è stata la vera protagonista del decennio appena trascorso. Forse come simbolo avrei scelto un film Pixar, però. Fra i giapponesi, meriterebbe una menzione anche il geniale Satoshi Kon.

Purtroppo hai ragione anche sul declino del cinema asiatico (sono meno entusiasta di te della Corea, che ha danzato per poche stagioni), mentre mi fanno piacere le tue citazioni per Fatih Akin e Jacques Audiard (fra gli europei che hanno brillato in questi dieci anni menzionerei anche Haneke, Ozon, Bilge Ceylan, Sokurov, Kechiche, Mungiu)

Pollice verso, invece, per il cinema americano, ai suoi livelli peggiori di sempre. E dire che dieci anni fa pensavo che peggio degli anni novanta non si potesse fare. Un anno qualsiasi del periodo 1930-1950 vale per me più degli ultimi dieci anni messi insieme!


vinz ha detto...

beh, haneke negli anni novanta di notevole ha fatto funny games...tutti gli altri pezzi da novanta sono pieni anni 0.
ma non solo: anche senza esser troppo pignoli sugli anni, io trovo che il suo cinema incarni assai bene questo decennio trascorso.


Thomas Morton ha detto...

non ho proprio letto tutto, ho fatto lettura veloce, ecco. però anch'io volevo lamentarmi per Haneke.


goliardico ha detto...

Bè, così a memoria sono spuntati bravi registi italiano (Sorrentino e Garrone). Film eccellente di regista alla prima prova, così al volo, è "Il ritorno" di Zvyagintsev (mymovies helped per il nome impronunciabile).


gparker ha detto...

capisco che Haneke è diventato quello di oggi negli anni 2000 ma è uno che ha cominciato negli anni '80, manco nei '90! e mi sembra che il suo cinema sia molto poco rappresentativo degli ultimi anni, molto poco nuovo e anzi quasi anni '70.

Ceylan invece mi accorgo ora di averlo trascurato e farò un update.

Kechiche lo conosco poco (solo Cous Cous) e me la sono sentita.

Sul cinema italiano poi non concordo, davvero abbiamo fatto poco. Si Garrone e Sorrentino ma poi al massimo c'è stato buon cinema vecchio stampo. E mi azzarderei a dire che per quanto piaccia anche a me, Sorrentino non è nulla di così innovativo.


Occa ha detto...

io nel cinema italiano inserirei La sconosciuta di Tornatore, non ricordo di ke anno e' ma sicuramente rientra nel decennio. E' un noir doc con interpreti d'eccezione e un gran colpo d scena finale. cosa si puo' kiedere di piu'?


gparker ha detto...

Vero, anche a me era piaciuto molto, però Tornatore è tutto tranne che nuovo. E' come Virzì, anche lui bei film ma non roba nuova


Laura ha detto...

o sei misogino, o detesti Sofia Coppola.Tanta competenza, emanco la citi?pazzesco


gparker ha detto...

Mah... Sofia Coppola non mi ha mai convinto. I suoi film sono carini e Lost in Translation ha davvero dei bei momenti, ma nulla di più. Pur volendo dire che quello è un filmone si tratta pur sempre di uno su tre.


Laura ha detto...

mah...'Le vergini suicide' acerbo e interessante, 'Lost in translation'grande, 'Marie Antoinette'imperfetto enon completamente riuscito ma grandioso.


gparker ha detto...

mmmmh... Su "grandioso" e "interessante" non concordo


Anonimo ha detto...

su Haneke che mi dici?

markovic


geimsbond ha detto...

e i cambiamenti nel porno?


Mariolone ha detto...

Questo meriterebbe un attentissima riflessione


gparker ha detto...

Di Haneke già avevo detto che secondo me è roba da anni '90

Mentre sul porno c'è da dire che già negli anni '80 ha smesso di far parte del cinema, con la progressiva chiusura delle sale a luci rosse e il passaggio del supporto dalla pellicola al video. Il digitale negli anni '90 ha completato il percorso e poi negli ultimissimi anni c'è stato l'emergere dell'amatoriale.
Con l'aumentare della connettività a banda larga, la pirateria e infine siti come Youpron, il porno professionale sta cadendo sotto i colpi di quello amatoriale, fatto in poco, tagliato già in piccoli segmenti rapidi e privo di tutte quelle caratteristiche che lo rendono film (rapporto tra le immagini, applicazione di un linguaggio, velleità comunicative che vadano al di là di "mostrare").


geimsbond ha detto...

bravo così questo post acquista tutto un altro spessore....cmq aggiungo che rocco pare stia preparando il suo ritorno....fonte tgcom...che è completo come studio aperto...


alp ha detto...

La tua analisi generale la sottoscrivo interamente, precisa e lucida. E' vero che non si intravedono una linea, una tendenza, al contrario di quanto avvenne nei decenni passati. Sarà forse chea è la contemporanneità ad essere particolarmente smarrita e indecifrabile, ma tant'è. Lo è anche in altri campi e in altre forme d'arte, ma particolarmente nel cinema.
Posso non condividere del tutto quando passi ad esaminare le cinematografie, per esempio trovo quella francese piatta come quella inglese( un Audiard non fa primavera, Dumont e Zonta sembrano scomparsi ).Vero che anche il meglio viene sempre dagli autori che sono esplosi negli anni tardi 80 e 90, ma è vero anche che alcuni di loro sembrano in declino.La cinematografia iraniana , cinese (e anche quella coreana che sembrava fare sfracelli) non ci dànno più le cose preziose di qualche anno fa.
Non sono d'accordo sull'importanza di un film come Lontano dal paradiso, mentre tra i nostrani metterei al pari di Garrone i primi due Sorrentino.
Forse qualche segnale buono vien fuori proprio dal vituperato cinema italiano nel senso che mi sembra ci sia un'oncia in più di fantasia di coraggio, aldilà dei risultati...Mi sembra ci sia un ritorno al cinema di genere e mi pare che almeno tecnicamente alcuni giovani siano dotati. Il parco attori,poi, contrariamente ai terribili anni 80-90, mi sembra di ottimo livello e il cinema minimalista e intellettualoide tipo Piccioni è sempre più raro grazie a dio.
Bravo e buon anno


vinz ha detto...

beh gparker..il discorso che fai su Haneke (su cui non concordo, io lo trovo di un nuovo scintillante) si puo' riprodurre, in maniera piu' vistosa e potente, per Miyazaki. non riesco a considerarlo proprio anni 0. ma neanche anni 90! rimane il vecchio artigiano assai poco toccato da quello che e' successo nel mondo dell'animazione negli ultimi anni.
E' la distribuzione dei suoi film che e' cambiata vistosamente, ma qui non parliamo di meccanismi commerciali, ma di autori.


gparker ha detto...

vinz: E' verissimo. Quel La Città Incantata buttato lì è proprio una mia debolezza e il tuo discorso è inappuntabile. L'industria dell'animazione è stata la cosa più importante per la piega che ha preso e quello che ha stimolato e sta stimolando, poi le cose migliori le ha fatte la pixar che viene dai '90. Ma io non ce la facevo a non scrivere La Città Incantata.....

alp: guarda a me Sorrentino piace molto davvero, tuttavia trovo che solo Garrone faccia qualcosa di diverso e nuovo. Sorrentino al massimo è diverso e nuovo per il nostro piccolo panorama italico.
Sulla francese io dico che sono vivaci dal punto di vista della varietà e quantità. Fanno tanto e in linea di massima bene. Poi Audiard è un fenomeno extra-francese come Garrone è extra-italiano, non sembra venire da nessun cinema in particolare.


Mariolone ha detto...

Rocco never dies......Cmq sulla chiusura delle sale vorrei segnalare la controtendenza della simpatica sala a luci rosse a due passi da casa mia L'Ambassador (o Admiral, cmq qualcosa di altisonante)che l'altro giorno aveva la fila fuori....


vinz ha detto...

ok gparker, quando si parla de "la citta' incantata" ogni debolezza e' tollerata e apprezzata! (io apprezzerei e tollerei altrettanto una debolezza su "il nastro bianco"..)
a questo punto non posso resistere dal fare lo sborone per dire che dovrei andare a Tokio a lavorare a studio ghibli per una settimanaaaa! scusate e' piu' forte di me dovevo dirlo. :-)


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