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20.3.09

Teza (id., 2009)
di Haile Gerima

POSTATO SU
Di Teza si fece un gran parlare all'epoca di Venezia, qualcuno addirittura si macchiò di lesa maestà chiamandolo "l'Heimat etiope". Probabilmente qualcuno che non ha mai visto la saga-capolavoro tedesca o qualcuno che non ha remore morali nel dire certe cose.
Teza, è superfluo dirlo ma qualcuno lo deve fare, non ha nulla a che vedere con Heimat nè vuole averlo. E' solo un film che cerca di leggere la contemporaneità del proprio paese confrontandola con la storia recente (anni '70).

Gerima racconta le traversie del suo popolo e dei governi, delle rivoluzioni e delle lotte per la conquista della libertà, delle illusioni e del loro crollo con una certa sfiducia verso i cambiamenti. Se le parti ambientate nel passato sono le peggiori per faziosità, semplicismo e didascalismo quelle ambientate nel presente tentano di fare invece un discorso diverso.
Il passato racconta di un mondo che non riesce a trovare la libertà che cerca con la rivoluzione (storia sentita e risentita) mentre il presente racconta del tentativo estremo e disperato di ritrovare almeno una dimensione rurale e tradizionale del proprio popolo. La città contrapposta alla campagna (o savana dato il paese) anche sentimentalmente (rapporti che non decollano nella prima e invece sentimenti solidi ed eterni nella seconda). Eppure poi le cose non sono molto diverse. I pregiudizi sebbene diversi ci sono lo stesso e gli uomini in fondo sono gli stessi.

Sfiduciatissimo Gerima guarda al proprio paese ma anche all'uomo in generale e lo fa lavorando più che altro di montaggio in maniera un po' datata. Ha molte cose da dire e questo sembra vincere sul come dirle, spesso infatti si adagia sul già visto, su uno stile classicissimo senza che però sia una scelta precisa di stile. Mischia reale ed onirico, ciò che vede il protagonista e ciò che pensa, alternando le scene con una certa chiarezza ma senza molto mordente.

Il problema è sostanzialmente la difficoltà a leggere la contemporaneità. Ci sono drammi evidentemente troppo vicini per essere sopiti e il risultato è un film incazzato che invece che restituire la complessità della situazione di un paese ci parla del livore dell'autore. E nemmeno bene.
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