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30.9.05

La saga di Heimat
di Edgar Reitz

Da almeno Luglio (se non Giugno) Ghezzi ha mandato su RaiTre a puntate tutto Heimat. La trasmissione degli espisodi di Heimat e Die Zweite Heimat è finita poche settimane fa ma io l'ho finito di vedere solo ieri.
Heimat in tedesco vuole dire qualcosa di più di "patria", è anche "terra d'orgine e d'appartenenza". Tutta la prima serie (11 episodi) si snoda nell'Hunsrück, regione tedesca terra d'origine dello stesso Reitz, e per la precisione nel paesino di Schabbach, e segue dall'anno 1919 le vicende della famiglia Simon. Si comincia con il ritorno dalla prima guerra mondiale del primo genito e poi si segue tutta la stirpe attraverso le decadi tumultuose, in armonia (ma neanche troppo) con gli eventi della storia tedesca (il sottotitolo è Un Cronaca Tedesca).
Die Zweite Heimat (cioè la seconda patria) in 13 episodi narra del decennio tra il 1960 e il 1970 i n cui il più giovane dei Simon, Herman, lascia la sua terra d'origine e va a vivere a Monaco (il sottotitolo è Cronaca Di Una Giovinezza).
Se il primo Heimat è la descrizione dell'attaccamento alla propria terra nel senso di radici, emozioni, tradizioni e senso d'appartenenza nonostante le traversie (la protagonista è Maria prima moglie di un Simon e poi fiera madre di famiglia), il secondo Heimat è un po' più coplesso e narra della seconda patria, che non è quella che ci viene data, dove nasciamo, ma quella che ci scegliamo per noi (il protagonista è il giovane Hermann, in cerca di qualcosa di diverso e più complesso di quello che gli potesse offrire il borgo natio) e termina con l'insospettabile decisione di Hermann di tornare a Schabbach, la prima heimat.
Tutta la saga è filmata con un alternanza di scene a colori ed in bianco e nero senza una motivazione logica apparente ma sotterranea, con un formalismo ed un'abbondanza di idee (se si calcola che sono in totale 24 film) che non possono non stupire. Ogni personaggio è approfondito, scavato e affrontato con complessità e desiderio di completezza, ogni pulsione, ogni desiderio è sviscerato. E se il filo conduttore della prima parte è la storia quello della seconda è la musica, i tumulti culturali, la ricerca dell'arte e di un significato per la propria vita e la voglia di affermarsi che pervade tutti i personaggi, tesi verso il desiderio di un futuro migliore (istanza tipica degli anni '60).
Devo dire che prima di vedere l'ultimo episodio avevo un parere e dopo l'ultimo un altro. Quell'ultimo film di due ore, completamente delirante, che porta ad un finale sicuramente molto molto affrettato e molto in sospeso, mi ha conquistato oltre ogni limite.
Mi era piaciuta la saga, a tratti noiosa a tratti veramente appassionante, ma quest'ultimo episodio decisamente felliniano mi ha comprato totalmente. Dev'essere successo qualcosa che ha indotto Reitz ha terminare tutto così bruscamente, ma la trovata è bellissima. I deliri di Hermann, la sua deriva mentale ed il ritorno alla prima patria sono folgoranti e commoventi.
Heimat è un capolavoro, oltre ogni ragionevole dubbio. Un capolavoro così forte da riuscire a vincere alcuni episodi lenti, alcuni scivoloni nel patetico ed una terza parte (Heimat 3) francamente trascurabile.








Heimat
Die Zweite Heimat
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