13.1.11

La versione di Barney (Barney's Version, 2010)
di Richard J. Lewis

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POSTATO SU
Prima mettiamoci daccordo su una cosa: quando un libro ha successo per forza se ne fa un film, perchè la curiosità di tutti quei lettori di rivivere la storia che hanno amato attraverso le immagini di altri e i volti di attori famosi si trasforma in un monte biglietti già comprati, a cui vanno sommati tutti quelli di chi non ha letto niente ma ne ha sentito parlare e vuole, in un paio d'ore, avere le basi per finalmente partecipare alle conversazioni sul tema.
Chiarito quindi come un film tratto da un libro di successo sia primariamente un'operazione economica già vinta in partenza che non necessita di grandi sforzi, si può parlare di La versione di Barney.

Non ho letto il romanzo ma è subito intuibile, come per molte riduzioni, che c'è molto di più di quel che si vede sullo schermo. Anche per Barney si ripete infatti il cliché dei libri al cinema, una trasposizione che vuole essere tutto e non è niente, che punta a trasporre l'intero libro senza fare quel lavoro di ingrandimento di soli alcune parti che è tipico del cinema. Il risultato è una trama narrata in fretta e senza enfasi, molte idee accennate e solo alcuni particolari davvero interessanti.

Richard J. Lewis tratta la storia come un biopic, in questo centrando l'elemento che sullo schermo funziona di più: Barney. E' infatti il protagonista ad essere talmente complesso da ergersi sopra la medietà del resto. Sebbene non approfondito come meriterebbe, lo stesso l'impatto immediato di una figura così convenzionale e media (pur nella sua apparente anticonvenzionalità) è superiore a quella di un normale carattere.
Lontano da qualsiasi maschera il Barney di Giamatti non è un personaggio di carta ma vive di dettagli di recitazione, di trucco e di fotografia, è ignobile non solo con le parole ma soprattutto con l'apparenza, ed è un vero uomo con le espressioni prima ancora che con i sentimenti. Tutti gli altri eventi e gli altri personaggi (anche il magnifico padre di Dustin Hoffman) vivono in sua funzione e nelle loro espressioni e nei loro movimenti si intuisce la ricerca non di un'affermazione del personaggio ma della risposta di Barney.
Non sarà un gran film La versione di Barney ma lui, Barney, è un grandissimo personaggio cinematografico.

6 commenti:

Occa ha detto...

ma quanto e' barney paul giamatti? quando lessi il libro barney me lo ero immaginato proprio cosi' con le sembianze d giamatti le sue espressioni quel carattere egocentrico egoista e bastardo. il film mi e' piciuto anke se si basa esclusivamente sull'interpretazione dell'attore. bella la colonna sonora e anke l'ambientazione tra roma new york e los angeles. fantastica la totally unecessary prodactions (ke nn ricordo se fosse anke nel libro). pazzesco il trucco. promosso a pieni voti.

CST ha detto...

Non ho letto il romanzo da cui è tratto. Tuttavia, ritengo che questa pellicola sia totalmente valida.

Cineserialteam

Il Dottor Divago ha detto...

non aver letto la versione di barney è un crimine meritevole di essere duramente punito. Il film ha davvero poco a spartire con il libro e si concentra su alcuni aspetti non dico marginali ma quasi. Basta dire che molto dell'humour ruota sull'indipendentismo della comunità francofona del quebec, avversato dall'anglofono Barney che per estrema contraddizione passa nella boheme parigina, dove entra in contatto con la cultura francese degli anni cinquanta, parte della giovinezza. Nel film questo sottotesto è saltato a piè pari e inspiegabilmente ambientato a Roma. Stessa sorte tocca alla prima moglie, la cui personalità è appena accennata. In conclusione scegliere di concentrarsi su alcuni aspetti anzichè altri è più che legittimo obbligatorio quando si vuol fare una riduzione cinematografica, ma il risultato questa volta è deludente e solo l'immensa interpretazione di Giamatti tiene in vita il film. Ma quanto cazzo è bravo st'attore?

gparker ha detto...

pur non avendo letto il libro è evidente anche a me che il film riduce e sintetizza qualcosa che sintetizzato ha poco senso, e quel poco di buono che c'è si intuisce potrebbe essere sviscerato ancora meglio.
Giamatti è il classico straordinario attore brutto che in quanto tale fa ruoli secondari a valanga fino a che non c'è una stora con protagonista brutto e poi di nuovo ruoli secondari. E' la legge del cinema americano.

Il Dottor Divago ha detto...

Giamatti è un figo pazzesco. E non lo dico perchè la mia ragazza sostiene che ci assomiglio come una goccia d'acqua.
Poi che giri ruoli secondari comincia a essere mica tanto vero. Su due piedi mi vengono in mente sideways e lady water. E le mie fonti americane confermano che negli states è considerato un big.

gparker ha detto...

E' comunque uno che per ogni film da protagonista che fa ne fa 5 da comprimario