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21.2.07

Saturno Contro (2006)
di Ferzan Ozpetek


Ho sempre ritenuto abbastanza sopravvalutato il cinema di Ferzan Ozpetek, specialmente per quanto riguarda Le Fate Ignoranti (di La Finestra Di Fronte avevo addirittura dimenticato l'esistenza), mi sembra sempre che se ne parli molto meglio di quello che sia in realtà...
Metto le mani avanti in questo modo per poter dare ancora più credibilità alle mie parole quando dico che invece, contro ogni previsione, Saturno Contro mi ha molto convinto e stupito.

Sarà perchè sempre di più ci sono tratti almodovaristici nel cinema di Ozpetek e non tanto a livello di trama (sono più che altro i colori, le luci, le musiche, i carrelli lenti da sinistra verso destra...), fatto sta che questo ritratto corale che molto deve anche a Il Grande Freddo, è più che convincente. Ozpetek prende un po' da tanti fronti ma sempre con personalità, non dimenticando di filtrare tutto attraverso il proprio stile.
Certo in più parti il film ricorda temi e idee di Le Fate Ignoranti ma i lati positivi sono molti di più. C'è una sincerità e una capacità di mettere in scena personaggi reali e interazioni convincenti che stupisce, soprattutto considerando la ruffianaggine dell'argomento (un gruppo di amici, i loro affetti, il loro sostegno reciproco e le loro disavventure). Il regista turco riesce a trattare tutto con serietà e cognizione di causa. Gli si perdonano addirittura anche le voci fuori campo un po' invadenti.

La piccola perla è poi la scena della finlandese al telefono fuori dall'ospedale (foto a sinistra), un momento di cinema vero, una sequenza in cui gradualmente l'attenzione passa da quello che si dicono i protagonisti a quello che una ragazza sconosciuta dice al telefono in una lingua che non capiamo. Si intuisce un profondo dramma la cui gravità cresce al crescere del tono della ragazza fino a sfociare nella tragedia e nel pianto. A quel punto l'attenzione è completamente slittata su di lei, anche i protagonisti la guardano e se ne vanno distrutti essi stessi da quella scena. Un modo bellissimo di rendere il senso di tragedia della storia che si sta raccontando attraverso il parallelo con una tragedia ininfluente (a livello di trama) di un personaggio sconosciuto e che non ha alcuna economia nel racconto.
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