31.5.11

Four Lions (id., 2010)
di Christopher Morris

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Fare un film e reggerlo tutto sull'idea che stai facendo qualcosa di scorretto.
Four Lions è una commedia non eccessivamente divertente che utilizza un umorismo di stampo molto televisivo per raccontare la vita di un gruppo di jihadisti da 4 soldi, che hanno capito poco della guerra santa e che pensano solo a farsi saltare in aria.
Ci sono un paio di momenti molto divertenti e non coincidono necessariamente con le parti più scorrette e ce ne sono altri eccessivamente seriosi e ponderati. In nessun caso corrosivo. I jihadisti sono ridicolizzati come esseri umani, non come jihadisti e quel meccanismo non è mai davvero colpito.

Quello che occorre chiedersi però è che succede se un film che si fonda sull'idea di fare qualcosa che sa di proibito e di "non si dovrebbe fare" viene visto con uno sguardo disincantato. A fronte di tutte le persone che leggendo "Scandalo" nei titoli che parlano del film ne rimangono impressionati, esiste anche un'altra categoria di spettatori che non si scandalizzano poi tanto, registrano l'unicità, la particolarità e la libertà del caso ma poi nel vedere il film non sono scossi dalle battute sui suicidi. Ecco quel pubblico rimarrà scontento da un film a tratti noiosetto e mai davvero coinvolgente.

Discorsi sul tema "Ah in Italia non potremmo mai fare una cosa del genere" lasciano il tempo che trovano. Se questi sono i prodotti che escono da un abuso del politicamente scorretto tanto vale non farli. Non ci perdiamo niente. E' più scardinante Checco Zalone.

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