2.4.07

Mr. Bean's Holyday (id., 2007)
di Steve Bendelack

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Se il primo film di Mr. Bean tradiva completamente lo spirito british e fortemente televisivo del personaggio questo secondo film, anche nelle intenzioni degli autori, vuole essere più vicino a quel tipo di dinamiche e di comicità. E ci riesce. Se non fosse che non fa ridere.
O meglio, non fa ridere fino a 15 minuti dal termine. Gli ultimi 15 minuti infatti sono esilaranti, merito del grandissimo Willem Dafoe (che sta vivendo una seconda giovinezza come attore comico) e merito di tutti gli intrecci originati durante il film che alla fine si incastrano nella grande risoluzione finale.
Ma questo certo non riesce a tirare su un film che non solo non è divertente e non è originale (addirittura qualche gag è rubata agli episodi televisivi) ma è anche diretto senza la volontà di mostrare qualcosa di personale.
Eppure le comiche televisive quando saltarono fuori all'improvviso (per noi) all'inizio degli anni '90 (se non sbaglio) furono qualcosa di contemporaneamente fresco, originale e divertente. Cattivo come e peggio dei Simpson, plastico e demenziale come Charlot ma fortemente inglese Mr. Bean era davvero divertente e la scelta di chiudere la serie delle gag televisive non ha fatto che giovare al personaggio. Peccato per le continue riesumazioni cinematografiche.

Per gli amanti di Burton (che cominceranno a fiorire ed estremizzarsi prima e dopo il leone alla carriera) è da sottolineare come sempre di più Mr. Bean sia in realtà Pee Wee Herman di Pee Wee's Big Adventure. Addirittura in Mr. Bean's Holyday c'è anche una scena in bicicletta identica al film di Burton (foto centrale).
Certo a vedere i due film in questione ci si rende conto di cosa vuol dire essere un regista.

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