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17.9.10

Mangia Prega Ama (Eat Pray Love, 2010)
di Ryan Murphy

POSTATO SU
La prima cosa che salta all'occhio vedendo Mangia Prega Ama è come tutti gli elementi del film sembrino convogliare verso l'autoassoluzione mediata dalla stilizzazione.
Nell'adattare l'omonimo libro Ryan Murphy (che di stilizzazione se ne intende avendo scritto e diretto sia Nip & Tuck che Glee) decide di creare intorno al racconto di passione e rinascita della protagonista un universo visivo acquietante e rilassante, come le oleografie. Filtrando il suo ritratto con i controluce di Robert Richardson, utilizzando ampi e ariosi dolly, panoramiche dall'elicottero e inquadrature fisse che sembrano piccoli quadretti dalla mirabile composizione, proietta la protagonista (e i suoi sentimenti) in un universo delicato e calligrafico che ne esalta la banalità. Tutto il contrario delle sue serie televisive.

L'idea sarebbe di mostrare un percorso di elevazione e comprensione di se stessi attraverso la conoscenza di altri luoghi e altri posti. Arrivare ad uno stile di vita e un'accettazione di sè superiori ed equilibrati rifiutando la vita di città come modello sentimentale, per abbracciare invece le filosofie spirituali e materiali considerate esotiche. In questo senso il viaggio gaudente in Italia (una mezz'oretta così densa di stereotipi esasperati da essere quasi veritiera e settare di fatto un nuovo standard in materia), quello mistico in India e infine quello equilibrato e conclusivo a Bali.

Realizzato senza nascondere in nessun momento come il target di riferimento sia assolutamente femminile (nonostante a quest'affermazione Murphy abbia commentato "Che stronzata!", giuro!), Mangia Prega Ama cerca di raccontare il mito del raggiungimento di un equilibrio che sia innanzitutto sentimentale e che passi attraverso l'accettazione di se stessa, allo stesso modo in cui nei romanzetti Harmony si raccontano gli intrecci amorosi, mettendo cioè in scena situazioni già note, in contesti di sicura presa e puntando sull'identificazione (sempre positiva) con la protagonista.
Mangia Prega Ama sembra dire in ogni momento: "Ce la puoi fare anche tu, non è difficile" ma lo fa mostrando una visione idealizzata e americanocentrica della realtà e spacciandola per complessa e sfaccettata.
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