«Tarantino è espressione di una cultura elitaria, relativista e snobistica. E la sua visione influenza anche i suoi giudizi critici, pure quelli verso i film stranieri»Tipo Tepepa, Django, La Mala Ordina e 6 Donne Per L'assassino?
17.9.10
Culture snob
loading..
Post più popolari
-
La Felicità Porta Fortuna è un finto piccolo film di un grande autore, un esperimento ingannevole che ne rivela la grandezza più di altre p...
-
Finalmente sono riuscito a vedere La Marcia Dei Pinguini . A dire il vero poco prima di entrare in sala sono stato assalito dal terrore di v...
-
Super (id., 2011)
di James GunnDi storie di supereroi improvvisati se ne sono viste parecchie negli ultimi anni. Da Zebraman fino a Kick-Ass, l'idea di una persona co... -
POSTATO SU La città di notte non è come la città di giorno, il cinema ce lo racconta da decenni. Da Fuori Orario a Cuba Libre fino a I Gue...
-
PUBBLICATO SU I più grandi imitatori del cinema americano non sono gli indiani di Bollywood (che quelle strutture canonizzate da Hollyw...
-
Tyler Rake è un duro vecchio stampo in un mondo ma soprattutto in un cinema moderni. Un soldato con un passato fatto di tragedie che contin...
-
Si tratta del primo Verhoeven americano per fare il quale il regista olandese si porta dietro quello che all'epoca era il suo attore fe...
-
Babbo Bastardo 2 (Bad Santa 2, 2016)
di Mark WatersAlle volte il casting parla chiaro. Billy Bob Thornton, Kathy Bates e Christina Hendricks, una banda di promesse mai mantenute del divism... -
The Florida Project (id., 2017)
di Sean BakerQUINZAINE DES REALISATEURS FESTIVAL DI CANNES C’è di nuovo un luogo circoscritto dello spazio urbano al centro di un film di Sean Baker... -
Da feticista della sala (cioè quelli che le devono vedere tutte le sale e più sono strane meglio è, più sono assurde meglio è) me ne erano c...
Archivio
Template modificato con il sudore della fronte da Gabriele Niola.







11 commenti:
Le dichiarazioni di dirigismo ministeriale circa i giurati di Venezia è scandalosa.
Non dirlo a me che ero uno di quelli che sosteneva "Ma non è vero che a Venezia devono per forza dare un premio ad un film italiano! Pure che non glielo danno che vuoi che succeda??"
l'elitarietà della cultura dipende dalla capacità di comprensione della stessa. Ogni cosa è analizzata dalle persone in base alle diverse capacità di approfondimento.
L'esempio più banale, è il calcio. Tutti parlano di calcio, e guai a non poterlo fare, ma chi ne ha davvero le capacità? A malapena alcuni giornalisti sportivi.
Insomma se Bondi mette bocca sulle decisioni della giuria di Venezia, o se lo faccio io, è essenzialmente la stessa cosa, l'incompetenza è la medesima.
mi sa che vi è sfuggita la gravità delle dichiarazioni di linguetta bondi.
A sua viscitudine frega nulla del festival, del cinema e pure della topa che ci gira intorno. I suoi obiettivi sono due: infilare qualche iva zanicchi / carfagna nella giuria così da appagare la fame dei servi suoi pari che non hanno trovato spazio alla mangiatoia ministeriale e dall'altro garantire che qualche premio sia gradito a colui che tutto vede e comanda. Sia pure un maledetto comunista (se prodotto dalla medusa è meglio), ma che un premio faccia scattare l'inno nazionale, mandi in visibilio mimunminzolinifede, che si gridi alls'ennesimo miracolo italiano avvenuto nel paese della gioia perenne, che non conosce la crisi e conquista il mondo!
Altrimenti cazzo li caccia a fare i soldi il ministero?
Non per dare ragione al personaggio grottesco che ha emesso questa dichiarazione (non sia mai), però la rivalutazione dei filmacci d'epoca mi sembra un fenomeno tipicamente definibile come "snobistico" ed "elitario". I film che hai citato tu sono meravigliosi, ma la tendenza a rivalutare ossessivamente il cinema di serie B, o C, o Z – con tutti gli eccessi che ne sono seguiti – mi sembra effettivamente figlia di un atteggiamento ultra-snobistico, lo stesso che ha spinto gente come Marco Giusti a incensare le peggiori fetecchie anni settanta/ottanta.
però la rivalutazione dei filmacci d'epoca mi sembra un fenomeno tipicamente definibile come "snobistico" ed "elitario"
In effetti lo volevo dire io.
Ma comunque si tratta di dichiarazioni così generiche che, senza un supplemento di spiegazione, non si capisce bene cosa critichino e dove vogliano andare a parare. Ottengono solo l'effetto di dare il la a chi vuole sfogarsi un po'.
vabbè, ma basta partire da un presupposto: Bondi agisce in malafede, tutto il resto è pura conseguenza.
La storia sulla rivalutazione e'iu complessa di così. Un conto e' Tarantino che e' cresciuto amando quel cinema e che da grande ha scoperto quelli che considera i maestri e che sono i nomi che stimiamo anche noi (Bava, Fulci, Di Leo) un po' come tutti quelli della sua generazione solo con un po' più di passione e conoscenza.
Giusti fa un discorso diverso e più italiano. Anche lui adora e inneggia ai maestri riconsciuti, in più pero fa anche un discorso globale che prescinde della qualità. La sua rivalutazione non e' di quei film ma di quel cinema, cioè di quel modo di produrre. Molti film a costi bassi e ottimizzati, che incassano molto e consentono di fare roba più audace tipo il gattopardo, che girano il mondo e infine e soprattutto, che piacciono. Cioè lui vuole rivalutare e giustamente la storia nascosta, i dimenticati del cinema, quelli che facevano 10 film l'anno, che erano amati e che facevano da cassa per tutto ilresto della produzione autoriale.
A questo modo di vedere le cose io ci sto e molto. Era un cinema complesso sfaccettato e completo, producevamo tutti i generi, facevamo 1000 film e in mezzo c'era alavo Vitali, di leo e Visconti. Tutti resi possibili da una garante aderenza ai gusti dei diversi spettatori.
Penso che neri parenti, come ciro Ippolito siano registi pessimi, senza nessuna qualità, tuttavia aggregati agli altri coevi sono stati un capitolo importantissimo e anche complesso della storia del cinema.
Non c'è dubbio che la storia della rivalutazione sia complessa.
Volevo solo limitarmi a dire che la dichiarazione di Bondi, per quanto superficiale, in mala fede, idiota ecc. ecc., non è campatissima in aria ed è in linea con la concezione “culturale” berlusconiana che vede elitarismo sinistrorso ovunque, pure in un Tarantino che ovviamente ha motivazioni diverse dai critici italiani.
Quel coglione di Massimo Bertarelli (il critico del Giornale) probabilmente direbbe le stesse cose di Bondi, sia pure con un filo di elaborazione in più.
Giusto Bondi. Che vincano i film che piacciono al popolo, quelli italiani, ridanciani, gustosi e pieni di ritmo, tipo Martonee Costanzo!Non queste elitarie, sinistrorse, pesanti mattonate di clown che si prendono a sanguinolente trombettate in faccia!
Il ministro è riuscito a criticare la presidenza di Tarantino per i motivi esattamente opposti a quelli per cui può essere effettivamente criticata. A suo modo un genio.
Alfonso
si è stato applicato il tipico discorso contro le elite senza controllare verso chi lo si stesse lanciando.
Posta un commento