14.1.11

Immaturi (2011)
di Paolo Genovese

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POSTATO SU
C'è modo e modo di cavalcare il fascino del nostalgico al cinema.
Ottenere la facile adesione di una generazione, di un gruppo sociale e di una categoria umana (al pari di altre che possono identificarsi) è un obiettivo succulento che la nostalgia può aiutare a raggiungere con poco e in fretta. Per questo è un espediente amato dal pubblico e pregiudizialmente odiato dagli snob, che al facile prediligono sempre il difficile. Ma c'è un limite a tutto.

Immaturi è un film che aggredisce la nostalgia con la medesima violenza con cui i film di Natale aggrediscono l'umorismo gretto. Tutto è in funzione di essa e ogni momento ne prepara uno di poco seguente in cui una musica struggente e alcune immagini al rallentatore, aiutate da una voce fuoricampo che vuol essere suadente, ricordano i bei tempi andati. Altro davvero non c'è. Espone una filosofia da spot pubblicitario a basso costo allungata a film senza curarsi dello svolgimento drammaturgico di una trama.

E dire che la storia è anche interessante e carina. Un gruppo di quasi 40enni a loro modo (non) inseriti nel mondo lavorativo-sentimentale ricevono un avviso dal Ministero della Pubblica Istruzione che li obbliga a rifare l'esame di maturità. E' stato scoperto un illecito che invalida la prova sostenuta all'epoca e tutta quella generazione dovrà tornare sui libri se rivuole il diploma. L'esigenza di rimettere mano a quegli studi porterà con sè anche il ritorno ad uno stile di vita, sentimenti, idee e pulsioni adolescenziali in realtà mai sopite.

Questa trama a metà tra il fantastico e il nostalgico poteva anche regalare delle perle ma Paolo Genovese (che oltre a dirigere è anche soggettista e sceneggiatore unico), confeziona un racconto che va in cerca d'altro, fatto di immediate banalità e facili ruffianerie, oltre ogni umana sopportazione. E il peggio è che in quanto ruffianeria il pubblico gradirà.
Scene slegate, clamorosi buchi di trama, personaggi implausibili dalle reazioni assurde e una recitazione pessima (anche da parte di attrici altrove bravissime come Barbora Bobulova), sono infine il condimento di un film che già a Gennaio possiamo definire come uno dei peggiori del 2011.

10 commenti:

Fabio ha detto...

Brrrr... la terza foto già dice tutto.

Anonimo ha detto...

Io ho notato che va molto di moda usare la voce fuori campo di una radio per tenere insieme i pezzi di una storia ... Mi pare abbia iniziato il famigerato Moccia con "Radio Caos" (volevo trafiggermi i timpani!) in "Tre metri sopra il cielo" ma poi è stato il boom ...

FLAVIA.

gparker ha detto...

L'ennesima rimodulazione della voce fuori campo

Fabio ha detto...

Cerco l'appoggio di Flavia in una mia nuova campagna contro le voci fuori campo che terminano tutte le frasi sibilandoooh cosiiihii...

Anonimo ha detto...

Mai uno scaracchio, mai un accenno di raucedine ... molto soft molto "avvolgenti" ... come certi tipi di Radio Rock, mi dicono ... =D

FLAVIA

Massimo ha detto...

l'hai fatto una pezza.

gparker ha detto...

sono pronto a lottare per ognuna di quelle parole!

Gegenschlag ha detto...

Dal titolo pensavo fosse un film su Fede e Berlusconi

Anonimo ha detto...

il tuo rivale mattutino a RR, alla domanda "cosa vado a vedere stasera tra questo, barney e qualunquemente?" ha risposto questo

gparker ha detto...

La diversità di gusti tra me e il mio rivale mattutino è una delle cause più frequenti di ilarità quando ci incontriamo.