13.3.09

Ponyo Sulla Scogliera (Gake no ue no Ponyo, 2008)
di Hayao Miyazaki

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POSTATO SU
Si dice che non ha un pubblico chiaro. Che i suoi film sono per bambini ma hanno contenuti troppo adulti e che però siano troppo infantili per gli adulti. La verità è che non è vero che i film di Miyazaki non sono adatti al nostro pubblico, ma che il nostro pubblico (adulto e infantile) si rifiuta di lasciarsi piegare dalla mancanza di certezze e punti fermi di questo cinema straordinario che spiazza e commuove.

Ponyo Sulla Scogliera è ancora un capolavoro di Miyazaki (forse "minore" ma sempre capolavoro), uno dei pochi grandissimi artisti dei nostri anni.

Stilisticamente è molto legato al precedente Il Castello Errante di Howl, è un'altra storia di ricerca amorosa e con esso condivide un discorso sul mutare che (come tutto nei film del grandissimo) non è mai un percorso lineare ma fatto di accelerazioni e retromarce apparentemente inspiegabili eppure sempre legate ai sentimenti (l'unica certezza nel suo mondo).
In Howl la protagonista per magia diventava vecchia di colpo ma sembrava ringiovanire e re-invecchiare di continuo lungo il film (in armonia con il suo amore si potrebbe intuire). In questo film invece la pesciolina Ponyo diventa umana poi un po' più pesce poi un po' più umana a seconda dell'effetto della sua magia, così come suo padre si tiene giovane come può.

Un tema questo del mutare di continuo inedito nel cinema di Miyazaki, il quale alla sua veneranda età comincia ad esplorare dimensioni nuove senza dimenticare i fondamentali. Il rapporto con la natura, il mare animato, le donne sentimentali irose e imprevedibili, il bene e il male che non esistono in sè ma solo fusi insieme (mai vista una madre così sentimentale e sconsiderata allo stesso tempo!) e su tutto un modo di fare cinema diverso da chiunque altro.
Perchè Hayao Miyazaki è l'unico a raggiungere gli obiettivi dei propri film non attraverso i protagonisti ma attraverso i comprimari. Spesso sono addirittura le mille minuscole creature che popolano il suo mondo a rivelarsi fondamentali per l'empatia dello spettatore, attraverso quelle medesime tecniche con le quali ci lega ai suoi protagonisti.

Nonostante non siamo di fronte all'astrazione perfetta e sentimentale di La Città Incantata ma più dalle parti della riflessività di Howl, in Ponyo Sulla Scogliera ci sono alcuni momenti che non possono essere definiti in altro modo se non come "straordinari"!
Ci sono cucchiai infilati in bocca che si illuminano di gioia grandi occhi, gesti minuscoli che attirano tutta l'attenzione dello spettatore e una sequenza di litigio e riappacificazione amorosa a distanza attraverso il codice morse (simile quasi alla serenata aerea di Porco Rosso) che racconta i sentimenti umani meglio di mille altri film messi insieme.

La modernità è rifiutata in toto stavolta, anche nel disegno, volutamente bozzettistico (ma non stilizzato), negli sfondi e nell'animazione "apparentemente" stentata.
I riferimenti per la storia invece sono tutti alla Sirenetta (di Andersen non di Disney) e sono abbastanza espliciti: Ponyo rischia di diventare schiuma del mare se tutto va male, ma come sempre nella filosofia miyazakiana se tutto va male non sarà poi così un dramma.

23 commenti:

Fabio ha detto...

Non voglio leggere nulla.
Chiedo solo: computer? C'è abuso di 3d, roba vettoriale e cose così?

gparker ha detto...

no anzi! Tutto il contrario!
Questo l'ha fatto con matite e 12 pastelli colorati!

sfondi assolutamente schizzati pittoricamente e animazione quasi stentata per quanto è basilare. E' proprio vecchia scuola al 1.000 per 1.000

Fabio ha detto...

Bene. Ma allora quando dici che stilisticamente è vicino ad Howl cosa intendi esattamente?

er Kaiser ha detto...

non sai quanto ti invidio gparker che tu l'abbia visto. i lavori di miyazaki li sempre amati. e ho sempre una parte del mio cuore al castello errante di howl, e a calcifer ç_ç che ricordi ç_ç
il nostro paese non capisce le sue opere, semplicemente perchè nei suoi film ci sono contenuti seri trattati attraverso i suoi bellissimi disegni...

gparker ha detto...

E' stilisticamente vicino ad Howl per il tono e il modo con cui racconta la storia.
Cioè non c'è l'avventura di mononoke nè il sogno di la città incantata, non c'è il naturalismo di totoro o il fiabesco spensierato di Kiki, ma più quella forma di racconto e di tono che respira in howl.

si purtroppo molte cose ci sfuggono, il punto è che a me e probabilmente anche a te ci importa poco di queste cose che sfuggono (non so se ricordi in totoro tutta la famiglia fa il bagno nudi in una vasca minuscola o qui la madre sconsiderata ecc. ecc.) gli altri invece ne fanno la punta di un disgusto immotivato.

er Kaiser ha detto...

il problema è il bigottismo radicato nella cultura italiana.

Fabio ha detto...

Non esageriamo adesso. Parliamo di culture diverse... è l'altra parte del mondo, cavolo. Noi abbiamo cose certamente che scandalizzano i giapponesi.
Non facciamoci il tiro al bersaglio contro come al solito.

Tra l'altro non capisco di cosa stiamo parlando. Non è apprezzato da noi Miyazaki? A me sembra che tutti coloro che ne vengono in contatto lo adorano.
Al massimo ci sono poche occasioni di contatto.

er Kaiser ha detto...

non esagero, sono semplicemente realista.
e non parlo del raffronto tra due culture differenti, ma del tipo di atteggiamento che ha l'italiano "medio" nei confronti di certi tipi di immagini come, prima citava gparker, di Totoro quando fanno il bagno; mentre nei confronti di altre immagini del GF, e di tanti altri programmi nostrani c'è quasi un senso di approvazione (altrimenti non adrebbero avanti programmi del genere).
non è bigottismo, è vero. è un senso di falso nazionalismo, dove c'è l'esaltazione del "NOI" e un disgusto verso il "LORO", parlando di qualsiasi prodotto di importazione, dal giocattolo giapponese, alle immagini cruente di Berserk, sino videogames (che nuove gravemente alla salute, lo sapevate?). E possiamo spaziare in qualsiasi settore, e possiamo parlare di qualsiasi altra cultura e nazione del mondo.

Fabio ha detto...

Mi sembra che tu stia mescolando tanti italiani per farne un frankenstein del peggio. Se è per questo, ci sono pure gli italiani ostinatamente esterofili, gli italiani pecorecci, c'è di tutto.
Tu poi sei forse turco? Italiani sono sempre gli altri, diceva quello. :)

Tra l'altro anche a me ha colpito la scena del bagno di Totoro (che è un mio film prediletto), perché mostra una cosa che da noi non esiste o quasi. Non vedo cosa ci sia di strano.

Forse frequentiamo gente diversa (io abito al sud), o forse abbiamo una sensibilità diversa rispetto alle opinioni che non ci piacciono. Se incontro 29 persone che adorano Miyazaki e una trentesima che mi sciorina un po' di pregiudizio nazionalista o di genere o snobistico (l'ultima volta era Natalia Aspesi sul Venerdì) poi non mi metto a lamentarmi degli "italiani".

gparker ha detto...

io non conosco molti che adorino miyazaki se esco fuori dal circolo degli appassionati di cinema (lì è troppo facile) e soprattutto al di fuori della mia generazione vedo molta poca apertura verso le culture diverse ma non ne farei una cosa di noi italiani quanto più una cosa di noi esseri umani.

Fabio ha detto...

Sul fatto generazionale posso essere d'accordo. Però dobbiamo pensare che in Italia abbiamo uno spartiacque segnato dall'arrivo dei cartoni giapponesi in tv.
Per chi lega questo tipo di animazione all'infanzia c'è tutto un linguaggio e una realtà (che poi è quella giapponese trasposta negli anime, ad esempio quella scolastica) e persino un sistema di valori che è familiare. Per gli altri no, e non ci possono fare niente. E' anche una questione affettiva.

Poi c'è il pregiudizio ostinato che è una cosa diversa. Mio padre per esempio non riesce ad andare oltre Fantasia del 1940 o Flash Gordon o l'Uomo Mascherato, o Corto Maltese e non vuole vedere altro.

er Kaiser ha detto...

scusa, mi sono lasciato fraintendere. da come mi hai risposto sembra che io non accetti i gusti degli altri. non è così, stanne sicuro. il mio discorso( e scusa se mi sono espresso male) riguardava più una concezione di assimilazione da parte dei media, e una pubblicità di prodotti culturali di importazione estera quasi "demonizzante" (naturalmente ora sto generalizzando, non è un discorso assolutista il mio)

e poi io rispetto tutti i gusti di tutti. anzi, mi faccio fin troppo i fatti miei senza obiettare. e sicuramente se su 29 persone una dice miyazaki merda senza aver visto nememno uno dei suoi film, allora mi sto zitto e buono perchè lì è semplicemente l'ignoranza e il pregiudizio a parlare.

io do del nazionalista al sistema mediatico e di informazione, di intrattenimento e la successiva reazione dello spettatotre/lettore/qualdirsivoglia, che vedono presentare un prodotto come l'ultimo di miyazaki come se fosse il solito film della disney (perchè qua a roma ho sentito persone che blateravano tali sciocchezze)
Spero di essermi spiegato stavolta

Fabio ha detto...

riguardava più una concezione di assimilazione da parte dei media, e una pubblicità di prodotti culturali di importazione estera quasi "demonizzante"

io do del nazionalista al sistema mediatico e di informazione, di intrattenimento e la successiva reazione dello spettatotre/lettore/qualdirsivoglia, che vedono presentare un prodotto come l'ultimo di miyazaki come se fosse il solito film della disney


Sei stato chiarissimo.
Devo dirti che in tutta sincerità non le percepisco queste cose. Però non faccio testo, non guardo molto la televisione e la stampa in generale.

Ho sempre pensato che fossimo un po' provinciali (specialmente al cinema, con tremila film sui precari, sui call center, sugli immigrati, sui gay... tutta roba che non ha il respiro e l'universalità per interessare gli altri) però protezionisti/nazionalisti non lo credevo.

Christian ha detto...

Film bellissimo! L'ho visto l'estate scorsa in Giappone (senza sottotitoli), quindi non vedo l'ora di rivederlo anche in italiano, anche se temo un po' per il doppiaggio.
Ma a differenza tua, l'ho trovato stilisticamente più affine a "Totoro" (il mio Miyazaki preferito!), anche nel tratto e nei personaggi infantili, semplici e diretti, che a "Howl" (il Miyazaki che mi è piaciuto di meno). Forse l'unica cosa che lo accomuna a Howl è il mago/inventore, ma per il resto non ci vedo molte cose simili.

P.S. Non ti ho ancora ringraziato per l'invito nella Connection... lo faccio ora!

gparker ha detto...

io si ci vedo molte similitudini nel modo in cui è raccontata la storia. proprio nell'incedere del racconto e delle strategie scelte per narrare l'intreccio.

Anonimo ha detto...

A mio modestissimo parere da Howl Ponyo prende la "blobbosità" del tratto, il divenire continuo dei personaggi e dei corrispettivi disegni che mi sembra più accentuato rispetto agli altri miyazaki che ho visto (La citta incantata, Porco Rosso, Mononoke).

MC

gparker ha detto...

sono d'accordo.

Alex ha detto...

Io non sono a nessun titolo un addetto ai lavori, ma adoro il cinema di M., da quando mi portarono quasi di forza a vedere La città incantata al cinema. Mia figlia decenne ritiene che sia il miglio film d'animazione di tutti i tempi (al secondo posto Wall-E).
Detto questo, quando esce in Italia Ponyo?

gparker ha detto...

Si probabilmente La Città Incantata è il miglior film d'animazione mai realizzato. Superiore anche alle magie di Disney e alle prodezze Pixar (che curiosamente nello stesso anno uscivano con Nemo che secondo me è la loro punta più alta).

Da noi esce il 20 marzo e attenzione attenzione: a giugno rimettono al cinema Totoro. E' ufficiale.

frankie666 ha detto...

Parker quando parli di miglior film d'animazione mai realizzato non dimenticare mai Fantasia....

Quella è arte pura.

gparker ha detto...

no la città incantata è sopra.

E se parliamo solo di quelli di Disney per me la vetta massima è La Spada Nella Roccia. Perfetto.

Ace Of Spades ha detto...

ciao!!! apprezzo tantissimo le tue recensioni su Radio Rock sai essere molto tecnico senza essere snob rimanendo comprensibile :D... detto ciò. ho visto Ponyo, ne sono rimasto benissimo!!!la città incantata è superiore, ma a mio avviso è comunque un capolavoro!!! ciao!!!

gparker ha detto...

grazie tante!
Si ponyo è bellissimo ed il bello di Miyazaki è come sia ancora un libro da aprire, qualcosa che avviene ora e sul quale continuare ad interrogarsi. Ponyo è diverso da quello che faceva prima e non si capisce bene come possa essere un passo avanti oppure se non lo sia. Di certo a livello di pancia immediato La Città Incantata, Mononoke, Porco Rosso e quel tipo di produzione è migliore, ma chi lo sa se a qualche anno da oggi non la penseremo diversamente...