10.12.10

Tron: Legacy (id., 2010)
di Joseph Kosinski

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POSTATO SU
Di che stiamo parlando? Tron: Legacy doveva essere un filmone per famiglie di ambito fantascientifico, esattamente quello che fu Tron (fantascienza + fantasy) ma con budget e aspettative di incasso maggiori. Del resto dietro c'è la Disney. Ecco non è tutto questo. Chi ha ascoltato la (straordinaria) colonna sonora dei Daft Punk se n'è già reso conto.
Tron: Legacy è un'esperienza di immersione tridimensionale che si poggia sull'audio tanto quanto sul video. Immagini e suoni che creano un ambiente, uno stato d'animo e un modo di sentire le cose. In questo senso e da questo punto di vista si tratta di un film nettamente superiore ad Avatar.

La storia divide rigidamente il film tra mondo esteriore e mondo interiore al computer (nel vecchio film invece si faceva avanti e indietro), come in Il mago di Oz il primo ha una dimensione visiva meno ricca, in 2D, il secondo una piena stimoli, in 3D, per segnare e aumentare l'idea di passaggio in un altro mondo.
La trama, diciamolo subito, non è semplicissima da seguire. Coinvolge un certo tipo animismo orientaleggiante nei confronti della vita all'interno delle macchine e forse necessita di più di una visione per essere compresa a pieno. Ma non è lì il punto, motivo per il quale probabilmente Tron:Legacy non piacerà a molti.

Procedendo sul segno già tracciato dalla Pixar con Wall-E (non a caso i dirigenti e i registi dello studio di Lasseter hanno fatto da consulenti) il nuovo Tron batte i territori di una fantascienza diversa da quella cui siamo abituati, in cui l'elemento umano non si contrappone a quello tecnologico ma lo compenetra trovando in esso la classica rinascita dello spirito che caratterizza la catarsi del cinema fantascientifico. Le macchine e il digitale non sono cattive nè il nemico, contengono in sè la minaccia al pari della soluzione per il trionfo umano.
Questo mutamento arriva a rispecchiare al cinema i cambiamenti avvenuti nel modo in cui la società in questi anni ha cominciato ad utilizzare e percepire la tecnologia, non più qualcosa di contrapposto alle discipline umanistiche ma semmai qualcosa che le estende.

Frutto del lavoro di un pubblicitario (il regista Kosinski), di diversi designer e dei Daft Punk (coinvolti non solo per la colonna sonora ma anche per tutto il sound design), Tron: Legacy è molto di più del suo predecessore, è un lungo trip audiovisuale dalla bellezza e dalla stratificazione di rara complessità, che non si vergogna di prendere smaccatamente anche elementi da 2001: Odissea Nello Spazio, Blade Runner e Matrix. E alla fine, nonostante un Jeff Bridges ringiovanito davvero poco riuscito, riesce lo stesso a fare il lavoro del cinema: convincere e coinvolgere lo spettatore in un mondo impossibile reso credibile dal potere suggestivo di immagini e suoni.

4 commenti:

Massimo ha detto...

ciao Gabriele, ti ho sentito dire in radio, a più riprese, che di questo film non hai capito granchè... mi spieghi cosa c'era di così difficile da capire? Forse mi sfuggono delle tematiche più profonde, ma a me sembra tutto trattato con una superficialità atta a facilitare la comprensione anche degli spettatori "casual", figurarsi di uno come te!

gparker ha detto...

Ammetto di aver forse enfatizzato un po' troppo in radio il "non aver capito nulla". La parte che ad un certo punto mi è sfuggita è quella realtiva alla mitologia interna della storia.
Tutto quel momento sulla nave che li porta al portale per tornare nella realtà in cui Bridges spiega le divinità interne al mondo di Tron (la cui origine già avevano trattato e quella è facile): il loro ruolo, la loro natura, i loro effetti e le relazioni che intrattengono con il resto del mondo di Tron....
E' comunque un film che non fa della chiarezza il suo punto centrale. Sebbene abbia una trama molto semplice ci sono un numero di incongruenza pazzesche. Da dove viene il maiale che si mangiano? Ci sono le rocce e le montagne? C'è il vento? Di che si è nutrito Bridges per anni?
CHe poi, intendiamoci, a me piace anche come se ne siano ampiamente fregati di dare questo genere di spiegazioni per concentrarsi su altri elementi.

Massimo ha detto...

hanno tirato nel mucchio un pò di elementi finto-ragionati, quali le ISO, il tema del doppio, ecc, solo per fare finta di avere una trama. In realtà è tutto messo lì a caso, non ti spiegano niente e a te spettatore, in fondo, non te ne frega niente! Tu vuoi vedere lightcycle, dischi energetici, Daft Punk, e due tizi che provano a tornare nella realtà. Se si fossero messi a spiegare tutto avrebbero fatto la fine di Matrix Reloaded e Revolution, perchè la deriva mi sembra simile.
Solo che Matrix ha una reale simbologia (scassamaroni) alle spalle che va a farti dimenticare tutto ciò che di buono avevi visto nel primo film, TRON Legacy invece no, è tutto un grande pretesto per un film action ambientato in un mondo virtua-dark. E come dici tu, per quanto mi riguarda, va bene così.

p.s.: ti consiglio il videogame Tron 2.0 del 2003, molto carino (non i primissimi livelli), basato sull'idea di mondo virtuale che si aveva nel primo film.

gparker ha detto...

Si ne conosco l'esistenza e l'interesse per quanto mi riguarda sta molto nella maniera in cui avevano deciso di portare avanti la trama in quel mezzo.