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12.1.09

Sette Anime (Seven Pounds, 2008)
di Gabriele Muccino

POSTATO SU
E' noto a chi frequenta questo blog il mio muccinismo, la mia incondizionata adesione a quel modo di fare film, di mettere in scena e di intendere il cinema come macchina che comunica in primis attraverso il modo in cui mostra le cose e poi anche attraverso ciò che riprende.
Certo Sette Anime mette molto alla prova tutto il mio muccinismo...

I detrattori del regista romano troveranno facile pane per i propri denti in questo film come sempre curatissimo ma contemporaneamente anche sbagliatissimo. E ciò che è peggio è che è sbagliatissimo a livello di concezione del film, cioè proprio a livello di regia.
La storia, buonista e smielatamente sentimentale, si poteva anche mettere in scena e poteva anche diventare un buon film, ma non in questa maniera. Le scelte fatte di immagini poetiche a tutti i costi, recitazione sempre sospesa, ambientazioni divise tra campi di grano, eterni tramonti e temporali non fanno che appesantire una narrazione che già di suo arranca.

In molti momenti si sbadiglia, in molti altri ci si stupisce per gli eccessi. La "sanità", intesa come complesso di malattie improvvise e devastanti e cure mediche miracolose, è da sempre parte del melodramma, ci sta spessissimo anche nei migliori almodrammi, ma oggi è materia spinosa e serve un approccio molto raffinato ed abile come quello almodovariano (o secco come quello fassbinderiano) per poterla trattare senza indurre nello spettatore un forte e irrefrenabile senso di ridicolo.

Ad ogni modo da quel che si capisce indagando la lavorazione del film pare che sia questo che La Ricerca Della Felicità siano film fortemente voluti da Will Smith in primis, che lui scelga le storie e in linea di massima il taglio da dare e che sia poi lui a volere Gabriele Muccino (il quale ovviamente è lieto di poter entrare nel sistema hollywoodiano dalla porta principale). Ma se nel primo caso era riuscito a dare un senso a quella storia, con una forma incalzante che gli si confà, in questo non riesce a districarsi proprio e sfocia nel polpettone più insulso.
Continuo a sperare che si rivolga a qualcuno di serio per le sceneggiature.
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