28.10.08

L'Artista (El Artista, 2008)
di Mariano Cohn, Gastón Duprat

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CONCORSO
FESTIVAL DEL FILM 2008

Diciamolo subito: El Artista non è solo il film più bello che si sia visto qui ma anche uno dei migliori della stagione (a dimostrazione del buon lavoro di selezione fatto). Un'opera in grado di intrecciare mirabilmente comicità e popolarità con un registro altissimo e infiniti piani di lettura.

Attraverso la storia di un uomo che spaccia per proprie le opere di un anziano malato di mente che assiste e che così ottiene fama di grandissimo artista, i due registi operano una riflessione tra le più raffinate mai viste sul concetto non tanto di arte quando di artista (e questo era facile da capire, dato il titolo).
Una riflessione che in nessun modo è un punto fermo ma che fornisce a chiunque una base per farsi un'idea e riflettere sul tema, che costringe ogni spettatore a prendere una posizione a diversi livelli di profondità.
Che ruolo ha l'astrattismo? Che senso hanno i musei? Che rapporto intrecciamo singolarmente con le opere che vediamo? Quanto ci influenza il giudizio generale che viene dato dal momento che non si tratta di arte figurativa? Un artista è tale perchè espone? E' come l'orinatoio di Duschamps che è arte solo quando inserito in una mostra?

C'è una componente fortissima di critica all'ambiente dell'arte moderna (la pittura ma anche le altre arti come la danza), continuamente bersagliata da una serie di battute e situazioni a dir poco esilaranti ma anche una speranza e una fiducia nel ruolo dell'arte e dello studio più serio (la figura del professore universitario è l'unica che non è denigrata, anzi sembra quasi capire tutto).

Resistendo moltissimo e benissimo alla facile trappola di replicare l'idea di Oltre Il Giardino, El Artista gioca tutte le sue carte con uno stile visivo fenomenale, degno del miglior cinema "autoriale", fatto di inquadrature che schiacciano e tagliano il superfluo al pari di campi lunghi che incastrano il piccolo truffatore in strutture più grandi di lui, comunicando senza bisogno di parole (usate quasi solo per le battute).

Infatti moltissime soluzioni e moltissimi particolari fondamentali per la trama (come la prima volta in cui si capisce che le opere le fa il vecchio matto) non sono comunicati verbalmente ma con le immagini o con la maniacale composizione di ogni inquadratura. La conoscenza che i due registi sfoggiano del linguaggio filmico e della fotografia è davvero impressionante, specialmente per come non lasciano mai che l'intellettualismo e la ricerca formale ammorbi il film ma la pongono come uno strumento, al pari delle mille battute sparse per l'opera.

6 commenti:

SuperBimba ha detto...

io non commento i tuoi post perché come sai sono sostanzialmente sempre d'accordo. che noia!

gparker ha detto...

Sei il mio primo passo verso l'inquadramento delle masse e l'azzeramento dell'opposizione!

Anonimo ha detto...

Per me il miglior film del festival!! Cioè tutte inquadrature fisse che ci trasmettono proprio la sensazione di stare guarando un'opera d'arte! Ma pure l'opera d'arte che guarda gli spettatori e non viceversa! E poi il personaggio del vecchio e i suoi movimenti nel dipingere le opere!!! Un capolavoro a mio avviso. Ovviamente concordo sul fatto che porti con sè numerose e profondissime riflessioni sul concetto di arte e di artista, ma anche di critica d'arte!
Ale55andra

el señor dionigi ha detto...

Ho visto il film ieri sera, dunque a distanza di un anno dal tuo articolo, e devo dirti che, in maniera equilibristica, sebbene sono d'accordo con tutto quello che scrivi (anzi approfitto per dire che ammiro molto questa capacità di sintesi e allo stesso tempo di raccolta del dettaglio che hai) in realtà il film non mi è piaciuto molto, bensì mi ha annoiato. Chissà, sarà perchè sono un grande fan del cinema argentino, perchè le recensioni erano tutte estatiche (pure Mariarosa Mancuso ne ha parlato bene!), perchè il demi-monde dell'arte contemporanea lo frequento e mi appassiona, ma alla fine sono uscito dal Quattro Fontane proprio deluso. E anzi che in carriera mi sono sorbito una marea di film argentini sconclusionati, ricercati, formalissimi, senza trama, afoni, stiracchiati, paesaggistici e decorativi, e questo non mi pare aggiunga molto di più allo stereotipo. Ti dirò il perchè di questa triste impressione: la mancanza assoluto di ritmo, che non è necessariamente una parolaccia, anche per chi guarda sempre con piacere al cinema autoriale europeo o argentino che sia. Voglio dire: le idee del film erano tutte buone, anche se prevedibili erano comunque non prevedibili nella loro messa in scena; i contenuti, altrettanto; le scelte formali -su cui non ho assolutamente competenza- originali, anche se strizzavano l'occhio più al linguaggio della videoarte che a quello del cinema; pero', alla fine, per usare una parola che hai scritto tu, il film sì mi ha ammorbato (c'è stato un sussulto solo quando il vecchio "riparte" con le macchie nere). Anche a me pero' è piaciuto molto il ruolo del professore-curatore (a parte quello del vecchio), l'unico forse veramente curato, più che abbozzato. Infine, non potrai non convenire sul deludente finale, totalmente gratuito e monco, figlio solamente -come ben saprai- degli obblighi che le coproduzioni implicano. Un saluto.

PS Ti devo chiedere una cosa tecnica che non c'entra niente col film: nel nuovo blog di calcio che ho montato con alcuni amici vorrei mettere quell'affare laterale che segnala quali sono stati gli ultimi commenti, dove lo trovo? Tra i "gadget" che mi offre blogger&co. non c'è e non funziona. Grazie.

gparker ha detto...

si il finale è orrendo, quello a roma nell'appartamento. una cosa inutile.
io ho trovato però che il modo con cui è girato (molto arty) sia bene in linea con il discorso critico ma fino ad una certa sul mondo dell'arte moderna. E poi ha un umorismo davvero intelligente e funzionale.

in fondo al boxino c'è in piccolo un "Add this link to your blog" da lì dovresti poterlo prendere, è un applet esterna ma fatta per Blogger.

el señor dionigi ha detto...

Grazie mille, funziona! Fantastico.
Ovviamente, quando tra un film e l'altro vuoi parlare di calcio ci trovi su www.lacrimediborghetti.blogspot.com

In bocca al lupo per la Festa di Roma, intanto.