17.4.07

Il Piacere e L'Amore (Iklimer, 2006)
di Nuri Bilge Ceylan

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L'Antonioni di Turchia, così è noto Nuri Bilge Ceylan, un appellativo che da una parte può essere lusinghiero ma da un'altra sottolinea inequivocabilmente una caratteristica saliente del suo cinema che può spaventare i più: la lentezza e la fissità.
Eppure in Ceylan (contrariamente che in Antonioni) queste caratteristiche si rivelano vincenti. Ceylan è in realtà infinitamente più lento di Antonioni, ma non è assolutamente noioso. Riesce a compiere il piccolo miracolo di girare un film soffermandosi per interminabili minuti sui volti dei protagonisti in silenzio senza che scadere nella noia.
Per fare questo l'equilibrio deve essere TOTALE. Ogni elemento della messa in scena è fondamentale. Le riprese in digitale consentono di fare lunghe prove e girare senza stacchi, la fotografia alterna grande profondità di campo a riprese ravvicinatissime e c'è sempre un'attenzione maniacale alla composizione dell'immagine. Quando poi nel finale si aggiunge anche la musica, il film cresce decisamente di tono. Tutto sovrastato da una grande prova degli attori che sono continuamente chiamati ad attirare sui loro volti tutte le attenzioni degli spettatori.
In questo modo dalla semplice trama di un uomo e una donna che si lasciano Ceylan riesce a parlare di umanità, andando più a fondo di tanti altri film che sono pieni di eventi.
Il Piacere e L'Amore racconta la quotidianità di una coppia che si lascia, di un uomo solo che cerca un'altra vita e che poi si rassegna a tornare con la sua amata. Ma lo fa con una partecipazione e una capacità comunicativa rara. Mai i silenzi erano stati tanto espressivi (in occidente). E in un clima del genere anche una scena come quella del sogno sotto il sole che culmina con le sabbiature è incredibilmente forte.
Il Piacere e L'Amore sicuramente non è un film facile, sono il primo ad ammetterlo, è un film che chiede allo spettatore, che pretende che questo si metta in una posizione attiva e non passiva, ma è anche un film che ripaga di tanto sforzo.

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