4.9.10

Happy few (id., 2010)
di Antony Cordier

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IN CONCORSO
MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2010

Va detto subito Happy Few ha il merito di tentare qualcosa di inusuale e difficile. Il problema è che questo è l'unico merito.
Si racconta di due coppie che entrano in contatto quando il marito di una incontra la moglie dell'altra. Si conoscono, si piacciono ed escono tutti insieme. Una sera gli altri due rispettivi si baciano e lo confessano. Ne nasce uno scambio coppie a puro sfondo sessuale. Tutti vanno a letto con tutti (ad un certo punto anche in maniera omosessuale), disegnando un rapporto di coppia a 4 che nel privato è sessuale ma sfocia anche in gite, serate e scampagnate a 4 di rara comunione sentimentale.

A questo punto, nonostante uno stile misurato e non esagerato, si è comunque già passata la soglia del ridicolo. Cordier non riesce a parlare di qualcosa di strano e particolare con la dovuta plausibilità e scegliendo di allontanare qualsiasi tono da commedia si espone all'ilarità involontaria che piomba senza pietà in più d'una scena.

Perde così di valore anche il finale che, sebbene una realizzazione ugualmente irritante, idealmente poteva essere il momento culminante. Si esprime lì il concetto che in un rapporto a quattro, lasciarsi (lasciarsi a livello di coppia, ovvero smettere di incrociare i partner e di vedersi ma continuare ad essere due coppie distinte) possa essere simile a lasciarsi in un rapporto a due, che sopragginugano la medesima nostalgia, le medesime mancanze e le medesime insicurezze.

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