
Ecco le cose che sappiamo fare. La commedia a sfondo storico che disegna con tratti molto amari contemporaneamente un'epoca, un periodo del paese e una storia di persone e sentimenti con sguardo bonario e indulgente. L'umorismo malincomico che contraddistingue il nostro cinema (negli exploit migliori e nei peggiori) è tutto qui, nella sceneggiatura abilissima e di ottima fattura di Rulli e Petraglia che, come siamo abituati a vedere, con dialoghi asciutti e molto realisti delinea personaggi e sentimenti senza mai scadere nel palese o nel dichiarato.
Per questo un po' Mio Fratello E' Figlio Unico lascia l'amaro in bocca, perchè dimostra come il nostro cinema stenti a fare il salto di qualità e alla fine scada nel provincialismo e nel ruffiano. Ed è un peccato. Un peccato perchè stavolta (come altri episodi) la storia è interessante, i dialoghi sono scritti benissimo e con un umorismo molto raffinato ed intelligente, gli attori sono bravissimi (solo Scamarcio ne esce un po' ridimensionato, ma Angela Finocchiaro e Zingaretti nei ruoli da comprimari tengono su il film alla grande) e la regia è invisibile quanto basta.
Tuttavia alla fine il film di Daniele Lucchetti non riesce a volare verso obiettivi personali (che non necessariamente devono essere "alti") ma cerca biecamente di accattivarsi il pubblico. Prima vuole mettere in mostra il fatto che il rosso e il nero nei loro estremismi degli anni '60/'70 erano stupidi allo stesso modo (incredibile da un autore di scuola morettiana!), ma in realtà indirettamente prende posizione mostrando gli estremisti di destra come stupidi, violenti e ignoranti mentre gli estremisti di sinistra sono solo un po' ingenui e idealisti, ma tutto sommato buoni. Poi verso la fine del film i toni della commedia spariscono e lasciano il posto al melodramma sentimentale, si cerca la soddisfazione dello spettatore a tutti i costi con una conclusione amara ma in fondo positiva e poi si chiude con un ultima inquadratura che più ruffiana non si può, al punto che io stesso, che tanto faccio il distaccato e il superiore ("Ma guarda tu questi ruffiani... Tsè!"), non ho resistito e una lacrimuccia l'ho versata dando chiaramente subito la colpa ad un bruscolino nell'occhio per giustificarmi con me stesso....
Per questo un po' Mio Fratello E' Figlio Unico lascia l'amaro in bocca, perchè dimostra come il nostro cinema stenti a fare il salto di qualità e alla fine scada nel provincialismo e nel ruffiano. Ed è un peccato. Un peccato perchè stavolta (come altri episodi) la storia è interessante, i dialoghi sono scritti benissimo e con un umorismo molto raffinato ed intelligente, gli attori sono bravissimi (solo Scamarcio ne esce un po' ridimensionato, ma Angela Finocchiaro e Zingaretti nei ruoli da comprimari tengono su il film alla grande) e la regia è invisibile quanto basta.
Tuttavia alla fine il film di Daniele Lucchetti non riesce a volare verso obiettivi personali (che non necessariamente devono essere "alti") ma cerca biecamente di accattivarsi il pubblico. Prima vuole mettere in mostra il fatto che il rosso e il nero nei loro estremismi degli anni '60/'70 erano stupidi allo stesso modo (incredibile da un autore di scuola morettiana!), ma in realtà indirettamente prende posizione mostrando gli estremisti di destra come stupidi, violenti e ignoranti mentre gli estremisti di sinistra sono solo un po' ingenui e idealisti, ma tutto sommato buoni. Poi verso la fine del film i toni della commedia spariscono e lasciano il posto al melodramma sentimentale, si cerca la soddisfazione dello spettatore a tutti i costi con una conclusione amara ma in fondo positiva e poi si chiude con un ultima inquadratura che più ruffiana non si può, al punto che io stesso, che tanto faccio il distaccato e il superiore ("Ma guarda tu questi ruffiani... Tsè!"), non ho resistito e una lacrimuccia l'ho versata dando chiaramente subito la colpa ad un bruscolino nell'occhio per giustificarmi con me stesso....










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