22.1.10

L'Uomo Nero (2009)
di Sergio Rubini

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Non fa nulla di originale Rubini, nè nulla di grande, eccezionale o complesso. L'Uomo Nero è un film piccolo semplice e molto italiano, in equilibrio tra dramma e commedia, ripiegato sul passato dell'autore, nostalgico e che inneggia ai grandi valori. Tutte caratteristiche che non mi hanno mai fatto impazzire ma che tuttavia trovo ragionevoli in un film piccolo e dalle piccole ambizioni come questo.

Poggiato su attori a cui è assegnato un loro che è già stato loro e su grandi caratteristi il film non fa troppa fatica per raccontare il rapporto travagliato tra un padre con l'ossessione della pittura e della realizzazione di sè in un paesino di provincia che gode nell'umiliarlo e un figlio che è spettatore di tutto questo suo malgrado e che ne rimarrà inevitabilmente influenzato. C'è un colpo di scena e c'è la deliverance finale. Tutto secondo i piani.

Però stavolta L'Uomo Nero riesce con poco a regalare soddisfazione, riesce a far uscire dalla sala non certo estasiati ma comunque rinfrancati dall'aver visto un buon film, non necessariamente indulgente con i propri personaggi (e quindi con lo spettatore) e conscio delle proprie dimensioni, dei propri intenti e dei propri limiti.
Si può dire molto contro Rubini, che il suo immaginario è povero, che ruba tutta l'idea di "filmare il ricordo" da Amarcord senza avere quella fantasia e quell'audacia, che è ombelicale e via dicendo, ma non gli si potrà di certo dire che non sa raccontare una piccola storia di valori magari non necessariamente condivisibili ma di forte impatto sentimentale. E va bene così.

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