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5.5.07

Apocalypse Now (id., 1979)
di Francis Ford Coppola

Ecco il classico esempio di film "sbagliato", tutto ciò che non si dovrebbe fare in una pellicola (e su un set) sta in Apocalypse Now!. Eppure come spesso capita è un film superbo dall'inizio alla fine, vera punta del cinema coppoliano, ben oltre il comunque fondamentale Il Padrino, capace di allontanarsi dal rigoroso stile del regista italoamericano per giungere all'essenza delle cose, grazie all'apporto fondamentale di altri co-autori di fatto (John Milius, Vittorio Storaro e Marlon Brando).
Non è un film di guerra Apocalypse Now!, ma un film che gira intorno al concetto di "male", ossessione coppoliana per definizione, ed alla sua quotidiana ordinarietà solo a partire da Cuori di Tenebra di Conrad.
Lo vidi per la prima volta in versione "redux" al cinema e solo poi nella lunghezza originale. L'ultima visione (originale) mi ha stupito per come non mi ricordassi più cosa fosse aggiunto e cosa no, e così a caldo mi sembra che solo l'episodio con i francesi in Cambogia fosse veramente trascurabile il resto è forse tagliabile ma non superfluo. Ma è anche questa la grandezza di un film imperfetto come Apocalypse Now!, riuscire a raggiungere il proprio effetto in maniera indipendente dalle parti di cui è composto. Strutturato ad episodi (come tutte le trame che parlano di "viaggi"), il percorso della nave lungo il fiume è un lento scendere all'inferno, dove si incontrano situazioni sempre peggiori, sempre più disperate fino al delirio finale una volta arrivati nella tana del demonio. Marlon Brando.
E lo era davvero il demonio Marlon Brando, con la sua recitazione esagerata, con il suo peso esagerato e assolutamente non previsto (anzi condannato dal regista), così come Coppola era il protagonista, arrivato in Cambogia, nel suo inferno personale (come racconta il noto documentario basato sui filmati della moglie fatti durante l'infinita realizzazione del film, Viaggio all'Inferno), senza sapere cosa avrebbe fatto, senza avere un finale in testa, contando di trovare l'ispirazione in loco.
E' questa un'altra dimostrazione di forza di Apocalypse Now! che nel finale si prende il lusso di deviare e raccontare per metafora anche la disperazione e lo stato di allucinazione psichedelica di Coppola stesso, vittima di una lavorazione infernale, di svariati flagelli, delle droghe di cui abusava e delle intemperanze della troupe, disperato nel non sapere come finire un'opera che lo stava mandando in rovina (da tempo ormai erano finiti i soldi della produzione e lui li stava mettendo di tasca propria).
E come accade al capitano incaricato di uccidere Kurtz l'ispirazione viene anche a Coppola quando vede la cerimonia di squartamento del bue. Il film può finire solo così. Ed è arte.
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