22.1.08

Scusa Ma Ti Chiamo Amore (2007)
di Federico Moccia

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Che il figlio di Pipolo (si, quello di Castellano e Pipolo) si sarebbe dedicato alla regia era abbastanza scontato dopo i successi letterari (che in vero sono tutta farina del suo sacco, raggiunti in totale autonomia), ma stupisce che nonostante abbia mooolto meno mestiere del padre (ed era difficile averne ancora meno!) comunque il film non sia realizzato male.
Il poco mestiere sta nel fatto che dopo la metà si comincia a soffrire di una certa noia e si sente la macchinosità dell'ingranaggio. Scusa Ma Ti Chiamo Amore, che come si può immaginare non brilla mai ma proprio mai, in nessun momento, almeno dovrebbe avere la superficiale bontà di scorrere liscio e indolore (nonchè incolore). Invece no.
Sarebbe però pregiudiziale non notare come a fronte di sceneggiatura e recitazione da ridere (non a caso le componenti più in vista di un film per il pubblico generico, quindi quelle su cui solitamente un regista desidera di più avere voce in capitolo) le altri componenti tecniche non sono affatto male, almeno per il livello medio italiano.
Si dice sempre che "Ah! Il cinema americano! Anche quando fanno cose stupide le fanno con una professionalità che ci sognamo". Certo è ancora vero, tuttavia ultimamente si nota come il livello qualitativo tecnico (che è diverso dal complesso di un film) dei film italiani stia decisamente migliorando. Certo c'è poca originalità ancora, quel cinema che cura un po' di più la tecnica lo fa imitando lo stile di Gabriele Muccino (forse veramente il primo a fare commediole spensierate realizzate con un occhio alla qualità con Ecco Fatto): sovrapresenza del bianco, luce che viene dal set e sbatte sempre con efficacia sui corpi degli attori, abbondanza di design e colori saturi.
Scusa Ma Ti Chiamo Amore è lontano dalla faciloneria del montaggio e della fotografia (ma anche di scenografia e colonne sonore) di Neri Parenti, Pieraccioni, Sergio Martino, Brizzi e Martani e tutti gli altri commedianti popolari (che aggettivo magnanimo) nostrani.
Roba come L'Uomo Perfetto (per citare uno che ricordo di qualche anno fa), Bianco e Nero o appunto questo film mostrano una qualità di girato decisamente migliore, ma decisamente! E io non posso che gioirne anche se nel contesto di un film da dimenticare infarcito di macroscopiche idiozie.
I motivi? Forse una propensione a scegliere meglio i propri collaboratori o a dargli più ascolto. O forse l'accortezza di certi produttori che impongono processi di lavorazione che insistano un po' più sulle componenti tecniche invece di girare a tirar via. Ma siamo nel campo delle ipotesi.

3 commenti:

SVVV ha detto...

che c'enra il figlio di Pipolo con Moccia?
non capisco io evidentemente...

gparker ha detto...

Pipolo è il nome d'arte di Giuseppe Moccia.

Mariolone ha detto...

non so perchè ma già dal cartellone percepisco un enorme tristezza