2017/2018

2016/2017

2015/2016

2014/2015

2013/2014

2012/2013

2011/2012

2010/2011

2009/2010

2008/2009

2007/2008

2006/2007

2005/2006

2004/2005

4.6.07

Grindhouse - A Prova Di Morte (Grindhouse - Death Proof, 2007)
di Quentin Tarantino


Serie B un cazzo.
Si era detto tutto il peggio possibile di questo film e invece Tarantino tradisce quasi totalmente il patto con Rodriguez e confeziona un film di serie A in piena regola tra i suoi exploit migliori (chiaramente Pulp Fitcion non lo considero nemmeno, quello è proprio un altro campo da gioco) mal mascherato da serie B.
Pellicola rigata, suono che scoppietta e qualche fotogramma che salta in effetti inteneriscono (e lo dice uno che solitamente se ne frega di queste cose), ma il cuore è assolutamente altrove. Finalmente Tarantino fa una scelta autoriale vera e gira un film radicale, viscerale e senza compromessi dove dà sfogo in pieno alle sue ossessioni (dai piedi alle gambe delle donne, dai diaolghi postmoderni ai film che ha amato, fino alla sua magnifica visione ironica del cinema (impagabile lo sceriffo che parla con il figlio e Kurt Russel che ad un certo punto, prima di entrare in macchina, soddisfatto guarda il pubblico dritto nell'obiettivo) che sembrava persa con i film precedenti).
Dialoghi continui e fluenti e azione serrata sono due dimensioni preponderanti ma che non si incontrano mai, tanto che il film si divide nettamente in 4 parti (30 min di dialoghi, 30 di azione, 30 di dialoghi e 30 di azione) ognuna propedeutica alla seguente.

La vera novità però non l'ho letta da nessuna parte se non nei titoli di testa, per A Prova di Morte Tarantino ha fatto anche il direttore della fotografia e si vede e come. Una delle cose migliori del film è infatti la composizione delle immagini, magistrale e funzionale come poche volte si è visto in epoca recente. Tarantino non solo pensa, come anche in altri casi, a mettere su pellicola belle immagini ma le struttura anche in modo perfettamente funzionale: in ogni ripresa si vede tutto, i personaggi e gli oggetti cardine sono come incastrati gli uni con gli altri nonostante si trovino su piani e a profondità differenti e ciò che rimane nascosto o impallato ha sempre un senso come nel caso del suo cammeo (il personaggio che interpreta per un po' di scene è coperto e se ne sente la voce, che in originale si riconosce subito, e poi a sorpresa sposta un personaggio e compare) o come nel caso del lento disvelarsi di Kurt Russel (subito rivelato dall'inquadratura dei soli occhi nello specchio). Insomma di queste raffinatezze il film è zeppo.
Poi le donne. Tarantino si sposta verso Almodovar e fa un film dove gli uomini praticamente non ci sono e l'unico esponente è quasi privo di spessore (pur essendo un gran personaggio), lo scavo è riservato ai personaggi femminili come Butterfly e Jungle Julia che in 30 minuti sono approfonditi con perizia e gusto come raramente era capitato nei suoi film precedenti.
Le citazioni come sempre abbondano e si fanno anche moltissimo autocitazioni (impossibile elencarle tutte) ma sempre più sono funzionali e comunque sobrie (non come la pesante ridondanza di Kill Bill).
Nella seconda parte poi Tarantino incrocia incredibilmente gli inseguimenti dei film italiani poliziotteschi (vedi anche la colonna sonora) con il Russ Meyer di Faster Pussycat, mettendo in scena delle vere "vixen" e dando vita ad alcune sequenze d'azione veramente spettacolari utilizzando la stuntman Zoe Bell (nel ruolo di se stessa).

Eppure sono convinto che A Prova di Morte non piacerà nemmeno da noi (almeno 3-4 persone se ne sono andate dalla sala dove l'ho visto a metà spettacolo esasperate forse dalla lunga sequenza dei dialoghi intorno al tavolo (che richiama e amplia quanto visto all'inizio di Le Iene)), specialmente considerando la composizione del pubblico tarantiniano medio, poco interessato ad un simile delirio (perchè di quello si tratta) autoriale e personale e più in cerca del cool dei film precedenti.
Posta un commento
Creative Commons License
...ma sono vivo e non ho più paura! by Gabriele Niola is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported License.