18.4.06

Il Regista Di Matrimoni (2005)
di Marco Bellocchio

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Nel suo Viaggio Nel Cinema Americano Martin Scorsese opera una divisione degli autori a lui cari a seconda del modo in cui hanno affrontato il problema del rapporto con Hollywood, e una delle categorie è quella degli iconoclasti (tra i quali rientra, per dire anche Kubrick). Ecco se si facesse una cosa del genere in Italia tra gli iconoclasti ci sarebbe Marco Bellocchio, regista strano, nervoso, pacchiano eppure a tratti potente e convincente, sempre in cerca del sensazionale.
Se Buongiorno, Notte era stato un film su commissione francamente per me molto deludente (tranne la trovata del finale immaginario), L'Ora Di Religione, pur con i suoi 2000 difetti, mi ha colpito moltissimo riuscendo a darmi (quasi contro ogni atto del regista) un'idea di lotta e resistenza interiore che mi avevano colpito.
Il Regista Di Matrimoni non si allontana troppo da L'Ora Di Religione, diciamo che rimane nei paraggi, c'è un protagonista artista con l'arte sempre in testa, solo, un po' fuori dal mondo per certi versi che si batte contro un destino in apparenza avverso attraverso situazioni tipicamente paradossali italiane.
I difetti di un film bellocchiano ci sono tutti, recitazione a tratti stentata (non Castellitto chiaramente), personaggi e situazioni alle volte di una banalità sorprendente e una romanticheria un po' da 4 soldi. In più questa volta c'è anche una certa complessità di intenti e simboli che appesantisce.
A salvare (parzialmente) il film rimane solo un'idea di cinema molto forte, la ricerca (disperata) dell'arte, un umorismo intelligente e azzeccato e un'arroganza intellettuale che sommata alle idee molto chiare di Bellocchio non può che convincere.
Non un film per tutti sicuramente ma un film che al di là di tutti i suoi difetti almeno ha l'indubbio merito di cercare spasmodicamente di alzare la testa nel mare del cinema italiano.

2 commenti:

phoenietzsche ha detto...

Non ho ancora visto Il regista di matrimoni, ma l'impressione che descrivi riguardo a L'ora di religione sembra ricalcare la mia... fino all'ultimo mi sembrava un film fatto male, sotto tanti punti di vista, ed invece, infine, tutto, anche quello che prima non mi aveva proprio convinto, ha finito per quadrare e lasciarmi in un certo senso rapito.
Adesso lo trovo un film ricchissimo, coinvolgente, suggestivo, un'opera integra. Mentre lo guardavo mi appariva sconnesso, episodico, male assortito... Lo valuto un film bellissimo proprio per questa sua "forza". Un film che si perde nell'analisi... Se ne gode nell'abbracciarlo tutto intero. P.s. Bellocchio racconta che in principio avrebbe voluto fare l'attore: si capisce perché abbia fatto il regista...

gparker ha detto...

Avendo visto empre piu' film di Bellocchio mi sembra che L'Ora Di Religione sia piu' che altro frutto di un caso fortuito o di una contingenza favorevole...