2017/2018

2016/2017

2015/2016

2014/2015

2013/2014

2012/2013

2011/2012

2010/2011

2009/2010

2008/2009

2007/2008

2006/2007

2005/2006

2004/2005

28.11.07

The Kingdom (id., 2007)
di Peter Berg

Il Vietnam portò ad una lunga serie di film poi diventati capisaldi del cinema perchè il periodo dell'elaborazione di quella guerra fortunosamente coincise con quello della new hollywood. E' stato circa ad un decennio dall'inizio di quella guerra che si è cominciato a pensare ad elaborarla per immagini e con il tempo sono sorti dei topoi di quel tipo di film di guerra.

Ecco da un po' di tempo è cominciata l'elaborazione del conflitto musulmano (per usare una parola che generalizzi a sufficienza) da parte degli americani e si è andato formando un nuovo genere di film bellico, che si distacca da quanto fatto fino ad ora in materia.
Difficile a memoria andare a guardare quale ne sia stato il capostipite, tuttavia ad oggi mi sembra che The Kingdom sia l'esponente più valevole di questa nuova categoria che personalmente non mi esalta molto.
Si tratta di un cinema di guerra molto strettamente correlato con il cinema politico e di spionaggio. Ad una guerra di posizione e molto mediatica sta cominciando a corrispondere un modo di rappresentarla molto "politico" e mediato (di cui con tutta probabilità Redacted sarà la punta), non tanto per come i film siano schierati ma per come scelgano di raccontare le storie.

Un esempio su tutti: il cinema hollywoodiano raramente utilizza la camera a mano, nei film di questo tipo invece sempre, per Hollywood la camera a mano è sinonimo di massimo realismo e la applicano quasi unicamente al cinema di guerra mediorientale. E' poi sempre presente un conflitto di culture come non c'era in Vietnam (dove il nemico era presente e vivo ma culturalmente lontano anni luce) e soprattutto sono presenti sempre piani e complotti superiori ai singoli protagonisti.
In Vietnam c'era l'uomo contro la natura, l'angheria degli ufficiali e l'ingiustizia di una guerra che manda i ragazzi a morire senza sapere perchè (oltre poi a tutto il tema del reducismo che sarà oggetto di un altro post). Qui invece c'è il tema delle grandi nazioni, tutto si sposta ad un livello superiore, c'è meno azione e più burocrazia, più protocollo e realismo che astrazione poetica.

In particolare The Kingdom mostra a tratti dell'ottima azione e un po' di suspence, pur avendo quei difetti che io sopporto poco. Potrei sostanzialmente riunirli tutti sotto l'etichetta "intrigo politico". Un modo un po' semplice e al tempo stesso confuso di mettere in scena i grandi movimenti internazionali e le macchinazioni dietro questa guerra attraverso i contrasti dei piccoli uomini.
Posta un commento
Creative Commons License
...ma sono vivo e non ho più paura! by Gabriele Niola is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported License.