10.2.07

Casino Royale (id., 2006)
di Martin Campbell

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Recuperato in extremis in una saletta di seconda visione romana finalmente vinco la maledizione che mi ha impedito finora di vedere l'ultimo Bond.
E devo dire che tutto quello che si può leggere in giro è assolutamente vero. Con Daniel Craig si tenta una svolta per un Bond che, rispetto ai suoi predecessori, è decisamente più rude e sbrigativo, più ingenuo e spiccio nei modi e mille volte meno raffinato o ammiccante (un Bond operaio). Complice anche l'inesperienza dell'essere agli inizi della carriera.
E anche io come la maggior parte degli spettatori approvo e di molto il cambiamento. Forse l'unico vero cambiamento valido dal primo intramontabile interprete (intramontabile anche perchè quei film (come questo) erano tratti dai libri di Fleming). Personalmente apprezzo questo James Bond più rozzo fallace e umano; abile e fortunato come pochi ma ingenuo e inesperto come molti; in grado addirittura di sbagliare taglio di smoking (il Bond di Connery si sarà rivoltato nella tomba) ma molto più credibile e sincero nelle sequenze come quelle iniziali (sia quella in bianco e nero che il folle inseguimento).
Campbell è molto bravo e già lo si era visto con Goldeneye il miglior film della serie (negli ultimi anni) fino a questo. Casino Royale ha un ritmo fortissimo che fa passare due ore e mezza senza pause indecisioni o momenti di stanchezza. Ma alla fine a pagare sono soprattutto le scelte fatte. Perchè non è che Craig offra un'interpretazione straordinaria e nè che i dialoghi siano fenomenali. Sono le scelte fatte prima di iniziare a girare che rendono il film valido, il percorso che si è scelto di intraprendere (e che spero si contiuerà a battere con il prossimo film, sequel di questo). Storie che non seguono la consueta struttura (chiamata, missione, showdown finale, coda) ma sono una giustapposizione di eventi dinamici concentrati in pochi giorni nei quali giocano un ruolo importante non tanto le intuizioni e deduzioni dell'agente segreto quanto le sue disperate esigenze di sopravvivenza.

6 commenti:

geimsbond ha detto...

1- approvo il cambio di template
2- non approvo il ritardo nella visione del film...
3- nella recensione non mi hai detto
A- la battuta più bella...
B- chi è la più figa
C-non hai notato come cazzo corre...
D- daje!!!

gparker ha detto...

La battuta più bella è lei che gli dice: "Sei più uomo tu nel dito mignolo che tutti quelli che ho avuto in precedenza" ma soprattutto lui che risponde: "Lo dici perchè sai che posso fare con il mignolo...".
La più fica senza nessun possibile paragone è Eva Green. E l'apice lo raggiunge la prima sera al tavolo verde.
Invece tu non hai notato come cazzo esce dall'acqua. Sta in un punto profondo 20 centimetri ed esce come se stesse affogando...

Mariolone ha detto...

eva green è notevole come la scena d'apertura con una bella dimostrazione di parkour

gparker ha detto...

Pazzesca quella. Fossi stato in Bond, che alla prima mssione ufficiale in assoluto gli capita una cosa simile, alla fine (pieno di tagli ed escoriazioni) mi sarei chiesto: "Ma è tutto così 'sto lavoro?"

pietruccio ha detto...

caro parker non lo so se hai già chiarito fino in fondo la tua posizione...a riguardo del ruolo e dell'importanza degli attori nel cinema però vorrei che tu ci dicessi di più, io lo so come la pensi ma mi domando non è una forma di snobismo considerare il cinema come il regno della regia (e tutto il resto appresso) o comunque non concedere spazio agli attotri? se il cinema non è solo tecnica (vedi rocky) allora magari certi attori "fanno" certi personaggi e creano qualcosa di non prevedibile (vedi connery con bond), non lo so ... pure a me sembra volgarizzante sto fatto che la gente non fa altro che parlare di sti tizzi strapagati per lo piu per spararsi pose (vedi de niro recentemente) ma non discriminare dando dell'irrrilevante al ruolo mi sembra troppo (vedi de niro venti anni fa...), non so come la pensi fino in fondo e non so se ne hai gia parlato in blog però se non lo hai fatto io un pensierino ce lo farei....

gparker ha detto...

Caro pietro
tra le righe penso si sia intuito come la penso e qualche micropolemica l'ho affrontata anche se ancora non in maniera diretta. Un po' perchè so che sarà il delirio di proteste e un po' perchè temo di non saper esprimere la mia posizione evitando di incorrere nelle critiche di chi ti dice: "Guarda che gli attori sono importanti". Lo so che sono importanti, ma non lo è anche il direttore della fotografia? O quello del montaggio?
E' chiaro che questi guadagnano di meno perchè sono meno in evidenza, l'attore (nonostante la complessità del suo ruolo) è cmq l'elemento che sta più in superficie di un film, quello più evidente.
Per questo solitamente chi non sa dire nulla su un film si rifugia a parlare degli attori (parlandone poi sempre a sproposito).
Io non sottovaluto gli attori solo li ritengo al pari di tutti gli altri che danno un apporto al film. Appunto montaggio, musica, fotografia, scenografia, sceneggiatura ecc. ecc.
Certo poi il regista (e non sempre solo quando è vero regista) è un'altra cosa. Ma semplicemente perchè è il responsabile ultimo, è come il generale. Ognuno fa la sua parte ma il regista li armonizza e decide quando quella parte vada bene o meno. Questo lo rende responsabile dell'esito del film se è bello è merito suo se è brutto colpa sua.
Questo non leva che poi uno noti anche i singoli contributi. Degli attori al pari degli altri.