20.10.07

Fugitive Pieces (id., 2007)
di Jeremy Podeswa

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CONCORSO
FESTA DEL CINEMA 2007

Se i film biografici un po' hanno stufato (a me da molto) nulla sono in confronto ai film sull'olocausto, dei quali proporrei volentieri l'abolizione, tanto si è ormai esaurito l'universo simbolico ad essi legato e tanto non sono riusciti (loro del mondo del cinema girato) a trasformare questa categoria in genere (quello sì che avrebbe giovato!).
Detto questo Fugitive Pieces non è malaccio, ha un andamento molto lento con continui flash avanti e indietro nel tempo, durante la vita del protagonista, scampato da piccolo ad una strage in Polonia (mentre la sua famiglia ebrea è morta sotto i suoi occhi) e adottato e allevato da un archeologo greco poi fuggito dal paese.
Quella di Jakob è una storia di passione e redenzione, sul venire a patti con il dolore e in un certo modo la memoria storica, girata con stile sobrio e molto invisibile che pone una grande attenzione sugli attori.
Il cinema canadese non è mai diventato maturo eppure Fugitive Pieces, nonostante non sia un GRANDE FILM, ne ha l'andamento: lento ma costante, attaccato ai protagonisti e ai loro sentimenti riesce a dare ad ognuno uno spessore, ad ognuno una profondità e delle motivazioni, cosa che non è di tutti i giorni. In più può vantare un finale a metà tra il positivo e il negativo ma sicuramente a sorpresa.

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