28.12.11

Almanya - La mia famiglia va in Germania (Almanya - Willkommen in Deutschland, 2011)
di Yasemin Samdereli

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Tra il generazionale e l'etnico, tra l'amarcord e quella patina dolceamara con la quale ogni ricordo sembra ricoprirsi da solo al cinema, Almanya soffre e beneficia dal fatto di essere un film plasmato sui ricordi della propria autrice. Ne beneficia perchè si tratta di un racconto che, si percepisce, ha il passo svelto degli aneddoti ripassati e raccontati talmente tante volte da diventare storie asciutte che vanno dritte al punto, ne soffre perchè i personaggi tendono immediatamente alla macchietta senza poter aspirare alla complessità e all'astrazione che un personaggio interamente finto può avere.

Così tra un reale colpo al cerchio e un metaforico colpo alla botte Almanya, storia di una famiglia turca che emigra in Germania negli anni '70 e che a quasi 40 anni da quell'evento decide di fare una gita tutti insieme nel paese d'origine, assomiglia a tutti gli altri film sul genere, perdendo da subito quello che, sulla carta, poteva e doveva essere il suo elemento distintivo: lo stretto rapporto con una cultura specifica, che significa anche un paesaggio, delle idee e dei volti unici.
Anzichè turchi in Germania, si poteva parlare di indiani in Inghilterra e non sarebbe cambiato molto nel film, tale è l'uso delle figure archetipiche e tanto si evita di affrontare qualsiasi problematica specificità che non vada al di là del mangiare, dei paesaggi o della lingua.

Condannato inevitabilmente ad essere "carino", per rendere accettabile i lati più aspri dei suoi personaggi e della sua storia, impossibilitato a mettere in discussione quel che mostra (tutti sono quello che sono e vanno bene così nonostante le difficoltà), Almanya sceglie di piacere a tutti e a tutti i costi, per questo invariabilmente non piace mai davvero.

4 commenti:

Daniele ha detto...

Caro Gabriele,

lo chiedo qui: ma i podcast? La tua è una delle poche trasmissioni belle sul cinema!

Quando torneranno?

Grazie

gparker ha detto...

hai ragione (specie sulla trasmissione!) non ho detto nè scritto nulla per pigrizia e quando mi ero deciso a farlo la situazione è cambiata di nuovo.

Sostanzialmente per problemi interni Prince Faster si è dimesso da Radio Rock e visto che io non ho rapporti con la radio in sè ma con lui direttamente l'ho implicitamente seguito.
Questo accade ad inizio novembre.
Ad inizioi dicembre quando le trattative e le possibilità di tornare indietro da questa decisione erano ormai archiviate stavo per spiegare tutto quando poi mi arriva, da Faster, la notizia che avrebbe trovato un'altra radio e quindi dovremmo ricominciare con il nuovo anno... Vedremo.

tony ha detto...

Apriamo le scommesse?
Io dico Radio Popolare Romana

gparker ha detto...

Non sei andato troppo lontano ma non è corretto.