17.7.08

Funny Games U.S. (id., 2008)
di Michael Haneke

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Innanzitutto un quesito: siamo di fronte ad un unicum nella storia del cinema? A me sembra di si. Non credo che nessun altro regista abbia mai rifatto un proprio film inquadratura per inquadratura, assolutamente identico all'originale. Stessi vestiti, stessi interni, stesse riprese, stessi dialoghi (nei limiti del possibile) e stesso montaggio. Identico nel senso più puro della parola.
Questo scatena subito una domanda: un film può essere rifatto e ad avere lo stesso risultato? Ovvero un film è come una ricetta per la quale aggiungendo diverse parti in dosi corrette si avrà sempre il medesimo risultato? O come ci piace tanto pensare è più della somma delle singole parti? Il risultato dell'unione di tanti elementi più lo spirito del proprio tempo e un imponderabile elemento che chiamiamo arte?

Ecco Funny Games U.S. è identico al precedente e raggiunge il medesimo risultato. Visto a qualche anno dall'originale la sensazione è che si tratti di due opere perfettamente sostituibili.
A confrontare pornograficamente le due versioni concordo con le idee espressa da Daniele Coppola: si nota un maggiore formalismo nei rapporti tra i personaggi del primo, dovuto alla provenienza europea e all'uso di una lingua (il tedesco) dotata di più sfumature formali rispetto all'inglese (su tutte l'uso del tu e del lei) e qualche piccola differenza per la scelta dei volti (meno bella di Naomi Watts la protagonista del vecchio, Susanne Lothar) cosa che alla lunga possono pesare. Ma sono inezie, dettagli da maniaci. I due film alla fine sono sostituibili.

Haneke dimostra che il suo cinema è un'operazione matematica, che un'opera può essere ripetuta e rifatta ottenendo lo stesso risultato. Dico il suo perchè sappiamo tutti che molte opere sono irripetibili, il cinema di Truffaut, Kusturica, Fellini, Coppola ecc. ecc. è un cinema realizzato con forti improvvisazioni che crede nel cogliere gli elementi che si presentano e valutare l'imponderabile percui non sarebbe possibile essere replicato identico.
Ma almeno ora sappiamo che esiste un cinema, che possiamo definire il "cinema del controllo totale" (quello degli Haneke, Hitchcock, Kubrick, Powell e via dicendo) che è tecnicamente replicabile che è la somma precisa di inquadrature, dialoghi, scene, fotografie, musica ecc. ecc. Che è una lucida follia, opere d'arte non realizzate a caldo ma a freddo. Una cosa che quasi mi spaventa.

Ma forse nemmeno questo è vero. Perchè se i film sono indubbiamente sostituibili è anche vero che un'opera non esiste mai in sè, non è un concetto astratto ma esiste solo in relazione a chi ne fruisce. In questo senso due film usciti a 10 anni di distanza non possono essere uguali poichè inevitabilmente gli spettatori e tutto il sistema cinema che gli è intorno si porrà nei loro confronti in maniere diverse, causando una ricezione e un'assimilazione diversa dei loro (medesimi) valori.

Nel caso specifico Funny Games U.S. regge ed è stato molto divertente fruirne al cinema sapendo di cosa si tratti. Avevo visto a casa il primo ed ero rimasto impressionato dal noto colpo di scena finale, come molti ero inviperito, arrabbiato e giustamente sconvolto. Non ho potuto allora, nel momento clou, non voltarmi nella sala e guardare il pubblico anzichè lo schermo, un pubblico palesemente tratto in inganno da una pubblicità che paragona il film ad Arancia Meccanica.
E le facce che hanno fatto al momento del colpo di scena sono state impagabili. C'è stato parecchio brusio e i prevedibili commenti scandalizzati, con relative frasi di disprezzo al riaccendersi delle luci.
Però anche questo è Funny Games e tutto il cinema di Haneke: fastidio, tortura per lo spettatore, incazzatura. Una vera litigata feroce tra chi mette in scena e chi è obbligato a guardare.

Per chi arrivato stoicamente in fondo a questo lungo post si stia chiedendo: "Si ma del film non ne parliamo??", rimando qui.

7 commenti:

Lui ha detto...

Concordo con la tua analisi.
E ancora scorre vivo in me il ricordo per quel "vaffanculo" finale liberatorio, urlato nella stanza di notte.

gparker ha detto...

Al momento in cui al culmine di tutti i tentativi insoluti di fuga riparano il telefonino (che sostituisce il cordless dell'originale) ma quando lo accende da "low battery" si è sentito dal fondo un "Ahooooo......" con il tono di "E quanti cazzi pure te!".

Lui ha detto...

AHHAHAHHAHAHHAHAHHAHAHH :D

Ale55andra ha detto...

Ahahah, fantastico!! Da me c'era anche chi rideva...

Thomas Morton ha detto...

Ricordo perfettamente la mia incazzatura quando lo vidi la prima volta. A differenza di altri registi che amano provocare però (tipo Von Trier), trovo che in Haneke vi sia anche grande spessore.
Quel film è indimenticabile, e se l'obiettivo è quello di farlo arrivare al pubblico americano, bene ha fatto Haneke a rifarlo identico.

gparker ha detto...

sulle qualità di von trier di provocatore si potrebbe discutere, ma concordo sulla comunque maggiore abilità di haneke.

Giangidoe ha detto...

Io amai la prima versione, e ho storto un pò il naso quando ho saputo di questa operazione.
Ci ho scritto anche un post un pò scettico:
(http://unavoltalichiedete.blogspot.com/2008/07/be-fake-remake.html)
Però lo vedrò. A breve, spero.
Ho comunque l'impressione che sia qualcosa di straordinario e, a suo modo, diverso dal primo.
Se non nella sostanza, perlomeno nella forma...