5.9.11

Dark Horse (id., 2011)
di Todd Solondz

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CONCORSO
MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2011

Uno dei registi più oscuri tra gli acclamati è Solondz, autore di film da grande pubblico sulla carta ma di nicchia sullo schermo, ostico per certi versi e dall'altra parte capace di conquistare con sceneggiature mostruose, umorismo particolare e punti di vista sulla vita, le persone e la società, totalmente fuori dalla norma.
Dark Horse è un film-Solondz a tutti gli effetti, il suo tocco è sempre riconoscibile, anche se per molti versi si stacca da quanto visto in precedenza.

Si tratta di un'opera piccola piccola, che racconta di un uomo e su di lui si ferma, senza mai ampliare lo spettro delle proprie considerazioni. Tutti coloro i quali ruotano intorno a lui sembrano esistere solo in funzione del racconto che il regista vuole fare di quest'uomo e dei suoi sentimenti. 
Il Dark Horse è il cavallo scommettendo sul quale si fanno i soldi, quello che sembra non poter vincere ma al quale lo scommettitore vero affida la sua sorte perchè pensa di sapere qualcosa che gli altri non sanno.
Come volesse cavalcare una moda il personaggio in questione è un nerd cresciuto, un bambinone ben oltre i 30 anni che vive con i genitori e lavora svogliatamente nella ditta del padre. Ha i soldi ma non ne guadagna davvero, guida un hummer giallo, è inadatto alle relazioni sociali e colleziona action figure. Insomma è uno stereotipo. Ma l'incredibile viaggio che il regista fa compiere allo spettatore lo restituirà alla giusta complessità.

Mescolando, sogni, aspirazioni e realtà, in maniera alle volte indistinguibile, e condendo tutto il consueto humor di situazione, privo di battute quindi, con Dark Horse Todd Solondz riesce nell'impresa di raccontare la delusione di un uomo per se stesso e un certo male di vivere che va a braccetto con il benessere assieme alla presa di coscienza e l'immensa tristezza che si celano dietro un atteggiamento difensivo.
Senza nessuna paura di dare torti e ragioni, utilizzando solo musica diegetica e una valanga di silenzi, ema poi parteggiando senza se e senza ma con il suo protagonista, Dark Horse si pone il più alto degli obiettivi e lo raggiunge. Da inchino e bacio dell'anello.

8 commenti:

vinz ha detto...

mi fa piacere che ti sei riconciliato col buon Todd...e adesso, vediti "perdona e dimentica"! :-)

gparker ha detto...

ma questo è bello prprio perchè diverso da quello!! :)

vinz ha detto...

ah lo vedesti e non ti piacque quindi?

gparker ha detto...

esatto fu così

Jack Skellington ha detto...

"Dark horse" mi ispira e mi intriga, ma "Perdona e dimentica" era davvero di un'inutilità e una pochezza rara! Una specie di lagnosa, lunga, lacrimevole, tediosa appendice ad un altro film che semplicemente non riusciva ad andare a parare da nessuna parte. Resto convinto che l'opera migliore di Solondz sia "Fuga dalla scuola media".

gparker ha detto...

Daccordo su Perdona e dimentica e prima guarda Dark Horse poi fai i bilanci con fuga dalla sculaa media (che era un signor film)

chand ha detto...

perdona e dimentica è un film bellissimo, nei toni, contenuti, sguardi e silenzi...altro che pochezza...ideale "seguito" di happiness, che resta un colpo secco e struggente al perbenismo che ci contraddistingue...aldilà dei gusti,volevo chiedervi se c'è già una data di uscita del film(dark horse) in italia...grazie

gparker ha detto...

no ancora nulla