21.11.06

Shortbus (id., 2006)
di John Cameron Mitchell

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All'epoca della sua uscita al festival di Cannes si era parlato di scandalo e data la presenza di qualche altro film traboccante di scene sessualmente esplicite si era anche definita quell'edizione, un'edizione a luci rosse. Così, giusto per ricordare... Se non ricordo male venni anche avvicinato dalla madre di un'amica che avendo letto chissà cosa sui giornali (e credendo che io a Roma riesca a vedere tutti i film come se stessi a Cannes) mi disse: "Beh, che mi dici di quest'edizione di Cannes? Che vergogna eh?". Non ricordo cosa risposi ma ricordo bene che avevo la testa rutilante di risposte sarcastiche che ho scartato.
Passando al film, devo dire che avevano ragione all'epoca.
Credevo che la differenza tra film normali e porno fosse che anche nell'erotico più spinto i film non porno non mostrassero mai membri maschili in erezione o eiaculazione o penetrazioni di alcun tipo. Devo invece ricredermi. Shortbus mostra tutto questo e anche di più, ma rimane un film non porno.
Ora grazie a questo film la mia nuova definizione di film porno è un film che mostra eiaculazioni e penetrazioni per un quantitativo di minuti superiore a quello in cui mette in scena dialoghi.
Per il resto oltre al porno (d'autore per carità!!) non c'è altro. Una trama fintamente corale, che in realtà è un'accozaglia di storie di sesso a New York, la velleità di fare un cinema che guarda al particolare e alla solitudine degli abitanti della metropoli e un umorismo da cinepanettone all'italiana camuffato da commedia sessuale.
Una vera porcata. In tutti i sensi del termine.

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