23.11.05

Mary (id., 2005)
di Abel Ferrara

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Non che mi aspettassi Il Cattivo Tenente sia chiaro, sono conscio che certe cose non si ripetono (quasi) mai e che è difficile arrivare così in alto, certo perà che pure fare un film così non era facile...
Eppure Ferrara ce la mette tutta, la messa in scena è meticolosamente raffinata, frutto di scelte precise ed inesorabili, macchine attaccate ai volti ed agli oggetti, colori sabbiosi per le riprese del film e metallicamente grigio/bluastri per la città, musiche angosciosamente orchestrate ed un continuo senso di impellenza, come di una tragedia che stia per manifestarsi ma rischia sempre di non scoppiare mai (esemplare la scena del sasso scagliato contro la macchina, un fulmine a ciel sereno che poi si risolve in un nulla di fatto). Frankie666 ha avuto modo di dire: "Ma non capisco perchè tutta quest'atmosfera angosciosa!". Si, l'angoscia arriva immediatamente, da quell'immagine (forse la più bella del film) ferraramente inquietante degli angeli nel sepolcro di Cristo con cui il film si apre e per la quale io avrei voluto gridare "O MIO DIO IL CATTIVO TENENTE!!". Ma poi non succede nient'altro l'angoscia comincia a diventare uno stato del film e non più un motore che fa procedere la storia, la quale procede sì, ma sui tre binari paralleli dei tre protagonisti e con una lentezza esasperante.
Sono i personaggi stessi ad essere decisamente noiosi. Senza parlare dell'attrice che interpreta la Maddalena (Binoche) il cui personaggio non è assolutamente affrontato, il regista (Modine) è una sorte di personaggio/manifesto dell'esigenza e rivendicazione ferraresca di una visione indipendente e valida della religione e va poco più in là di quello (pietosa la scena in cui si chiude nella stanza con il proiettore), e l'anchor man (Whitaker) che si trova faccia a faccia con i suoi dubbi religiosi, non tanto quando li affronta in trasmissione, ma quando si trova di fronte ad una tragedia personale, dice poco e niente.
Mi sembra sostanzialmente che, non solo il film, si perda inutilmente in una narrazione che non arriva a nulla ma che soprattutto dal Cattivo Tenente (continuo a citarlo per affinità di argomento e perchè mi è sempre sembrato la punta di un cinema personale per Ferrara) ad oggi non ci sia stata evoluzione. Perchè ancora un pianto disperato in chiesa? Perchè ancora questa visione agosciosa delle effigi divine?
Una cosa interessante il sotterraneo parallelo (ma mica poi tanto sotterraneo) con il conflitto nella terra santa. Ma è comunque poca cosa.





9 commenti:

Valerio ha detto...

SONO PERFETTAMENTE DACCORDO! è vero sembra quasi di vedere un'opera prima, con i difetti e i pregi che l'accompagnano.
un film difficile da leggere, bisognerebbe vederlo almeno un'altra volta per capire fino in fondo il messaggio del regista che a mio parere cerca di capire attraverso la ragione l'esperienza della fede, un'esperienza che finisce per diventare angosciosa e dolorosa. Da rivedere............

frankie666 ha detto...

Con la scena degli angeli all' inizio (tremendamente Lynchiana secondo me), la scena degli apostoli nella penombra è la migliore del film... Li pure io pensai: "Voi vede che stavolta hai beccato il filmone..."... Tuttavia ancora non ho capito di che parla sto film...

gparker ha detto...

Secondo me parla di tre diverse ricerche spirituali, una mistica (Binoche), una razionale (Modine) ed una sentimentale (Withaker). Tutte e tre faticose e forse tutte e tre sbagliate perchè mancano tutte della vera fede...

frankie666 ha detto...

trovo incredibile che si parli di un film non dopo averlo visto ma tre giorni dopo su di un blog...

gparker ha detto...

Che ne so. Nessuno ha tirato fuori l'argomento... E io ne avrei scritto comunque.

RobertoBernabo' ha detto...

sono Roberto di http://cinemavistodame.splinder.com
Il link su blogspot è finto.
Non ho visto il film. promketto una lettrua più attenta dopo. Non conoscevo il tuo blog. Tornerò.
Per ora un saluto.
Rob.

gparker ha detto...

Aggiungo un posto a tavola.

Valerio ha detto...

non sono daccordo sul fatto che la ricerca della spiritualità è un fallimento perchè manca la vera fede. Binoche sta benissimo con quello in cui crede...il negro si avvicina alla religione concretamente solo dopo l'esperienza terribile che ha vissuto, mentre il regista fa un bel film, però non crede fino in fondo, è fondamentalmente un narcisista che non si porra mai veramente la domanda di una ricerca spirituale.

gparker ha detto...

Si ma tutti e tre inseguono un egoistico bisogno (affetto, ragione, mania o spiritualità) che poco ha a che vedere con la fede autentica, come poco hanno a che vedere le disquisizioni sul fatto che la Maddelena fosse o meno una degli apostoli.