5.9.10

Noir Ocean (id., 2010)
di Marion Hänsel

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GIORNATE DEGLI AUTORI
MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2010

I film nei quali non succede nulla sono sempre un'insidia. Tentano, osano, indagano, sezionano personaggi, ambienti, contesti e situazioni cercando di raggiungere qualcosa di più alto di quel che si può raggiungere con i fatti e con l'azione. Se non ci riescono però è la fine. Noir Ocean non ci riesce.

Tutto ambientato su una nave da guerra francese negli anni '70, il film ruota intorno ad un ragazzo e principalmente ai suoi due amici. Scene di vita quotidiana di un servizio militare mal digerito come sempre è, difficoltà adolescenziali, episodi formativi, traumi, gioie e via dicendo fino a che non arriva (tardissimo, almeno a tre quarti film) l'evento che dovrebbe essere spartiacque: lo scoppio di un'atomica.

A quel punto si capiscono due cose: che il film è centrato su quest'evento e su come esso influirà sulle vite dei ragazzi e che la scoppio della bomba e ciò che ne deriva (il silenzio da mantenere, la paura, l'emozione...), dovrebbe essere anche la chiave metaforica di tutto.
Inutile dire che il fallimento sta proprio nel fatto che non lo è. Le ambizioni di ritratto di tenerezza e durezza della vita adolescenziale si infrangono e da quel momento in poi il crescendo sentimentale perde di senso. Diventa impossibile capire i personaggi (sentimentalmente intendo, razionalmente ce la si fa) nelle loro ansie, paura e reazioni assurde. Diventa insomma fastidioso. Molto.

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