21.1.08

Signorinaeffe (2007)
di Wilma Labate

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L'intento dichiarato è quello di rispolverare il cinema impegnato nel sociale e in particolar modo quello ambientato in fabbrica. Per fare questo Wilma Labate ambienta il suo film negli anni '80 durante il grande sciopero degli operai della FIAT.
Il film inizia e finisce con lo sciopero e vuole raccontare una storia d'amore interclasse con sullo sfondo le rivolte operaie, i dissidi interni, le figure dei crumiri ecc. ecc.
Il risultato è di una povertà disarmante che fa rimpiangere il cinema medio. Non mi vergogno per nulla a dire che in un momento in cui il cinema italiano medio (lo ripeto ancora: per cinema medio intendo i film realizzati con budget non troppo alti che non hanno pretesa di segnare il passo o finire nelle candidature a chissà quali premi ma di soddisfare una certa fetta di pubblico per un periodo breve) sta alzando (non ci si crede!) il proprio livello qualitativo e tecnico (anche se purtroppo l'unico settore che sembra rimanere indietro è quello della sceneggiatura) la visione di Signorinaeffe mi fa rimpiangere quella di Bianco e Nero. E di molto.
Le pretese di Wilma Labate non hanno alcuna base, la storia che dovrebbe essere intensa e struggente è un polpettone dalla morale unidirezionale che vuole insegnare e non mostrare, propugnando delle tesi che sembrano dare per scontata l'adesione del pubblico.
La forma del film semplicemente non esiste. Labate punta la telecamera sugli attori e fa qualche scelta di design anni '80 per l'arredamento e di costume per i vestiti. Di cinema vero nemmeno l'ombra, di narrazione vera nemmeno un accento.
La recitazione è di un vuoto raro, faccioni inespressivi paralizzati in pose che dovrebbero essere intense. E in questo senso non aiuta la caratterizzazione dei personaggi che è a senso unico e senza sfumature con l'unico obiettivo che pare essere una prospettiva consolatoria della classe operaia la quale, vedendo il film potrebbe rimanere soddisfatta del proprio stato. Peccato che non è poi la classe operaia il segmento che vede questo tipo di cinema e infatti Signorinaeffe naviga nella bassa classifica degli incassi grazie al cielo.
Spero solo non ci si inviperisca con la cattiva distribuzione del cinema di qualità italiano.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

sabato mi hanno insultato perchè non sono voluta andare al cinema a vedere questo film, non mi fido mai troppo delle critiche ma avevo letto che gli anni Ottanta e il sindacato erano solo pretesti per chiamarlo film impegnato non contano nulla nella trama

domenica mi hanno detto tutti e due i miei detrattori che è veramente inguardabile e dovevano darmi retta
peccato una buona occasione sprecata!
E.

gparker ha detto...

si
decisamente

marco83p ha detto...

non concordo quasi su nulla, specialmente sugli attori.
il film non è certo un capolavoro,
la regia si nasconde, ma lo fa consapevolmente.
secondo me funziona. mah :)

gparker ha detto...

la regia sicuramente si nasconde, ma dall'altra parte cerca anche la poeticità, la grande metafora e la valutazione in prospettiva storica a tutti i costi e con una programmaticità fastidiosa.

Non sono rimasto coinvolto e anzi la banalità di tante idee e tante soluzioni mi ha anche abbastanza disarmato.

Anonimo ha detto...

Mah, a me è piaciuto parecchio.
Mi è sembrato un film di sfumature, coglie bene l'atmosfera di quei tempi di transizione attraverso il modo di fare (nell'80 avevo 16 anni) ed attraverso il cambiamento da vita sociale e politica 24 ore su 24 al mondo dei sentimenti, alla fuga dalla fabbrica (in tutte le sue sfumature, anche quelle di lotta) verso l'amore, specie se difiicile.
L'ambiente rarefatto degli impiegati è reso benissimo, anche li con le sue differenze (l'impiegato non pro-azienda), me lo sono ritrovato ancora nel 1989 quando sono entrato in Fiat paro-paro.
Sono stato contento della scelta di non fare un film d'epopea con bandierone rosse ecc. ma puntando al "quando sono a casa" che era poi il modo in cui lo percepivamo un po' tutti, come fossi un ipotetico vicino di casa della Solarino. Anche perchè nel '80 non c'era più quella coralità di otto-nove anni prima, gli studenti te li dovevi andare a cercare a palazzo nuovo perchè non si volantinava più davanti alle fabbriche e lotta continua aveva chiuso i battenti da un paio d'anni.
Ho apprezzato anche l'atmosfera "fredda".
Un cinque anni dopo, se chiedevi di uscire ad una ragazza, questa ti avrebbe chiesto: "ma hai la Golf?"
Massimo

Anonimo ha detto...

credo che tutto si possa dire di questo film, ma non certo che sia recitato male, tranne alcune eccezioni. timi, solarino e colangeli fanno la loro figura

gparker ha detto...

No secondo me no. Non dico siano cattivi attori, sono nella media, ma sono mal diretti in questo caso e quindi sfociano in una recitazione monocorde, spesso fuori registro e in generale molto apatica.