29.1.10

Goemon (id., 2009)
di Kazuaki Kiriya

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FUTURE FILM FESTIVAL 2010
CONCORSO

Visivamente impressionante, a tratti ingenuo nel mischiare senza troppa lucidità sequenze live action con inserti interamente in CG utili a realizzare le scene più spettacolari (ma la transizione e lo stacco sono troppo evidenti) e totalmente fondato su una ricostruzione del giappone feudale che stia a metà tra la finzione di 300 (dove gli sfondi sono sempre e comunque digitali, quindi elaborati), le esagerazioni di Kyashan (film precedente di Kiriya) e tanta fantascienza distopica in cui l'aria di decadenza si respira nei vestiti, nei volti, negli ambienti e nelle relazioni tra persone.

Goemon racconta dell'omonimo popolare ladro che ruba un oggetto ricercato da molti e senza saperlo lo getta via. La corsa per impadronirsene rivela le forze in campo. Goemon non è solo un ladro ma un ex ninja e a cercare la scatola concorrono il suo maestro e il suo compagno di allenamenti dell'epoca. In più la ragione per la quale tanti signori locali ordinano ai loro ninja di impadronirsi della scatola è perchè si tratta della chiave per ottenere la prova del terribile tradimento con cui è stato preso il potere governativo.

Alla fine la storia sfocia in un terribile pacifismo della peggior specie, mentre lo stile grafico continua ad aumentare in magniloquenza, debiti ed inventiva. Dal fumetto, al cartone, al videogioco le idee di messa in scena che fondono ambienti in CG e scene live action riescono davvero a creare quell'ibrido di passato distopico che guarda ad un immaginario da Dune in grado di astrarre un film con precisi riferimenti storici (periodi, regnanti, luoghi) e farlo diventare qualcosa di diverso.

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